Si tornano a registrare debutti sul mercato primario delle obbligazioni, però soltanto in euro e in dollari, di fatto le uniche divise attive in una visione anche a 360° di tutte le nuove emissioni. Arriva intanto sul Mot il neo esordiente decennale greco, destinato a svolgere un ruolo significativo rispetto al sentiment sui periferici dell’area euro.

Gli step-up di Imi

Da ieri in negoziazione due nuovi titoli di Banca Imi, entrambi con struttura a cedole crescenti, in un caso in euro e nell’altro in dollari. Per il primo queste le caratteristiche: senior, scadenza 11/3/2029, Isin XS1958656982, taglio 1.000 euro, step-up così strutturato, 1,8% per le prime due cedole; 2,0% per la terza e quarta cedola, 2,2% per la quinta e sesta, 2,4% per la settima e ottava e 2,6% per le ultime due. Il rendimento medio facciale risulta pertanto del 2,2%, equivalente a un 1,628% netto (aliquota fiscale 26%), piuttosto modesto considerando che alcuni tassi variabili bancari corti si avvicinano all’1,5%. Situazione più favorevole in dollari ma occorre tenere presente il ben maggiore livello dei tassi in area Fed. Il secondo step-up è così impostato: senior, scadenza 11/3/2025, Isin XS1958657105, taglio 2.000 Usd, struttura cedolare 2,8% per le prime due cedole, 4,0% per la terza e quarta cedola e 6,0% per le ultime due cedole. Ne consegue un 4,26% medio (3,16% netto), su cui la valutazione è più incerta considerando le perplessità sulla futura politica monetaria della Banca Centrale statunitense. Nel breve termine – cioè per le prime due cedole – un 2,8% (2,07% netto) è inferiore rispetto all’attuale yield del biennale Usa (2,15% netto), dato il vantaggio per quest’ultimo dell’aliquota fiscale ridotta al 12,5%. Quasi impossibile invece una previsione di cosa potrebbe accadere su obiettivi temporali più lunghi.