Volatilità all’ennesima potenza sul fronte obbligazionario, azionario e valutario ma quasi incredibilmente su quest’ultima linea di fuoco la lira turca non dà segnali di particolari tensioni. Anzi! Da settimane il Try si muove gradualmente in un trend di lento rafforzamento sull’euro. Con una novità significativa: la rottura della media mobile a 200 sedute. Il trend durerà? La formazione in corso di un triangolo, espressione appunto di una compressione di volatilità, fa prevedere – indicativamente - entro i prossimi due mesi un movimento più netto, che potrebbe riportare verso i 5,9 contro i 6,15 della chiusura di ieri il rapporto di cambio con l’euro, in presenza di un ulteriore rafforzamento, o verso i 6,6, se si manifestasse una flessione. Non si dimentichi comunque che il quadro economico turco resta compromesso, con un tasso di crescita del Pil sempre negativo. E che gli espansionismi di Erdogan in Siria costituiscono motivo di preoccupazione a livello internazionale. 

Gli emittenti rilanciano

In un simile contesto, dopo un periodo di relativa calma, tornano in scena tre nuove obbligazioni in lire turche al debutto sul Mot, sebbene nella fase agostana il mercato non le abbia ancora fatte sue. Questo malgrado in due casi si assestino nella parte alta dei rendimenti facciali, dove svetta comunque sempre l’Ebrd 30% Ge20 Try (Isin XS1894628244), che scambia con una discreta continuità. La sua vita residua piuttosto modesta, dato il rimborso il 15 gennaio prossimo, deve portare comunque a valutare delle alternative, anche perché il titolo quota sui 105, quindi parecchio sopra il prezzo di “repay”. Le tre esordienti sono così strutturate.