E’ il caso proprio di farlo il punto sulle emissioni in lire turche quotate sull’EuroMot. Pur con l’incertezza delle evoluzioni future – sebbene la valuta stia da qualche giorno rafforzandosi – e nell’imminenza di un possibile aumento dei tassi, previsto per oggi, salvo cambiamenti di direzione dell’ultima ora, con un incremento al 23%, la maggioranza delle emissioni presenti sull’EuroMot si caratterizza per rendimenti oltre il 20%, prezzando già in parte la decisione della Banca centrale di Ankara. In realtà si va anche ben oltre, visto che alcuni zero coupon e tassi fissi corti superano addirittura il 30%. La curva dei rendimenti dei governativi in lire turche – che non possono essere acquistati in Italia – conferma una strana gobba sul 3 anni al 26%, per poi scendere sul decennale al 19,9%. E’ quindi soprattutto ai primi che si dovrà guadare nelle prossime ore, poiché i loro yield potrebbero aumentare ancor più. Ieri all’opposto sono stati i rendimenti dei decennali a registrare un leggero incremento, mentre corti e medi sono scesi di poco. Il problema è però un altro: consiste nel differenziale di quotazione fra EuroMot e le altre Borse europee, aspetto poco percepito perfino da chi sta sui mercati. 

Tre esempi sui corti

Nel segmento dei tre anni sono vari i titoli da seguire con maggiore attenzione e fra i quali è interessante analizzare il divario di prezzi.

  • Il Bei 12,5% scadenza 27/3/2021 (Isin XS1799047565) ieri ha chiuso a 85 Try con rendimento al 21,9%, quindi sotto il governativo con corrispondente vita residua, differenza dovuta tutta al diverso rating. Con uno spread medio denaro/lettera di circa 100 punti base, è mediamente liquido, il che porta a quotazioni dilatate rispetto a varie Borse europee, dove ieri pomeriggio prezzava sotto 80 (alla Deutsche Boerse sui 79,2 e al Lussemburgo sui 78,7).