Ieri abbiamo promesso di analizzare – dopo una prima verifica del quadro valutario e della convenienza a puntare sul mondo australiano – i migliori bond espressi appunto in Aud, cioè nel dollaro australe. Occorre però spiegare la situazione abbastanza articolata del relativo comparto obbligazionario, così composto:

  • Su Borsa Italiana sono quotati 14 titoli riferiti a Bei, World Bank ed emittenti bancari italiani, di cui tre zero coupon, non tutti sufficientemente liquidi.
  • Su Tlx sono presenti 14 governativi australiani, mediamente cari e con rendimenti dall’1,9% al 3,1% (l’aumento degli yield si riferisce a durate residue notevoli).
  • Sul mercato “Otc” l’offerta è nettamente maggiore e si attiene anche a tassi variabili bancari e a corporate del Paese, con una gamma di yield più ampia ma non di tanto.

I tre leader sul Mot attorno al 4%

La selezione dei bond presenti su Borsa Italiana porta a un rendimento medio del 3,4%, con tre titoli a tasso fisso e basso lotto minimo, tutti di Banca Imi e quindi soggetti ad aliquota fiscale 26%, che riescono a garantire attorno al 4%, evidenziando una liquidità comunque non sempre rilevante.

  • Al primo posto si colloca il Banca Imi 4,3% scadenza 8/9/2020 (Isin IT0005045221), con il 4,1% di yield e una volatilità più alta rispetto agli altri. Il calo delle quotazioni negli ultimi tempi è stato progressivo (ieri a 100,36 Aud) e i contratti quotidiani sono regolari ma medi.
  • Al secondo posto un altro Banca Imi, il 4,35% scadenza 26/6/2021 (Isin XS1251080831), con il 3,95% di yield e una volatilità media bassa. Dai 103 Aud del 20 agosto è sceso ai 101 di ieri ma gli scambi sono limitati.