Giornata contraddittoria quella di ieri per Carraro in Borsa: sul fronte dell’azione si è registrata molta variabilità, pur attestando una maggiore partecipazione degli operatori a un titolo che riscuote di nuovo interesse. A metà mese si notano infatti scambi e controvalori già superiori al cumulativo delle intere mensilità precedenti, sebbene la seduta si sia chiusa in negativo, con un -2,27%. E’ però soprattutto il bond tasso fisso 3,5% in euro scadenza 2025 (Isin XS1747134564 – taglio 1.000) ad aver destato gli appetiti, con alcune rilevanti transazioni, a conferma di quanto visto giovedì e venerdì, dopo altre giornate calde nella prima parte di aprile. Anche per l’obbligazione i volumi del mese appaiono finora rilevanti, con quotazioni poi in rialzo. 

Ritorna la volatilità

Una caratteristica del bond è di registrare in certe fasi una certa volatilità intraday, fra l’altro abbastanza correlata con quella dei Btp. In rapporto alla propensione al rischio anche il Carraro conferma la sua reattività, come hanno dimostrato le fasi di mercato dell’autunno 2018. Nell’anno in corso dai massimi a quasi 102 euro del 19 marzo è iniziato un ciclo discendente, con un minimo intraday il 1° aprile a 99,96. Poi una risalita ma non è questo a interessare quanto la variabilità della quotazione nell’ambito delle singole sedute. Ciò è avvenuto in particolare l’8, poi il 9 e infine il 10 scorsi, per ripetersi – seppur in misura meno accentuata – proprio ieri (chiusura a 101,48). Con alcuni ordini da oltre 150.000 euro, sebbene la maggior parte degli scambi sia stabilmente fra 4.000 e 10.000 euro, il tutto in presenza di spread contenuti. Il mercato si interessa quindi a questo bond in assenza di particolari motivi di tensione, sull’onda pure della pressione rialzista dell’azione, tornata ai livelli di ottobre.