Una verifica dello stato di salute dei nostri governativi basata su andamento di Future e singoli titoli non evidenzia segnali particolari dopo il forte rimbalzo di fine gennaio e la lateralità delle sedute di febbraio. Il derivato e molte emissioni sono ampiamente sostenuti dalle medie mobili corte e lunghe e da un canale rialzista graficamente bene impostato. Tutto ok allora? Sì se si esclude un fattore di incertezza da seguire con attenzione. Riguarda la volatilità. Lo indicano le Bande di Bollinger, la cui distanza fra superiore e inferiore pondera appunto tale parametro, che tende quindi a crescere e diminuire in misura correlata. Nella fase attuale l’estensione delle B.B. sale per i Btp, dopo l’eccesso di contrazione di dicembre e gennaio.

Apertura netta per il Future

Iniziamo dal derivato. Il long term ha dato il 23 gennaio i primi segnali di allargamento delle Bollinger per poi assumere un forte trend estensivo, quasi anomalo. Un movimento così ampio non si vedeva da settembre scorso, quando anticipò una serie di sedute in profondo rosso. Potrebbe ripetersi? Per ora è solo un timore basato sulle indicazioni di analisi grafica ma certamente bisogna tenere anche conto del gap-up quasi esplosivo apertosi fra venerdì 24 e lunedì 27 gennaio. Verrà colmato nelle prossime settimane? 

Proseguiamo con i Btp lunghi. Il 2,8% 2067 (Isin IT0005217390) dà la stessa avvertenza, con in più il fattore di incertezza della media mobile a 200 sedute – pur lontana dall’ultima quotazione – che perfora per la prima volta la parte inferiore delle Bande, circostanza per ora marginale. Stessa fotografia per il Btp 2,7% 2047 (Isin IT0005162828) e per il Btp 3,25% 2046 (Isin IT0005083057). In quest’ultimo caso si somma la conferma della resistenza sui 129,3 euro attorno alla quale il titolo si colloca da varie sedute.