Quando i rendimenti sono così esasperatamente tirati come sta avvenendo negli ultimi mesi basta poco perché qualcosa vada in direzione opposta. E’ successo ieri al Bund e la vicenda merita attenzione, poiché lascia intendere come una corda tesa rischi improvvisi contro movimenti, sull’onda solo di indiscrezioni. Ed è proprio questa la realtà con cui gli investitori dovranno confrontarsi da dopo ferragosto in poi.

Cosa è successo?

L’agenzia Reuters ha letteralmente sbalordito i mercati con un’indiscrezione, basata sulla confidenza di un anonimo alto funzionario governativo, secondo il quale il Governo di Berlino si appresterebbe ad abbandonare la politica del bilancio statale in pareggio allo scopo di realizzare poderosi investimenti destinati al settore della protezione ambientale. Accetterebbe quindi di mettere in rosso i suoi conti per venire incontro a una domanda fortissima da parte dell’opinione pubblica, come conferma l’avanzata dei Verdi alle elezioni europee, secondo partito dopo la Cdu con il 20,8% dei voti. Il proposito sarebbe chiaro: ridare slancio all’economia attraverso questa nuova voce di spesa. Un portavoce del ministero delle Finanze ha dichiarato che nessuna decisione in merito è stata presa e che il Governo si riunirà il 20 settembre per discutere di Legge di Bilancio. La reazione è sembrata alla fin fine una conferma, con inevitabili impatti per il Bund.

Decennale debole

Il movimento del titolo di Stato tedesco è stato drastico, soprattutto fra le 13,30 e le 14,45, con vendite abbastanza consistenti. Da mercoledì però si avverte un’inversione di tendenza, con una nuova trendline rialzista per il rendimento, passato da -0,61% a -0,523% per poi tornare verso -0,56%. Si tratta del primo vero recupero dello yield e quindi discesa delle quotazioni dal 12 luglio, con una reazione non ancora tale da poter individuare cambi di direzione ma con un segnale da valutare attentamente. In realtà l’impatto sui singoli titoli non è stato rabbioso ma si è comunque manifestato con maggiore intensità sulle scadenze quasi trentennali: per esempio il Bund 2,5% 15ag46 (Isin DE0001102341) ieri ha perso su Tlx l’1,5% mentre alla Borsa di Berlino – complici vari fattori – è sceso del 2% e nel momento in cui alcuni broker si liberavano di questo come di altri titoli lunghi tedeschi, con accelerazioni della discesa anche del 2,7%. Si è trattata di un’inevitabile reazione che richiederà conferme. L’unica certezza sta nell’aumento di volatilità, avvisaglia da seguire con attenzione.