L’ottimo successo ieri dell’asta dei Bot semestrali, con addirittura il ritorno a rendimenti negativi, assenti dall’aprile dello scorso anno, ha fatto da viatico a una nuova spinta del Btp Future, sebbene la giornata sia stata altrettanto positivamente condizionata dal risultato dell’asta greca, con il nuovo quinquennale 2024 attestatosi tra il 3,6 e il 3,7%. Davanti ai timori globalizzati il mercato sta quindi dando nuova fiducia ai periferici europei. Torniamo però a casa nostra.

Future sopra la resistenza

Per la terza seduta consecutiva il derivato long term italiano si è collocato stabilmente sopra la resistenza dei 128,19, trasformatasi in supporto. Il movimento è stato netto e ben sostenuto da medie mobili e trendline rialziste. L’impostazione sembra ora voler puntare a un traguardo impensabile solo qualche mese fa, quello dei 133,5, malgrado ciò richieda un’inclinazione al rialzo della media mobile a 200 sedute, che intanto si muove da una pendenza ribassista verso un appiattimento. Graficamente tutto bene quindi per il Future, pur tenendo conto del fatto che le sue dinamiche sono sempre state contrassegnate da minori pressioni negative rispetto alla parte lunga della curva dei Btp. Questa caratteristica va menzionata, perché ancor oggi permane e fa porre quesiti sull’effettiva capacità di accelerazione dei governativi nazionali. 

Lassù i passi sono lenti

Oltre i decennali si verifica difficoltà nel velocizzare il rialzo. Vediamo quattro situazioni.

Il Btp 3,5% 2030 (Isin IT0005024234) stenta a muoversi verso l’area dei 107,55 euro (resistenza) e in seguito dei 108, sebbene la chiusura ieri non sia stata troppo lontana, collocandosi a 106,9. C’è lentezza e lo testimoniamo alcuni indicatori tecnici altalenanti.