Situazione sempre più complessa per i detentori di bond Venezuela: da qualche giorno infatti è iniziato un teorico “sell off” sui mercati internazionali (ricordiamo che in Italia i titoli sono sospesi dalle contrattazioni) in seguito alla decisione di JP Morgan di bloccarne l’inserimento nei suoi indici obbligazionari, utilizzati da vari operatori del gestito. Ciò peggiora un contesto già difficile. Per quale motivo si è detto di un teorico “sell off”? Perché il mercato risulta già in buona parte congelato dalla decisione di Washington di vietarne da gennaio gli scambi sul secondario nell’ambito delle sanzioni contro Caracas. Fondi, Etf e investitori privati sono così alla ricerca da tempo di potenziali acquirenti per i bond detenuti senza però riuscirci sui canali autorizzati, il che verrà reso ancor più problematico dopo la scelta di JP Morgan. 

Strada tortuosa

I detentori di debito venezuelano si trovano perciò di fronte a una duplice alternativa: svendere attraverso canali paralleli a quotazioni iper scontate (a circa 10-15 $ rispetto ai nominali 100) oppure accantonare le posizioni, in attesa di evoluzioni future. La seconda opzione appare la più gettonata, sebbene l’esigenza del riallineamento ai benchmark non la renda agevole. Stando a fonti statunitensi il solo Etf iShares JPMorgan Usd EM Bond di BlackRock avrebbe in portafoglio posizioni per 80 milioni di $. Naturalmente c’è poi chi ha aderito alle varie azioni legali contro il Governo venezuelano nel tentativo di giungere a una qualche forma di riordino del debito. Questi gli aspetti che possiamo considerare ufficiali. In realtà il mercato si sta in parte rianimando per l’entrata in campo di operatori specializzati in “pesca a fondo mare”. Si tratterebbe – secondo un’indagine pubblicata da Bloomberg – di hedge fund inglesi, di una banca privata di Monaco e di investitori uruguaiani. In altre parole sarebbe partito un “mercato nero” che punterebbe a mettere in portafoglio posizioni a quotazioni ultra ribassiste per poi ritirare l’amo in fase di trattative di ristrutturazione con chi verrà dopo Maduro.