Nemmeno sul fronte azionario si riscontrano valori di volatilità altrettanto elevati. Di solito non si supera il 50%. Sul fronte dei bond invece c’è un titolo che va oltre e raggiunge addirittura il 70%. Si tratta dell’Argentina 7,125% 28gn2117 in Usd (Isin US040114HN39 – lotto 1.000), un ultra Matusalemme cui il mercato guarda con grande attenzione per due fattori: è l’interprete del sentiment relativo al debito del Paese sud-americano, di cui si sconta una ristrutturazione già nel corso del 2020; rappresenta ormai il sostituto dei Venezuela – non più quotati sul secondario – per chi opera per trading molto veloci. In realtà negli ultimi tempi i volumi trattati su Tlx si sono ridotti e non di poco dopo i picchi di settembre/ottobre. 

Quotazioni a confronto

Il 2117 è stato emesso alla fine del 2017, quando il quadro economico sembrava migliorare e alcuni gestori di grandi fondi sostenevano che la crisi argentina era ormai alle spalle. All’inizio fu in effetti trattato dai mercati con un certo ottimismo, quotando perfino oltre 100, per poi iniziare a scendere verso l’area dei 70 Usd. Ora si muove leggermente sopra i 40 Usd, con però alcuni disallineamenti fra le varie piazze in cui è negoziato. Tendenzialmente su Tlx lo si vede un po’ più alto rispetto alla media delle Borse tedesche e dei broker specializzati in emissioni emergenti. Di qui si ha un’indicazione delle possibili evoluzioni di prezzo nelle ore successive. Venerdì in chiusura, per esempio, ha registrato 41,98 Usd su Tlx contro 40,79 a Francoforte, 40,92 a Monaco e Berlino e 40,9/41 nei mercati non regolamentati. La volatilità dipende certamente dal crollo di metà agosto e da una successiva fase di quotazioni altalenanti fra minimi nell’area dei 36/37 Usd e massimi sui 45, sebbene a ottobre sia tornato anche sui 48. Si può quindi identificare una banda di oscillazioni compresa fra 38 e 44/45 Usd.