Proseguono nel pomeriggio le vendite sull'azionario europeo ed italiano dopo gli scarsi spunti giunti ieri sera dalla Fed statunitense (tassi a zero per 3 anni, acquisti sui ritmi attuali, ma un miglioramento delle stime economiche USA con un -3,7% nel 2020 e un +4% nel 2021, non si prevede il target di inflazione prima del 2023). Stamane confermata anche la politica monetaria accomodante della Banca del Giappone che ha leggermente migliorato le stime sulla ripresa economica. La Banca d'Inghilterra ha confermato i tassi allo 0,10% e un QE totale da 745 miliardi di sterline, con previsioni economiche in leggero calo (Pil quarto trimestre atteso al -7% a/a), i disoccupati sarebbero aumentati di 700 mila unità tra febbraio e agosto: dati negativi ma sostanzialmente attesi, una non notizia come tutti i recenti meeting delle banche centrali. Gli Stati Uniti hanno pubblicato dati negativi sui permessi per costruzioni e sul mondo del lavoro (a 860 mila le nuove richieste settimanali di sussidi, ma in continua si scende a 12,62 milioni). L'euro perde lo 0,12% sul dollaro, mentre la sterlina riprende una flessione (-0,53% sula moneta unica e -0,64% sul dollaro). In calo i maggiori indici azionari Usa in avvio.

A Milano il Ftse Mib cede l'1,54 per cento. Il governo italiano ha presentato alle camere il piano per la ripresa con il supporto del Recovery Fund sottolineando l'importanza della transizione energetica, degli investimenti nel digitale, nelle infrastrutture di trasporto, nella scuola, nella sanità nelle riforme di fisco e giustizia.

Ancora in pesante calo TIM (-3,28%) nel pomeriggio: proprio oggi il cda di Enel (-2,4%) dovrebbe discutere la proposta vincolante di Macquarie per il 50% di Open Fiber, la joint venture della fibra ottica con CDP. Secondo la Repubblica il MEF avrebbe raccomandato a CDP di acquisire parte delle quote messe in vendita da Enel (CDP ha un diritto di prelazione sulle stesse) per mantenere la maggioranza della società della fibra. Brilla invece *INWIT *(+1,43%) che potrebbe trarre vantaggio dagli impegni anche sulle infrastrutture in 5G promossi dal governo. La società delle torri di Telecom Italia e Vodafone potrebbe anche trarre vantaggio dalla recente cessione di 8,5 milioni di titoli da parte di Rai Way (0,0%) che riporta attenzione sul settore delle infrastrutture tlc per il mobile e indirettamente sul dossier mai portato a termine della eventuale fusione tra i due maggiori player.

Prysmian perde l'1,99% ed STM il 2,95%, dopo le cattive performance recenti del Nasdaq.

Nel comparto bancario si registrano forti vendite: il Ftse Italia Banche perde l'1,63% e l'Euro Stoxx Banks cede il 2,2 per cento. A Milano *Mediobanca perde il 2,2%, l'istituto ha annunciato la proposta ai soci di cambiamenti dello statuto con la caduta del vincolo che il CEO sia scelto tra i dirigenti del gruppo. Intesa (-1,53%) dovrebbe promuovere lo squeeze-out delle azioni di UBI banca tra il 18 e il 29 settembre. Bper cede l'1,01% e secondo MF dovrebbe a giorni ottenere da Consob il via libera all'aumento di capitale per l'acquisto delle filiali di UBI in eccesso. Secondo i rumors, l'aumento sarebbe da 800 milioni di euro, ma altri osservatori ritengono che l'operazione possa essere più contenuta. Male anche Banco BPM (-2,35%) e Unicredit (-1,86%).

Nel settore finanziario si segnala anche il forte e anomalo calo di Generali (-1,44%), partecipata di Mediobanca che subisce il clima negativo dei mercati impattante in queste ore anche su Allianz (-1,69%) e Axa (-1,42%): pesa soprattutto il clima di tassi a zero per un lungo periodo che non rende agevole la ricerca del rendimento per gli investimenti assicurativi. Unipol comunque cede lo 0,68%: la compagnia ha completato con successo il collocamento del suo primo green bond.

Pirelli recupera il 2,1% e A2A l'1,86 per cento.

Nel comparto automotive FCA segna un calo dell'1,2% dopo i dati sulle immatricolazioni di auto in Europa dell'Acea (-17,6%): per FCA è un -6,6% nettamente migliore delle performance del resto del mercato, d'altronde l'Italia ha limitato le perdite annuali del mercato a un -0,4 per cento. Il gruppo PSA ha però registrato un calo del 20,8% delle immatricolazioni ad agosto e Peugeot cede l'1,83% a Parigi.

In calo i prezzi del greggio con il Brent che perde lo 0,49% si porta a 42,01 dollari al barile. Eni cede l'1,1%, male anche Saipem (-0,24%) e Tenaris (-0,36%).

Fra i minori dalle performance più rilevanti, in un senso o nell'altro, si segnalano Giglio Group (+13,57%) e Acotel (-6,67%).

(GD - www.ftaonline.com)