Borsa italiana in rialzo dopo no "hard-Brexit". Brilla Leonardo, bene i bancari. FTSE MIB +0,61%.

*Il FTSE MIB segna +0,61%, il FTSE Italia All-Share +0,57%, il FTSE Italia Mid Cap +0,25%, il FTSE Italia STAR +0,18%.

BTP tonici, spread in netto calo.* Il decennale rende il 2,53% (-6 bp rispetto alla chiusura precedente), lo spread sul Bund segna 244 bp (-9 bp) (dati MTS).

*Mercati azionari europei in verde dopo il no del parlamento britannico all'ipotesi "hard Brexit" *(uscita Regno Unito dalla UE senza accordo), oggi nuovo voto sulla proroga della scadenza prevista per il 29 marzo: Euro Stoxx 50 +0,4%, FTSE 100 +0,1%, DAX +0,1%, CAC 40 +0,6%, IBEX 35 +0,8%.

Future sugli indici azionari americani poco sopra la parità: S&P 500 +0,1%, NASDAQ 100 +0,2%, Dow Jones Industrial +0,1%. Le chiusure dei principali indici USA nella seduta precedente: S&P 500 +0,69%, NASDAQ Composite +0,69%, Dow Jones Industrial +0,58%.

Mercato azionario giapponese poco mosso, l'indice Nikkei 225 ha terminato a -0,02%. Borse cinesi incerte: l'indice CSI 300 di Shanghai e Shenzhen ha chiuso a -0,69%, l'indice Hang Seng di Hong Kong a +0,15%.

Leonardo accelera (+8,4%) dopo aver archiviato l'esercizio 2018 con nuovi ordini in forte rialzo (+30% circa) a 15,1 miliardi di euro principalmente grazie all'acquisizione del contratto NH90 Qatar (3 miliardi) e superiori alla guidance fornita dal gruppo (14,0-14,5 miliardi). Anche i ricavi (12,2 miliardi) hanno superato la guidance (11,5-12,0 miliardi). L'EBITA sale a 1,12 miliardi da 1,077, mentre l'EBIT scende da 844 a 715 milioni. Il risultato netto balza da 279 a 510 milioni grazie a minori oneri finanziari legati alle operazioni di buy-back completate nel corso del 2017. Il Free Operating Cash Flow (FOCF) scende da 537 milioni a 336. L'indebitamento netto di gruppo scende a 2,35 miliardi da 2,58 a fine 2017. Dividendo confermato a 0,14 euro per azione. Per il 2019 il management prevede nuovi ordini in calo a 12,5-13,5 miliardi, ricavi ed EBITA in leggero rialzo a 12,5-13,0 miliardi e 1,175-1,225 miliardi rispettivamente, mentre il FOCF è atteso in ulteriore calo a circa 200 milioni. L'indebitamento netto è previsto a 2,3-2,8 miliardi. In un'intervista al Sole 24 Ore l'a.d. Alessandro Profumo ha dichiarato di non vedere la necessità di aumenti di capitale o emissioni obbligazionarie importanti, che la controllata americana DRS non sarà ceduta e che la divisione elicotteri crescerà per linee interne. Il manager ha aggiunto che non attendersi problemi per quanto riguarda la partnership con Boeing e di non vedere "alcun significato strategico" in un eventuale investimento in Alitalia, mentre proseguirà la collaborazione con Fincantieri (no a ipotesi fusione quindi, ndr).