La Borsa di New York ha virato al ribasso dopo la pubblicazione dei verbali del Fomc che hanno alimentato i timori sulla fragilità della ripresa economica. Dopo che nella seduta del 19 agosto il Dow Jones ha perso lo 0,31%, l'S&P 500 lo 0,44% e il Nasdaq Composite lo 0,57%, anche giovedi' i principali indici risultano incerti (almeno Dow e S&P500, il Nasdaq risulta come spesso il piu' tonico e tenta di azzerare le perdite della seduta precedente riportandosi in area 11200 trainato dalla solita Apple, risalita a 467 dollari, da Amazon, e Netflix con guadagni nell'ordine dell'1%).

Cosa ha destabilizzato i mercati e causato un deterioramento di sentimenti da parte degli operatori?

Dai verbali relativi all'incontro del 28-29 luglio del braccio operativo della Federal Reserve, e' emersa la preoccupazione di molti componenti per la stabilita' finanziaria, se la pandemia dovesse durare a lungo: "l'attuale crisi di salute pubblica pesera' duramente sull'attivita' economica, sull'occupazione e sull'inflazione nel breve periodo, ponendo rischi considerevoli all'outlook economico di medio termine".

La Fed teme che il dato della crescita del Pil e quello della diminuzione della disoccupazione possano essere un po' meno robusti nella seconda meta' dell'anno rispetto a quanto preventivato in precedenza. Nonostante questo tuttavia la banca centrale non sembra intenzionata ad adottare altre misure non convenzionali di intervento rispetto a quelle gia' in essere. E' comunque improbabile che i tassi di interesse possano tornare a salire prima che l'inflazione torni a crescere e la disoccupazione a diminuire. Ai mercati pero' piacerebbe capire quale sia la "forward guidance" della banca centrale in modo da avere dei riferimenti sui quali basarsi (ad esempio un target sulla disoccupazione sarebbe gradito).

Gli occhi degli investitori a questo punto saranno rivolti al prossimo incontro di politica monetaria di settembre oltre che al simposio di Jackson Hole, in programma dal 27 al 28 agosto.

Anche il mercato del lavoro stenta a migliorare ancora dopo i recenti aumenti dei contagi.

Le domande di sussidio di disoccupazione settimanali sono risultate in crescita a 1,106 milioni, sopra le attese di a 920mila e al dato precedente di 963mila.

E' evidente, e non solo alla Fed, che la diffusione del coronavirus grava sull'economia statunitense e sta frenando la ripresa. A causa di cio' la Federal Reserve (Fed) starebbe prendendo in considerazione modifiche alla sua politica monetaria che potrebbero portare l'istituto centrale di Washington ad applicare aggressive misure di stimolo molto più a lungo di quanto preventivato.

Anche questo e' emerso dai verbali relativi al meeting del Federal Open Market Committee (Fomc, la commissione della Fed che si occupa di politiche monetarie) tenutosi 28 e 29 luglio.

In quell'occasione tutti i membri votanti del Fomc avevano convenuto di lasciare invariati i tassi d'interesse allo zero (in un range compreso tra lo 0% e lo 0,25%), dopo averli ridotti a sorpresa di 100 punti base in un meeting d'emergenza il 15 marzo scorso, quando le autorita' avevano iniziato a imporre il lockdown per contenere il diffondersi dell'epidemia di coronavirus.

Da notare, pero', che rispetto al precedente meeting di giugno nel Paese e' emersa una maggiore incertezza riguardo alle prospettive di uscita da questa crisi senza precedenti.

Secondo James Bullard, president della Federal Reserve (Fed) di St. Louis, i record toccati di recente da Wall Street (in particolare da S&P 500 e Nasdaq) potrebbero sembrare fuori luogo, visto che gli Usa attraversano una durissima crisi causata dall'epidemia di coronavirus, ma in realta' il mercato sembra avere ragione e l'economia a stelle e strisce si prepara a fare meglio di quanto in molti prevedano.

Intervistato in esclusiva da Reuters, Bullard ha notato come per quanto la situazione sembri caotica, con autorita' federali, statali e locali che espongono idee contrastanti su quali attivita' siano sicure e in quali condizioni, in realtà tutto ciò evidenzia spirito di adattamento e permetterà al Paese di mettere a punto una linea che consenta di gestire una minaccia sanitaria "persistente". "La maggior parte dei dati ha sorpreso al rialzo e quindi penso che faremo un po' meglio. Mi aspetto che piu' imprese siano in grado di operare e piu' economia possa funzionare con successo nella seconda meta' del 2020", ha spiegato.

Un esempio per tutti i risultati di Nvidia, il leader mondiale dei componenti per la grafica di computer, che ha visto terminare il trimestre con i ricavi in crescita del 50% anno anno su anno a 3,87 miliardi di dollari battendo il consensus. Oltre le attese anche l'utile per azione, praticamente raddoppiato.

Una situazione simile la si riscontra anche nell'area euro, dove i dati macro in uscita fino a meta' luglio, data dell'ultimo incontro di politica monetaria della Bce, sono migliori delle attese. Per questo motivo dai verbali dell'incontro della Bce diffusi nelle ultime ore emerge l'atteggiamento di alcuni componenti del board che sono titubanti sull'opportunità di incrementare le misure di stimolo in atto, in particolare i 1350 miliardi di euro del fondo PEEP. Secondo questi membri del consiglio i 1350 miliardi dovrebbero essere considerati un tetto massimo per la spesa in acquisto di bond e non il valore al quale tendere con gli interventi.

Il sentiment del mercato si puo' leggere in questo momento osservando l'euro dollaro: il cambio ha virato con decisione al ribasso ieri dopo le minute Fed passando da area 1,195 a 1,18 oggi per poi risalire in area 1,185. Discese al di sotto anche di area 1,18 sarebbero da leggere come una indicazione di ulteriore deterioramento della fiducia degli investitori, il ritorno al di sopra di 1,19 permetterebbe invece di sperare in un allentamento delle tensioni.

(AM - www.ftaonline.com)