Versione con grafici https://ftaonline.com/blog/borsa-usa-immobiliare-e-bond-corporate-termometro-della-situazione

Se e' vero che l'andamento degli indici di borsa, in particolar modo quelli dei paesi avanzati, riflette lo stato dell'economia presente, ma soprattutto futuro, allora e' lecito affermare che per gli Usa la recessione causata dalla pandemia di Covid-19 e' ormai alle spalle.

Lo S&P500, l'indice che rappresenta l'economia Usa nel suo complesso (anche se leggermente sbilanciato verso le grandi realta', quindi poco rappresentativo di quella porzione del paese con maggiore radicamento all'interno piuttosto che all'estero), ha infatti superato i livelli pre-covid, ovvero i massimi di febbraio a 3394 punti gia' il 24 agosto, anche se poi ha avuto un ripensamento che nelle ultime settimane lo ha riportato in quell'area.

La reazione dai minimi di marzo non e' stata cosa di poco conto, l'indice aveva infatti lasciato sul terreno 1/3 circa del suo valore con il ribasso scaturito dal picco di febbraio. Inizialmente la ripresa e' stata motivata piu' dalla fiducia nella capacita' della Federal Reserve e del Governo di limitare i danni al sistema economico, in particolare al mercato del lavoro, ma ormai da alcune settimane sono tanti gli indicatori macro che contribuiscono a rendere credibile questo recupero.

Una direzione verso la quale guardare per ricavare indizi sullo stato di salute del paese e' il comparto immobiliare: l'edilizia vale piu' del 15% del Pil Usa ed e' responsabile di un notevole effetto moltiplicatore, una volta acquistata la casa infatti il consumatore deve anche cercare gli arredi, gli elettrodomestici... E' probabilmente superfluo ricordare che la precedente crisi, quella del 2008, e' nata proprio a causa di una bolla creatasi nel mercato immobiliare e che alla fine il trend di questo mercato riflette non solo lo stato della ricchezza dei cittadini ma anche la loro fiducia nel futuro.

Il comparto delle costruzioni e' poi caratterizzato da un impiego massiccio di manodopera, il suo stato di salute si riflette immediatamente sul livello di occupazione. L'indice della vendita di nuove abitazioni, quello relativo al mese di luglio, ha raggiunto il livello piu' alto degli ultimi 14 anni circa: gli acquisti di unita' unifamiliari sono aumentati del 13,9% rispetto a giugno e il prezzo di vendita e' cresciuto del 7,2% sull'anno precedente (a 330600 dollari).

In forte rialzo si e' mostrato nel mese di luglio anche l'indice "housing starts", la costruzione di nuove unita' abitative e' salito del 22,6% a 1,496 milioni (dato corretto per gli effetti del calendario). Il dato sul completamento dei lavori di costruzione ha mostrato un incremento del 3,6% su base mensile e dell'1,7% su base annua. In crescita anche il numero dei permessi di costruzione, un indicatore del futuro livello di offerta, con un +9,4% sul luglio 2019.

Ovviamente un ruolo significativo, anche in questo contesto, lo ha giocato la Federal Reserve, che mantenendo bassi i tassi di interesse ha reso estremamente conveniente l'accensione di nuovi mutui.

Non e' una sopresa quindi il fatto che l'indice PHLX Housing Sector (HGX), uno dei piu' rappresentativi del comparto immobiliare, abbia superato a meta' agosto i massimi (storici) di inizio anno di area 378 dopo aver messo a segno un rimbalzo prodigioso dai minimi del 23 marzo di quota 175,41. Per confermare l'intonazione positiva tuttavia l'indice dovra' mantenersi ora almeno al di sopra della propria media mobile esponenziale a 50 giorni, a 358 circa. Sotto quei livelli potrebbe infatti realizzarsi una correzione, anche estesa, di tutto il rialzo degli ultimi mesi. Fino a che la media restera' intatta le prospettive rimarranno invece in favore del proseguimento del rialzo. E' evidente che una battuta di arresto per l'indice del settore immobiliare sarebbe lo specchio di una situazione di difficolta' per la borsa nel suo complesso, viceversa la buona salute del settoriale potrebbe essere vista come una conferma della positivita' del mercato azionario nel suo complesso.

Ma non e' solo l'economia reale ad inviare segnali incoraggianti, e' significativo infatti per quello che riguarda il ritorno alla normalita' l'andamento del "credit spread", l'indicatore degli spread creditizi (il riferimento qui e' al ICE BofA US High Yield Index Option-Adjusted Spread consultabile alla pagina https://fred.stlouisfed.org/series/BAMLH0A0HYM2).

L'andamento di questo valore, calcolato come differenza tra le obbligazioni corporate ad alto rendimento e i titoli di stato decennali Usa, si e' ridotto in modo significativo dai massimi toccati attorno all'11% al picco della pandemia, valore che e' superiore di tre volte rispetto a quello riscontrabile ad inizio 2020 del 3,55% circa. Quando lo spread si dilata e' perche' gli investitori chiedono maggiori rendimenti per compare titoli percepiti a maggiore rischio, in pratica non si fidano della possibilita' dell'emittente di fare fronte al proprio debito. Questo ovviamente e' stato un grave problema per quelle societa' che necessitavano di mezzi freschi per fare fronte alle difficolta' di mercato causate dalla crisi del Covid, un problema che si va tuttavia ridimensionando. Attualmente gli spread sono tornati quasi ai valori precedenti la crisi, al 5,1% circa, permettendo alle aziende di indebitarsi in modo relativamente indolore.

In merito alla condizione del mercato dei bond corporate ad alto rendimento e alla comparsa di eventuali nuove tensioni che potrebbero segnalare una perdita di fiducia da parte del mercato nella capacita' dell'economia di lasciarsi rapidamente alle spalle la crisi e' opportuno mantenere gli occhi puntati sull'Etf ISHARES TR/IBOXX $ HIGH YIELD (HYG). Questo Etf si muove lateralmente da alcune settimane, oscillando al di sopra del forte supporto di area 84: solo la violazione del sostegno sarebbe un primo segnale di allarme che potrebbe riflettere un deterioramento anche del quadro grafico per il comparto azionario. Il superamento della resistenza di area 85,50 potrebbe invece essere letto come un indizio in favore della realizzazione di una nuova fase di crescita.

(AM - www.ftaonline.com)