Per il Dow Jones le ultime due settimane hanno visto il maggiore rialzo combinato da 82 anni a questa parte. La domanda che viene spontaneo farsi e' come sia possibile questa performance di borsa nonostante i segnali scoraggianti per l'economia, e la risposta che molti osservatori si danno ha a che fare con l'operato della Federal Reserve.

La Fed infatti sta facendo uso di strumenti gia' rodati ma anche di nuove vie per evitare che il collasso dell'economia, sotto gli occhi di tutti, diventi un fenomeno duraturo. L'obiettivo della Fed e' chiaro, evitare che gli effetti della pandemia diventino duraturi permettendo a quante piu' aziende possibili di rimanere a galla in questa fase per poter ripartire appena ci saranno le giuste condizioni. I mercati, si sa, guardano avanti, e dopo aver scontato in anticipo la frenata dell'economia globale con il crollo di marzo adesso stanno anticipando una robusta fase di ripresa.

Il 9 aprile la Fed ha annunciato un pacchetto di stimolo da 2300 miliardi di dollari con il quale acquistare corporate bond anche con rating bassi, un'attivita' essenziale per evitare che crolli anche il mercato delle obbligazioni societarie. E' notizia di questi giorni che Frontiere Communications, del settore telecom, LSC, dell'editoria, Quorum Health, della sanita', non potranno onorare i propri debiti (Quorum Health ad esempio lo ha ristrutturato riducendolo di 500 milioni di dollari, nel caso di Frontiere Communications si parla di un debito totale di 11 miliardi di dollari che dovra' essere ristrutturato), l'intervento della Fed e' quindi quanto mai tempestivo e necessario per evitare che la crisi economica diventi uno tsunami anche per le obbligazioni spazzatura.

Quello che resta da vedere e' se la potenza di fuoco impiegata dalla Fed continuera' ad essere considerata sufficiente per facilitare una veloce ripartenza dopo la crisi mano a mano che l'entita' del rallentamento diverra' piu' chiara. Per chi segue i mercati azionari tutto questo si traduce nella possibilita' di vedere o meno riprendere il piu' che decennale trend rialzista in atto dai minimi del 2009.

Se la Fed riuscira' ad essere convincente fino in fondo il rialzo record delle borse delle ultime settimane, che ha fatto seguito al ribasso, anche quello da record, dai massimi di febbraio, avra' la possibilita' di annullare il calo precedente, in caso contrario si dimostrera' una fisiologica correzione, quindi solo una pausa temporanea, della prima fase di discesa.

Gli elementi negativi che la banca centrale Usa sta cercando di contrastare sono molteplici, ciascuno di questi capace di assestare un colpo da KO alle politiche di sostegno all'economia messe in campo. Il Fondo monetario internazionale ad esempio ha pronosticato che il "Great Lockdown", le misure di contenimento adottate in tutto il mondo che hanno chiuso in casa centinaia di milioni di cittadini (e quindi consumatori) tutti allo stesso momento, provochera' una contrazione del 3% dell'economia globale nel 2020, la recessione piu' grave da quasi un secolo.

E il Fmi ha avvertito che in caso di ricomparsa dell'epidemia, cosa che in molti danno per scontata, dopo l'estate comporterebbe il proseguimento della fase recessiva anche nel 2021. Anche a livello locale, concentrando l'attenzione solo sugli States, gli indizi negativi sono abbondanti, il numero di disoccupati e' esploso in poche settimane tanto da cancellare l'aumento dei posti di lavoro visto dalla crisi del 2008, a marzo le vendite al dettaglio sono crollate dell'8,7% (e ad aprile faranno peggio), il precedente record negativo era stato il calo del 3,8% a novembre del 2008, l'indice di fiducia calcolato da Bloomberg, il "consumer confort index" e' sceso nella settimana fino all'11 aprile a 44,5 (-5,4 punti dalla rilevazione precedente), i livelli piu' bassi dalla elezione di Trump.

Prendendo in considerazione l'ultimo mese il calo e' stato di 18,5 punti, la contrazione maggiore da quando l'indice e' stato creato 34 anni fa. La componente relativa alle aspettative sull'economia e' scesa di 7 punti, il secondo maggiore calo di sempre, il maggiore era stato quello della settimana precedente di 10,6 punti.

La fiducia dei consumatori calcolata dalla universita' del Michigan e' scesa ad aprile di 18,1 punti a quota 71 (il calo negli ultimi due mesi e' stato di 30 punti battendo il precedente record del 50% circa). La produzione industriale e quella manifatturiera hanno fatto segnare a marzo il peggiore risultato dal 1946, la prima e' scesa del 5,4%, la seconda del 6,3%. Anche le costruzioni hanno accusato il colpo, l'inizio di nuove case e' crollato del 22,3% a marzo, la maggiore variazione negativa dal 1984.

Gli economisti di JPMorgan ipotizzano una contrazione del Pil statunitense del 40% nel secondo trimestre e un tasso di disoccupazione al 20% ad aprile, non troppo distante dal picco del 24,9% toccato un secolo fa circa durante la Grande Depressione.

Per il momento tuttavia ai mercati basta il messaggio che la Fed ha saputo comunicare in modo cosi' efficace: l'economia non verra' lasciata naufragare, la cura per la malattia la forniamo noi.

Gli analisti di Goldman Sachs sono stati convinti della bonta' delle misure adottate dalla Fed, e dal Congresso, fin dall'inizio, tanto da esporsi gia' subito dopo l'annuncio del pacchetto da 2300 miliardi con una previsione che il bottom dei mercati azionari era gia' stato raggiunto e pronosticando un valore dello S&P500 di 3000 punti per la fine dell'anno. Il commento di Goldman e' stato "The Fed and Congress have precluded the prospect of a complete economic collapse. Investors have been encouraged by the 'do whatever it takes' approach of the Fed" riecheggiando le famose parole di Mario Draghi dette al culmine della precedente crisi dell'eurozona.

La lotta tra la Fed e l'economia potrebbe tuttavia spostarsi ora su un altro terreno: per adesso i mercati scommettono sul fatto che una volta terminata la fase di contenimento i consumatori torneranno a comprare e che quindi la flessione dei profitti aziendali sara' limitata a circa un trimestre, un evento che e' gia' stato scontato dai prezzi.

Ma se l'uscita dalla fase di contenimento dovesse dimostrarsi piu' duratura del previsto, o se peggio ancora dovessero esserci ricadute? La Fed ha ancora molte frecce al suo arco, ma in quel caso ad essere colpita sarebbe la fiducia di consumatori ed imprese, un aspetto emotivo piu' che economico che la banca centrale potrebbe avere difficolta' a contrastare, indipendentemente dalle misure messe in campo.

A questo proposito la presidente della Federal Reserve Bank di Cleveland, Loretta Mester, ha detto che fronteggiando una crisi senza precedenti la Fed non dovrebbe preoccuparsi di eventuali effetti collaterali di ma puntare al bersaglio grosso, ovvero dare lo stimolo necessario, anche se questo vuol dire spingersi in nuovi territori, come ad esempio il gia' citato acquisto di Etf contenenti junk bond (in questo caso l'effetto collaterale sarebbe quello di incoraggiare l'emissione di altri bond con rating basso, un comportamento rischioso per una economia in fase di contrazione).

La stessa Goldman Sachs, che come detto accorda una notevole fiducia alla capacita' della Fed di contrastare gli effetti duraturi dell'attuale disastro, non e' pero' esente da preoccupazioni. I suoi esperti infatti venerdi' hanno bocciato Apple portando il giudizio sul titolo a "sell" e il suo target price a 233 dollari dalla chiusura del 17 aprile a 282,80 dollari. Alla base della decisione le previsioni di un calo della domanda da parte dei consumatori, calo che verra' difficilmente compensato da un ritorno agli acquisti dopo la fine del lockdown.

A pesare sulla vendita di prodotti Apple rischia di essere anche l'interruzione della catena di approvvigionamento dovuta alla chiusura di fabbriche in Asia ma la componente maggiore della probabile contrazione delle vendite restera' comunque quella sul fronte della domanda. Apple ha presentato settimana scorsa un nuovo prodotto relativamente meno costoso, dal prezzo di 399 dollari, ma secondo Goldman, anche se questo dovesse avere successo, il contributo ai profitti dell'azienda potrebbe essere limitato visto i margini relativamente ridotti del nuovo device.

Apple potrebbe essere quindi il titolo sul quale concentrare l'attenzione per avere il polso della situazione di tutto il mercato e dell'andamento della lotta tra la Federal Reserve e il sentiment degli americani. A questo punto infatti e' come detto chiaro che la scommessa da fare non e' sulla entita' dei danni che il Covid-19 fara' all'economia Usa e a quella mondiale, ma sulla capacita' delle banche centrali, Fed in testa, di creare le condizioni per una veloce ripresa quando sara' il momento, condizioni che sono legate al mantenimento della capacita' produttiva (limitare i fallimenti aziendali in modo da permettere una veloce ripresa del mercato del lavoro) ma anche alla fiducia di consumatori ed imprese, senza quella infatti acquisti ed investimenti rischiano di non materializzarsi.

Nel breve termine per Apple sara' essenziale la capacita' di fare registrare una chiusura al di sopra dei 285 dollari, quota dove si colloca il 61,8% di ritracciamento del ribasso dai massimi di gennaio e dove settimana scorsa i prezzi hanno disegnato, il 16 aprile, una candela giornaliera di tipo "hanging man", un poco bene augurante "impiccato".

I ritracciamenti di Fibonacci sono utilizzati per cercare di valutare la forza e la rilevanza di una fase correttiva. Quando dopo un movimento importante, come il ribasso visto dai massimi di febbraio ai minimi di marzo, inizia una fase di rimbalzo, che viene denominata "correzione", e' lecito iniziare a domandarsi se quella correzione sia destinata a durare e fino a dove possa spingersi. L'osservazione dei comportamenti passati mostra che molto spesso, se il rimbalzo si limita a "ritracciare", ovvero a percorrere in direzione contraria, una percentuale tra il 50% e il 61,8%, e' destinato ad essere riassorbito dal trend precedente. In questo caso i prezzi si sono fermati sul 61,8% di ritorno.

A meno di una pronta rottura di area 285 il rischio di dover considerare la reazione vista dai minimi di marzo solo temporanea restera' elevato. Sotto 273,70, base del gap del 14 aprile questo rischio aumenterebbe. Oltre area 285 il titolo dimostrerebbe di avere la forza per tentare di annullare completamente le perdite dovute al ribasso visto tra febbraio e marzo, un segnale che sarebbe da leggere come bene augurante per la borsa nel suo complesso. Ulteriori conferme positive verrebbero al superamento di area 303 dollari.

(AM - www.ftaonline.com)