Consiglio UE: Conte plaude al Fondo per la Ripresa, Lega e FI bocciano il governo

"Tutti e 27 Paesi hanno accettato, abbiamo accettato, di introdurre per reagiere a questa crisi sanitaria economica e sociale un recovery fund, un fondo per la ripresa con titoli comuni europei, che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti da questa crisi, fra cui l'Italia, ma non solo l'Italia.

"Tutti e 27 Paesi hanno accettato, abbiamo accettato, di introdurre per reagiere a questa crisi sanitaria economica e sociale un recovery fund, un fondo per la ripresa con titoli comuni europei, che andrà a finanziare tutti i Paesi più colpiti da questa crisi, fra cui l'Italia, ma non solo l'Italia. E' passato anche il principio che è uno strumento urgente e assolutamente necessario l'Italia è in prima filo a chiederlo e devo dire la verità che la nostra iniziativa con la lettera firmata con gli altri otto Paesi è stata molto importante perché uno strumento del genere era assolutamente impensabile fino ad adesso. E' un nuovo strumento che si aggiungerà a quelli già varati. Renderà la risposta europea molto più solida, molto più coordinata, molto più efficace". Lo ha annunciato ieri sera al termine del consiglio europeo il premier Giuseppe Conte che dunque ha intestato al governo una vittoria in Europa sull'annuncio del nuovo Recovery Fund. Il presidente del Consiglio UE Charles Michell non ha fornito dettagli sul nuovo fondo e ne ha delegato i lavori alla Commissione che punta a raccogliere risorse per il bilancio europeo da collegare al Fondo per la Ripresa.

E' passata la linea che il fondo debba essere urgente e adeguato, ma sui dettagli manca ogni ulteriore chiarimento. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione, ha parlato di risorse di bilancio Ue (quindi suddivise tra gli Stati membri) che dovranno salire dall'1,2 al 2% del reddito nominale lordo UE per 2 o 3 anni. Nel 2019 le risorse in parola sono state pari a circa 166,7 miliardi di euro l'anno, quindi dovrebbero salire oltre i 277 miliardi di euro, ma con la capacità ovviamente di raccogliere fondi assai più consistenti sul mercato con la garanzia comune.

Sul tipo di interventi e sulla modalità di finanziamento rimangono però diverse divisioni, per esempio si era parlato di quote di finanziamenti a fondo perduto e di quote di prestiti a basso tasso di interesse, ma alcuni Paesi Membri bocciano ancora ogni ipotesi di fondo perduto e parlano soltanto di prestiti. Lo stesso concetto di emissione comune di titoli di debito, ossia di eurobond appare tutt'altro che pacifico, ma va detto che sul tema, come noto, ogni governo d'Europa si confronta con dure prese di posizione delle opposizioni nella politica interna.

"Mentre il Fondo per la ripresa viene declinato al futuro e con contorni ancora tutti da definire, l'unica cosa certa è che tra pochi giorni sarà operativo il Mes con le sue condizionalità tutt'altro che light", ha affermato il leader della Lega e dell'opposizione Matteo Salvini *dopo il Consiglio UE. Una dura bocciatura è giunta anche dalla leader di Fratelli d'Italia *Giorgia Meloni: "Conte ci aveva abituato a conferenze stampa fiume per decantare le lodi dei suoi provvedimenti, tutti peraltro di scarsissimo impatto. Il fatto che oggi abbia liquidato in pochi minuti gli esiti di un appuntamento fondamentale è una dimostrazione, temo, dell'ennesimo buco nell'acqua a livello europeo. Forse in fondo se ne vergogna anche lui".

(GD - www.ftaonline.com)