Versione con grafici all'indirizzo http://ftaonline.com/blog/dollar-index-e-future-sul-crude-oil-tutti-e-due-su-livelli-critici

Dollar index e future sul Crude Oil, tutti e due (non e' una sorpresa) su livelli critici. Il Dollar index e il future sul Crude Oil (Nymex) hanno andamento opposto, per verificarlo ad occhio basta mettere in confronto i due grafici invertendo la scala del Dollar Index, che in quel modo assume un andamento molto simile all'euro dollaro (quando il grafico sale il dollaro si deprezza). L'andamento opposto delle due curve non fa altro che esprimere una condizione ben nota ai mercati, tendenzialmente, dal momento che il petrolio e' quotato in dollari, un apprezzamento della moneta Usa, a parita' degli altri fattori, ha un effetto negativo sulla quotazione del greggio, al contrario ovviamente un indebolimento del dollaro ha un effetto positivo sui prezzi del petrolio.

Il valore del petrolio varia ovviamente anche in funzione della sua domanda e offerta, ma la componente cambio e' significativa, questo anche perche' il dollaro tende ad apprezzarsi nelle fasi di rallentamento dell'economia Usa, quando gli investitori, e non solo quelli domestici ma a livello globale, escono dalle azioni per andare sui bond emessi dal Tesoro americano, comprando quindi dollari. Spesso quindi quando il dollaro sale e' perche' il ciclo economico rallenta e quindi diminuisce anche la domanda di greggio, l'effetto sui prezzi del petrolio e' amplificato dalla combinazione dei due fattori.

Il Dollar index ha testato con i massimi di novembre e dicembre il 61,8% di ritracciamento del ribasso dal massimo di gennaio 2017 mentre il future Crude Oil ha testato con i minimi di dicembre il 61,8% di ritracciamento del rialzo dai minimi di inizio 2016. Entrambi i mercati sono quindi arrivati a ridosso di un livello critico: il 61,8% di ritracciamento viene infatti considerato un po' come un punto di non ritorno di una tendenza, il suo superamento viene di solito seguito dal proseguimento del trend in atto fino a ritracciare il 100% almeno del trend precedente. C'e' in realta' anche il 78,6% di ritracciamento che spesso si mette in mezzo per rendere questa comportamento meno certo, resta comunque il fatto che il superamento di ogni gradino di Fibonacci, dal 38,2% in poi, quindi quelli del 50% e del 61,8%, rende sempre piu' probabile l'ipotesi di essere in presenza di una inversione della tendenza precedente e non di una semplice correzione.