Simone Rosti (Vanguard) sottolinea l’importanza dei costi e della loro trasparenza per gli investitori a lungo termine. La missione del gruppo americano sbarcato in Italia a inizio anno, dice, è chiara: diminuire le commissioni e la complessità dell’industria.

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Sono Valerio Baselli e oggi mi trovo in compagnia di Simone Rosti, responsabile per l’Italia di Vanguard. Buongiorno e grazie.

Simone Rosti: Buongiorno a voi.

Baselli: Dunque, ad agosto sono attesi i rendiconti dei costi ex-post previsti da MiFID II. Perché i risparmiatori devono prestare più attenzione a questo aspetto?

Rosti: Ci sono poche certezze negli investimenti. I costi sono forse l’unica certezza che l’investitore ha prima di cominciare. Devono essere sicurmente esplicitati ex-ante, ma gli investitori devono cominciare a familiarizzare con quello che è il costo di un prodotto perché il costo è uno degli elementi più importanti che poi determinerà il rendimento del portafoglio. A parità di rendimenti, un prodotto con costi bassi dà una performance netta maggiore. In Italia i costi sono sempre stati poco considerati, si è sempre guardato alle performance, ma i costi incidono pesantemente sulle performance. Mifid II è un propulsore straordinario di trasparenza, proprio a partire dai costi, quindi penso che da quest’anno, finalmente, gli italiani impareranno a conoscere quanto spendono per i propri investimenti.

Baselli: È possibile attraverso gli ETF aiutare gli investitori ad assumere un orizzonte di lungo termine? Se sì come?