Nel secondo trimestre, gli Exchange traded fund (Etf) europei hanno raccolto 33,4 miliardi netti di euro, voltando pagina rispetto ai 4,4 miliardi di riscatti dei primi tre mesi dell’anno, sui quali avevano inciso pesantemente i timori legati allo scoppio della pandemia di Covid-19 nel mese di marzo.

Flussi netti verso gli Etf europei per trimestre

Il peggio sembra essere alle spalle anche se si guarda al patrimonio. Secondo le stime di Morningstar, l’incremento nel trimestre è stato del 16% a 903 miliardi di euro. “Siamo vicini ai livelli di fine 2019”, commenta Jose Garcia-Zarate, direttore associato della ricerca sulle strategie passive di Morningstar in Europa. “Il mercato europeo degli Etf è, quindi, di nuovo in corsa per tagliare il traguardo dei mille miliardi di asset”.

Gli obbligazionari fanno il pieno

La maggior parte dei flussi si è diretta verso i fondi obbligazionari (23,3 miliardi), in particolare quelli specializzati sui corporate bond in euro. Anche il reddito fisso in dollari ha catturato l’attenzione degli investitori, dopo che la Federal Reserve ha annunciato misure di stimolo, incluso l’acquisto di Etf sui bond investment grade e high yield. Gli azionari hanno attratto circa 4 miliardi. Questi ultimi, però, hanno registrato un maggior aumento degli asset, +17% contro +14%, grazie al buon andamento delle Borse.

Gli Etf ESG non sentono la crisi

Il segmento che sembra aver risentito meno della crisi è quello degli Etf sostenibili. I flussi netti sono stati pari a 6,7 miliardi nel secondo trimestre, che si sono aggiunti ai 5,8 miliardi dei primi tre mesi dell’anno. Il patrimonio, seppure in crescita, rimane una piccola fetta del totale, il 5,2% (47,2 miliardi in termini assoluti). I fondi che adottano criteri ESG (ambientali, sociali e di governance) hanno “salvato” la raccolta degli azionari, con flussi netti per 5,4 miliardi contro i -1,4 miliardi dei tradizionali.

Flussi e patrimonio degli Etf sostenibili nel secondo trimestre 2020

Scommesse settoriali e tematiche

“In generale, gli investitori sono stati più cauti sull’equity ad aprile e maggio, mentre a giugno la fiducia nelle Borse è aumentata”, dice Garcia-Zarate. “E’ interessante notare come nelle prime categorie per raccolta nel trimestre ci siano degli strumenti settoriali: tecnologia, farmaceutici e materiali di base. Questo significa che gli investitori hanno fatto scelte ben precise in relazione a come l’economia potrà rispondere all’evoluzione della crisi generata dal Covid-19. Ad esempio, il settore della salute può beneficiare della corsa per trovare un trattamento contro il virus. High-tech e beni industriali indicano una scommessa su come cambieranno la produzione e le pratiche economiche dopo la pandemia. Si tratta di trasformazioni che erano già in atto, ma hanno subito una accelerazione”.

Un discorso analogo vale per il successo degli Etf tematici. Nel secondo trimestre, hanno raccolto circa 1,6 miliardi netti (+1,5 miliardi nei primi tre mesi dell’anno), con preferenza per trend come il cloud computing, quindi l’aumento del lavoro da remoto. Il loro patrimonio è passato da 8,2 miliardi di marzo a circa 12 miliardi a fine giugno.

Migliori e peggiori categorie di Etf azionari nel secondo trimestre 2020

Strategic beta in rosso

Infine, uno sguardo ai numeri degli Strategic beta, comunemente chiamati smart beta, rivela che la loro quota di mercato si sta restringendo, dal 6,7% dei primi tre mesi dell’anno al 6,2% di fine giugno. Morningstar stima deflussi netti per 2,1 miliardi nel secondo trimestre e una crescita degli asset da 52 a 55,6 miliardi di euro, grazie al favorevole andamento delle Borse. Le strategie più penalizzate dagli investitori sono state quelle sui dividendi, dopo gli annunci di revisioni o sospensioni nella distribuzione della cedola come conseguenza della crisi causata dal Coronavirus.

Il primato di iShares

Tra gli emittenti di Etf, iShares (BlackRock) ha catturato il 60% dei flussi netti in Europa, grazie al suo dominio nel segmento del reddito fisso. Il patrimonio stimato totale ammonta a 403 miliardi, con una quota di mercato superiore al 44%. Seguono con distacco DWS con 97 miliardi (10,7% del mercato) e Lyxor con 70,2 miliardi (7,8%).

Primi 20 Etf provider in Europa (ordinati per patrimonio gestito) – dati in miliardi di euro

Di Sara Silano