Secondo i dati Morningstar, in novembre, tra il miglior fondo passivo (in termini di rendimento) e il peggiore ci sono quasi 33 punti percentuali (prendendo in considerazione quelli registrati alla vendita in Italia ed escludendo i replicanti strutturati, cioè a leva o short).

Questi strumenti, essendo prodotti puramente passivi, riflettono nei loro movimenti l’evoluzione dei mercati, senza che la performance venga distorta dalle scelte (buone o cattive) di un gestore attivo.

Il mondo degli ETP

Nel mondo dei fondi passivi quotati in Borsa, cioè gli Exchange traded products (ETP), in cima alla top 5 di novembre troviamo due fondi dedicati al caffè. Coltivato da una cinquantina di paesi posizionati nell’area nota come “fascia del caffè”, caratterizzati da un clima tropicale o sub-tropicale, tra cui i principali sono il Brasile, il Vietnam e la Colombia, rappresenta la terza materia prima più scambiata al mondo dopo petrolio e metalli preziosi.

Il recente balzo nel prezzo del caffè (arrivato a fine novembre attorno a 1,16 dollari per libbra) è dovuto soprattutto alle condizioni di forte siccità che hanno interessato il centro America e parte del Brasile. Secondo un recente report di Rabobank, le condizioni meteo potrebbero portare il prezzo fino a 1,22 dollari per libbra nel corso del 2020.

Ottima anche la performance del settore delle biotecnologie, trainato dai buoni risultati trimestrali.

In cima alla classifica relativa agli ETP che hanno perso di più nel mese, invece, troviamo un metallo industriale come il nickel, che segna il peggior scivolone su base mensile degli ultimi otto anni. La commodity, ciclica per sua natura, ha sofferto particolarmente il rallentamento della produzione cinese e il blocco delle esportazioni indonesiane. Male anche il gas naturale, che paga un inverno particolarmente mite negli Stati Uniti.