"In questo momento in Europa si gioca una partita storica. Non è una crisi economica che abbia toccato alcuni singoli Paesi meno virtuosi degli altri. In questo caso non c'è alcuna distinzione che abbia a che fare con i vari sistemi finanziari. Questa è una crisi sanitaria che ha avuto anche un impatto sul piano economico e sociale. E' una sfida storica per tutta l'Europa. E spero davvero, avendo un orientamento fortemente europeista, che l'Europa sappia dimostrarsi all'altezza di questa situazione". Così in un'intervista a El Pais il premier italiano Giuseppe Conte ha affrontato lo scottante tema delle divisioni europee sul tema delle misure congiunte anticrisi, paventando il pericolo che la mancanza di una reazione adeguata europea possa rivelarsi un tragico errore.Sulla profonda divisione sul tema degli eurobond che ha visto Spagna e Italia su un fronte e Germania e Olanda sull'altro, Conte ha precisato che: "Alcuni Paesi non si rendono conto delle forti restrizioni che questa emergenza genererà sul piano economico. Italia e Spagna sono le più esposte al momento, però tutti lo saranno".

Di fronte a questo scenario Conte biasima quei Paesi che ragionano con una prospettiva vecchia, antica, "un'ottica inadeguata a questa crisi", che è uno shock simmetrico che colpisce tutti e che è eccezionale come ha sottolineato lo stesso premier spagnolo Pedro Sanchez.

Per Conte insomma serve adesso dall'Europa una reazione coerente e unitaria con strumenti straordinari. E' per questo che l'Italia propone dunque degli eurobond? - ha chiesto il giornalista - "Io l'ho chiamato Piano Europeo di Ripresa e Reinvestimento. Un modo di sostenere tutta l'economia europea".

"Il tempo è un fattore chiave, c'è la massima urgenza", ha aggiunto Conte. "Non penso a uno strumento particolare - ha aggiunto Conte - possiamo ricorrere a una grande varietà di strumenti. Però è il momento di introdurre uno strumento di debito comune europeo che ci permetta di vincere il prima possibile questa guerra e rilanciare l'economia.
Nessun Paese, compresi quelli che credono di soffrire un impatto minore, può tirarsi da solo fuori da questa grave crisi. L'Europa deve rispondere alle sfide globali del mercato. Una reazione di forma unitaria le permetterà di competere meglio".

(GD - www.ftaonline.com)