Banco BPM

Banco BPM accelera al ribasso martedì in scia alle dichiarazioni dell'a.d. Giuseppe Castagna al Sole 24 Ore: il nuovo piano industriale sarà spostato a fine anno per avere una visuale più chiara sulle prospettive economiche italiane e globali. Lo scorso 7 maggio in occasione della pubblicazione dei risultati del primo trimestre il gruppo ha comunicato che "gli obiettivi del piano strategico 2020-2023, annunciati all'inizio di marzo, non sono più da considerarsi attuali": sarà pertanto predisposto "un nuovo piano industriale una volta che il quadro prospettico sarà meglio definito". Castagna ha aggiunto: "Di settimana in settimana cambiano le prospettive, a seconda dell'andamento dei contagi capiremo se la riapertura è effettiva, da giugno avremo una visuale un po' più chiara, se prosegue l'andamento di queste settimane sarebbe particolarmente positivo". In merito all'emergenza sanitaria l'a.d. della banca ha dichiarato che "Non ci aspettiamo un deterioramento del credito gia' quest'anno". Il titolo ha terminato la seduta di martedì a 1,084 euro in calo del 7,31% ma ha anche toccato un massimo intraday a 1,193 euro, superiore a quello del 18 maggio a 1,1695. In pratica l'ultima seduta ha incorporato la precedente invertendone il segno (ovvero l'andamento della singola giornata, il rapporto tra valore di apertura e di chiusura, da positivo a negativo), un tipico segnale di debolezza. A 1,0545 si colloca il minimo storico del 22 aprile, una eventuale violazione di quei livelli segnalerebbe la ripresa del trend ribassista in atto dal top del 18 febbraio, obiettivi a 0,90 e a 0,77 euro. Solo oltre area 1,13 possibile il test della forte resistenza a 1,175/1,183, massimi del 30 aprile e dell'11 e 12 maggio. Sopra quella segnale di forza per area 1,27 euro.

Saras

Massiccia flessione ieri per Saras, -9,03% a 0,72 euro, in scia al calo dei margini di raffinazione. Il benchmark EMC alla fine della scorsa settimana è sceso a -2,6 dollari/barile da -0,7 nella precedente. Il titolo si avvicina al minimo pluriennale del 23 marzo a 0,6890 euro, supporto critico non solo nel breve termine che dovrà rimanere intatto per scongiurare la riattivazione del trend ribassista di fondo. Reazioni da questi livelli dovranno però spingersi al di sopra di quota 0,8690/0,87, media mobile a 50 giorni, per alimentare il rimbalzo . La rottura dei massimi di aprile poco sotto 0,95 euro fornirebbe poi un segnale di forza in grado di proiettare i prezzi a 1,231 euro, per la ricopertura del gap lasciato aperto il 24 febbraio e target del doppio minimo con base a 0,69. Al contrario, sotto quest'ultimo limite aumenterebbe il rischio di un affondo fino a 0,66 circa, minimi allineati del 2012 e 2014.

Webuild

Pietro Salini, a.d. di Webuild (la nuova denominazione sociale di Salini Impregilo SpA efficace da venerdì scorso in virtù dell'iscrizione, presso il Registro delle Imprese di Milano Monza Brianza Lodi, della delibera dell'Assemblea Straordinaria degli azionisti del 4 maggio 2020) sprona il governo a mettere in campo un piano da oltre 100 miliardi di euro di investimenti in infrastrutture per rilanciare il Paese. In un'intervista al Sole 24 Ore l'imprenditore afferma che la situazione attuale rappresenta un'occasione da non perdere per attivare una serie di risorse (fondi strutturali europei, fondi di sviluppo e coesione, meccanismo europeo di stabilita, social bond), quasi a costo zero, al fine di mettere in sicurezza scuole, ospedali, carceri e investire in mobilità urbana e nelle 17 grandi opere strategiche immediatamente cantierabili (con 41 miliardi di euro già stanziati ma bloccati). Per Salini questi investimenti garantirebbero effetti positivi sul PIL pari a tre volte l'entità degli stessi e un forte impulso all'occupazione. Ma per realizzare il piano occorre superare i "vecchi schemi": il codice degli appalti attuale non può funzionare, meglio utilizzare il codice europeo come hanno fatto anche gli altri Paesi UE. L'analisi del grafico di Webuild mette in evidenza il consistente rimbalzo originato dal minimo pluriennale del 16 marzo a 0,65 euro (quasi +100% da allora). Il titolo da oltre un mese oscilla per vie laterali in attesa dello spunto per riattivare il rally: indicazioni in tal senso sono attese al superamento di 1,38-1,39, con primi obiettivi a 1,43 e 1,54-1,55. Oltre questo ultimo livello via libera verso 1,65 almeno, target successivi a 1,80-1,90. Una stabilizzazione sotto area 1,20 potrebbero invece anticipare correzioni sugli 1,10 e area 1,00, supporto determinante per scongiurare il rischio di inversione e ritorno sugli 0,65.

(SF - www.ftaonline.com)