Banca Generali 

Banca Generali sotto pressione ieri. Il Financial Times ha scritto che il gruppo dell'asset management ha acquistato bond derivanti dalla cartolarizzazione di crediti tra cui anche alcuni verso il servizio sanitario pubblico vantati da aziende prestanome dietro le quali si celerebbe la 'ndrangheta calabrese: sostanzialmente un'operazione di riciclaggio in cui Banca Generali sarebbe vittima inconsapevole. Il titolo ha perso il 3,78% arretrando a quota 26,50, ribasso che ha annullato i progressi degli ultimi giorni. I prezzi sono scesi nuovamente al di sotto del livello critico posto a 26,90/27 euro, andando a testare la trendline che sale dai bottom marzo. Sotto 26,50 probabile il test delle medie mobili esponenziali praticamente coincidenti a 25 euro, target successivo in area 24, sostegno strategico nel medio lungo termine. Reazioni dai livelli attuali, invece, che riconducessero il titolo oltre quota 27 ribadirebbero la validità del trend rialzista degli ultimi mesi, i cui obiettivi sono ipotizzabili a 28,70 e 30,70 euro.

Snam

In bella evidenza ieri Snam, +2,18% a 4,5480 euro, dopo l'intervista dell'a.d. Marco Alverà a Repubblica: il manager ha parlato delle prospettive dell'idrogeno come propellente per treni e tir già nel 2022 e di come il gruppo sia pronto per le prossime sfide in questo settore. La Commissione UE ha presentato la strategia sull'idrogeno, uno dei capisaldi della svolta "verde" voluta dall'esecutivo von der Leyen, con l'obiettivo da un lato di estendere l'uso del vettore in sostituzione dei combustibili fossili, dall'altro di decarbonizzarne la produzione. Mediobanca conferma il giudizio outperform e il target a 4,80 euro sul titolo. L'analisi del grafico di Snam mette in evidenza il rimbalzo originato dal minimo di marzo e il tentativo del titolo di riattivarlo: conferme in tal senso al superamento del massimo del 19 giugno a 4,64 euro, operazione che lancerebbe i prezzi verso il record storico a 5,11 toccato a febbraio (obiettivo intermedio a 4,80-4,85). Discese sotto 4,36-4,37 potrebbero invece anticipare un test di 4,17-4,18, neckline del potenziale testa e spalle ribassista in formazione dal 15 giugno, figura che se completata introdurrebbe approfondimenti verso 3,90 e 3,70.

IMA

Forte progresso ieri per IMA, +6,71% a 54,10 euro, in scia alla notizia dell'ok da parte della Food and Drug Administration (FDA) americana alla commercializzazione di IQOS negli USA (il sistema alternativo alle sigarette sviluppato da Philip Morris) come prodotto potenzialmente meno dannoso. La decisione della FDA è molto positiva per IMA dato che quest'ultima fornisce al colosso del tabacco i macchinari per il packaging dei prodotti IQOS. L'analisi del grafico di IMA mette in evidenza il rimbalzo di ieri dal minimo da fine marzo a 50,70 euro toccato nella seduta precedente. Una stabilizzazione oltre 54,30-54,50 creerebbe le premesse per un attacco alle resistenze dinamiche a 58,00-58,50: in caso di successo via libera verso gli ex supporti a 61,40-61,50, ora ostacoli decisivi per assistere al ritorno sui massimi a 70 euro toccati ad aprile. Discese sotto 50-51 anticiperebbero invece il ritorno sul minimo di metà marzo a 41,70.

(SF - www.ftaonline.com)