La versione con grafici di questo articolo e' disponibile all'indirizzo http://ftaonline.com/blog/le-principali-borse-sono-con-il-fiato-corto-quali-i-segnali-anticipatori-da-seguire

Le principali borse sono con il fiato corto. Quali i segnali anticipatori da seguire? Forse e' presto per parlare di una fuga dal rischio in tutto il mondo, ma di certo l'atteggiamento degli investitori verso le azioni e' cambiato. Tutti i titoli ad alto beta, quelli di aziende che hanno bisogno di una crescita robusta per giustificare le loro valutazioni e i multipli elevati, come i FAANG (acronimo con il quale si indicano (Facebook, Amazon, Apple, Netflix, Google/Alphabet), ma ad esempio anche Samsung Electronics e Sk Hynix a Seoul o Stm in Europa, sono in difficolta'.

E' ben noto che il comparto immobiliare e' tra i piu' sensibili alle oscillazioni del ciclo economico, e soprattutto nella fasi di potenziale mutamento del tasso di crescita viene seguito con attenzione. Negli USA l'indice NAHB (National Association of Home Builders) relativo al mercato immobiliare è sceso a novembre a 60 punti dai 68 del mese precedente e ben al di sotto del consensus (67), mai così basso dal 2014. La lettura appena comunicata ha segnalato che la fiducia dei costruttori è in netto calo e ha contagiato anche gli altri settori del mercato azionario.

Allo stesso modo il recente dato sulla produzione industriale statunitense, relativo al mese di ottobre, ha mostrato una crepa nella strada della crescita: la produzione e' infatti aumentata dello 0,1% mese su mese contro una stima di +0,2% (il dato di settembre e' stato rivisto al ribasso da +0,3% a +0,2%).

I segnali di rallentamento dell'economia, americana ma anche globale, hanno gia' avuto effetti disastrosi sul comparto tecnologico di cui l'indice Nasdaq Composite e' l'elemento piu' rappresentativo (ma anche il Dow Jones U.S. Technology Index, i cui maggiori 10 titoli sono Apple Inc., Microsoft Corp, Facebook Inc, Alphabet Inc C, Alphabet Inc A, Intel Corp, Cisco Systems Inc, Oracle Corp, Nvidia Corp, Adobe Inc., mostra da tempo segnali di debolezza) , e il fatto che la stessa Fed, per voce di alcuni dei suoi membri, tra i quali il presidente della Fed di New York, John Williams ("we want to keep this expansion going as long as possible"), abbia ventilato l'ipotesi che le prossime mosse di politica monetaria potrebbero non essere cosi' aggressive come preventivato nel caso la crescita rallentasse crea ulteriore nervosismo. Una Fed titubante sulla politica monetaria aggressiva significa infatti che il rischio di un rallentamento della crescita nei prossimi mesi e' tutt'altro che teorico.