L’Etf non prende fiato

Previsti asset in crescita per tutto il 2010. Sale l’interesse degli istituzionali, ma bisogna evitare la proliferazione. Di V.Baselli

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Nei primi quattro mesi dell’anno, gli asset globali investiti in Exchange traded fund sono cresciuti del 7,4%, dato che si confronta al 2,6% messo a segno dall’indice Msci World. Alla fine di aprile si contano nel mondo 2.189 Etf quotati, emessi da 122 providers e disponibili su 42 Borse. Da inzio anno sono stati lanciati 253 nuovi replicanti, pari al 12% di incremento. A dirlo è l’Etf Landscape Industry Review di BlackRock, consueta analisi mensile a cura di Deborah Fuhr.Lo studio mette in evidenza anche le differenze tra il mercato americano e quello europeo. Negli Stati Uniti sono nati nei primi quattro mesi del 2010 78 nuovi Etf e gli asset sono cresciuti dell’8,3%, contro il +6,5% del Msci Usa. Nel Vecchio continente, invece, i nuovi Etf lanciati sono stati 103 e l’incremento del patrimonio è stato del 3,3%, minore di quello americano ma decisamente maggiore del -5,4% del Msci Europe.Secondo gli analisti di BlackRock il trend è destinato a continuare, con una crescita patrimoniale nel 2010 compresa tra il 20 e il 30%. A trainare gli Etf in futuro saranno principalmente gli investitori istituzionali, come fondi pensione e hedge funds. Secondo un sondaggio a cura di Greenwich Associates e riportato nell’analisi, l’utilizzo di Etf da parte dei fondi pensione è cresciuto da inzio anno del 14% solo negli Stati Uniti. Inoltre, il 55% dei manager intervistati hanno dichiarato di aspettarsi un crescente impiego di replicanti nell’asset allocation dei grandi fondi pensione.Per quanto concerne gli hedge funds, invece, gli analisti di BlackRock si aspettano in futuro di vedere sempre più fondi speculativi creare Etf, in modo da allargare la propria capacità distributiva. Infatti, si legge, i fondi speculativi sono sempre stati di difficile accesso a causa delle quote di investitmento minimo o a limiti al numero massimo di investitori.