Alla vigilia dell'appuntamento con la Fed, i principali benchmark di riferimento del mercato obbligazionario giungono in flessione di oltre un punto percentuale dai recenti massimi registrati. Le impostazioni di breve termine evidenziano un palinsesto grafico orientato al ribasso che potrebbe consolidare in ulteriori minimi di periodo.

J.P. MORGAN GOVERNMENT BOND INDEX (GBI)

Il principale benchmark obbligazionario internazionale registra una flessione dell'1,21% rispetto ai massimi fatti registrare lo scorso 25 marzo. L'attuale area di prezzo (535 punti) appare congestionata e prossima ad un incremento di volatilità. Il primo obiettivo al rialzo è in prossimità di 537,80 punti mentre al ribasso si evidenzia la fondamentale tenuta del supporto statico posto a quota 535,02: un suo cedimento riporterebbe l'indice in prossimità di 531,67 punti.

J.P. MORGAN EMERGING MARKET BOND INDEX (EMBI)

I mercati obbligazionari emergenti evidenziano un impianto grafico orientato al ribasso in ottica di breve termine. Qualora i corsi violassero soglia 830,684 punti, l'indice proseguirebbe la propria discesa fino al primo target in corrispondenza di 826,61 punti. Positività in caso di ritorno sopra quota 834,544 punti con primo obiettivo in area 835,79.

AMERICA - T-NOTE FUTURE

Il decennale statunitense ha archiviata la precedente ottava all’insegna del rialzo. Nel corso della seduta di ieri sera si è potuto assistere ad una sessione caratterizzata da un eccessivo ritracciamento rispetto a plausibili prese di beneficio: il mancato supporto di area 123,2344 comprometterebbe il positivo trend di brevissimo periodo con probabile downside fino a 122,9375. Scenario rialzista in caso di chiusura superiore a 123,578 con primo target a quota 123,68.