Piazza Affari in calo oggi ma settimana decisamente positiva. Sale lo spread. FTSE MIB -0,81%.

Mercati azionari europei negativi. Wall Street chiusa per festività: domani 4 luglio è l'Independence Day. A Milano il FTSE MIB ha terminato a -0,81% (performance settimanale +3,15%), il FTSE Italia All-Share a -0,73%, il FTSE Italia Mid Cap a -0,01%, il FTSE Italia STAR a -0,26%.

BTP e spread in peggioramento rispetto ai livelli di inizio mattinata. Si segnalano rumor su dissensi all'interno della BCE sull'acquisto di bond troppo sbilanciato sui paesi più in difficoltà come l'Italia. Il rendimento del decennale segna 1,26% (chiusura precedente a 1,24%, minimo odierno a 1,19%), lo spread sul Bund 169 bp (chiusura precedente a 165, minimo odierno a 162) (dati MTS).

Tra i dati macroeconomici pubblicati in giornata segnaliamo nell'eurozona: indice Markit PMI settore servizi giugno a 48,5 punti da 30,5 (atteso 47,3). In Cina: indice Markit/Caixin PMI settore servizi giugno a 58,4 punti da 55,0 (atteso 53,8). In Italia: indice Markit servizi giugno a 46,4 punti da 28,9 (atteso 47).

FCA -1,10% debole ma senza strappi al ribasso dopo l'indiscrezione del Sole 24 Ore sull'integrazione con PSA (Peugeot -2,5% a Parigi). Secondo il quotidiano i due gruppi stanno vagliando le varie possibilità per mantenere intatta la struttura di base dell'aggregazione ma senza la distribuzione da parte di FCA del dividendo in contanti da 5,5 miliardi di euro preliminare all'operazione. Al momento tra le ipotesi che FCA e PSA stanno prendendo in considerazione, sempre secondo il Sole, c'è la distribuzione della cedola in asset del Lingotto, come Sevel (joint venture paritetica con la stessa PSA, che quindi uscirebbe dal perimetro della fusione) o Alfa Romeo-Maserati. Altra possibilità è quella di far entrare nell'integrazione asset PSA rimasti fuori dall'accordo (ad esempio Faurecia, gruppo di componentistica automotive). Reuters riferisce che un portavoce di FCA ha dichiarato che struttura e termini della fusione restano invariati.

Vendite sugli industriali: Pirelli -2,93%, Leonardo -2,14%, CNH Industrial -2,00%, Buzzi Unicem -1,56%.

Debole il settore lusso, ancora penalizzato dalla situazione a Hong Kong, con la ripresa delle proteste contro la recente introduzione della legge cinese sull'ordine pubblico, ritenuta troppo restrittiva. I titoli del settore lusso sono particolarmente esposti dato che Hong Kong è uno dei principali mercati mondiali per i gruppi del comparto. Moncler -2,17% (UBS ha peggiorato la raccomandazione da buy a hold), Salvatore Ferragamo -2,58%, Tod's -4,49%.

In calo i petroliferi: il greggio perde leggermente terreno dai massimi dal 23-24 giugno toccati ieri sera. Il future settembre sul Brent segna 42,70 $/barile (da 43,10 circa), il future agosto sul WTI segna 40,15 $/barile (da 40,60 circa). Eni -0,53%, Tenaris -1,84%, Saipem -0,75%.

Segni meno anche per le utility, penalizzate dal rialzo di rendimenti e spread. Snam -1,99%, Terna -1,18%, Italgas -1,42%, Enel -0,92%.

UBI Banca +2,50% in buona forma grazie alle indiscrezioni de La Stampa secondo cui Intesa Sanpaolo -0,34% sta prendendo in considerazione l'ipotesi di migliorare il prezzo dell'OPS (17 azioni Intesa ogni 10 UBI) al fine di forzare la mano e sfruttare le crepe che si stanno creando nel fronte del no all'offerta (che scatta lunedì prossimo) da parte dell'azionariato: ieri il presidente di Fondazione Banca Monte di Lombardia (ha il 4,96% di UBI) ha aperto uno spiraglio alla possibile adesione. Poco fa il cda di UBI Banca ha approvato l'Aggiornamento del Piano Industriale 2022: l'impatto dell'emergenza Covid19 sul costo del credito è stimato in 85 punti base cumulati aggiuntivi nell'arco del triennio 2020-2022; l'utile netto previsto nel 2022 è pari a 562 milioni di euro contro i 665 del Piano originale, con una riduzione di circa 1 punto percentuale di RoTE.

(Simone Ferradini - www.ftaonline.com)