La terza edizione del Report italiano sui mini-bond, presentato oggi dall'Osservatorio Mini-bond della School of Management del Politecnico di Milano, segna la piena maturità del mercato dei titoli mobiliari di debito alternativi al credito bancario. E per il 2017 ci si aspetta un'ulteriore crescita in linea con i dati del biennio passato.

"Il numero delle emissioni continua a crescere - spiega Giancarlo Giudici, Direttore scientifico dell'Osservatorio Mini-bond della School of Management del Politecnico di Milano - così come aumenta il numero delle imprese, soprattutto Pmi, che sperimentano questa opportunità di diversificazione delle fonti di finanziamento". Il campione della ricerca può ormai contare su 292 emissioni (245 sotto i 50 milioni di euro) da novembre 2012 a dicembre 2016, effettuate da 222 imprese, 104 delle quali sono Pmi. Il 2016 ha contribuito con 106 emissioni (89 sotto i 50 milioni), con un controvalore totale di 3,57 miliardi.

"Nel solo 2016 le emittenti sono state 88, 21 in più rispetto al 2015, e 74 si sono affacciate sul mercato per la prima volta – continua Giudici -. La collocazione geografica evidenzia una netta prevalenza delle regioni del Nord: il 2016 ha visto il forte recupero della Lombardia rispetto al 2015, con ben 29 emittenti, e un aumento del Centro, con 19 emittenti. Il settore prevalente è il manifatturiero. Anche quest'anno nel Report proponiamo una serie di analisi su dati e statistiche: la disponibilità dei bilanci successivi all'emissione dei mini-bond da parte delle Pmi 'pioniere', quelle che si sono attivate nel 2013 e nel 2014, consente infatti di evidenziare in che modo effettivamente il capitale sia stato impiegato dopo il collocamento dei titoli, in genere per rifinanziare altri debiti o per nuovi investimenti".