Vendite consistenti colpiscono stamane i titoli del debito pubblico italiano con il rendimento del BTP decennale che segna un rialzo di ben 13 punti base all'1,87% mentre il corrispondente Bund tedesco segna una flessione dello yield di 3 punti base a quota -0,41 per cento. Lo spread *si pone dunque a 229 punti base. In calo di 2 punti base, allo 0,09%, anche il rendimento dell'Oat* decennale francese mentre lo yield del *Bono *spagnolo aumenta di un punto base a quota 0,85 per cento.

L'economia mondiale è ancora ovviamente scossa dalle conseguenze della pandemia che porta ancora oggi a reazioni differenziate e particolari a livello globale e nazionale. Oggi è in calendario la seconda riunione, dopo quella di ieri, del Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) che prepara i lavori del* Consiglio Europeo* che il 23 aprile dovrà decidere qualcosa di più sugli attesi strumenti per una reazione coordinata europea alla crisi.

Mario Centeno, il presidente portoghese dell'Eurogruppo, ha rafforzato il dibattito sui diversi argomenti sul tavolo con diverse interviste rilasciate ad alcuni quotidiani europei, come Il Corriere della Sera, ma anche Le Monde e l'olanderse NRC. Al Corriere Centeno ha dichiarato di attendersi una reazione da almeno 700-1000 miliardi di euro, forse 1.500. Se si calcolano in 540 miliardi di euro le dotazioni aggregate di Sure, BEI e MES per l'occasione, è facile ipotizzare una dotazione per il Fondo per la Ripresa (Recovery Fund) tra i 160 e 960 miliardi di euro, una dotazione imponente in linea con diverse altre sfide. Ovviamente non è da escludere che le risorse immaginate siano canalizzate sugli strumenti già citati (Sure, BEI e MES), ma certo in questa prospettiva il Fondo per la Ripresa appare chiamato a un ruolo imponente.

Ma come finanziariare il Fondo? A domanda diretta sulla possibile emissione di eurobond, Centeno ha risposto: "Non necessariamente, ma non lo escludo. C'è una proposta di usare il Quadro finanziario pluriannuale, cioè il bilancio europeo, e un'altra di emettere debito comune. Le due non si escludono necessariamente. L'importante, lo ripeto, è spalmare nel tempo il costo della risposta". A conti fatti però il bilancio europeo si aggira sui 160 miliardi di euro e quindi sembra necessario immaginare un suo consistente rafforzamento nel caso in cui si ritenga di impiegarlo.

In Italia intanto si riapre il dibattito sul MES che, secondo alcune voci del Pd e di Italia Viva, se si dimostrasse senza condizionalità, non sarebbe da escludere a priori. Il dibattito politico acceso sul tema (con le opposizioni fieramente avverse, ma anche il premier Giuseppe Conte e il ministro Roberto Gualtieri fin qui decisamente contrari a questo strumento ritenuto inadeguato) mantiene opaco il quadro, che, d'altronde, soltanto il prossimo consiglio europeo potrà in parte illuminare maggiormente con nuovi dettagli concreti sulle condizioni di questo Fondo, che, ad oggi, prevede in maniera esplicita la sorveglianza rafforzata per chi usa la proposta linea di credito ECCL.

Di certo lo scenario macroeconomico appare drammatico con la revisione del *World Economic Outlook dell'FMI *che stima un crollo del Pil mondiale del 3% nel 2020 e punta del 9,1% di calo del Pil per l'Italia, dell'8% per la Spagna, del 7,5% per l'Eurozona, del 7% per la Germania e del 7,2% per la Francia, mentre gli Stati Uniti dovrebbero registrare un calo del prodotto interno lordo del 6,1 per cento.

Il presidente Usa Donald *Trump *ha ritirato i finanziamenti all'OMS accusandola sostanzialmente di non avere fornito le informazioni necessarie sulla pandemia agli States.

Nel frattempo quella che in Italia si chiama la "Fase 2", ossia una cauta fase di riapertura delle attività non essenziali accompagnata da un dispiego imponente di misure di sicurezza e controllo sui territori, accende il dibattito internazionale. C'è chi ha calcolato in 65 miliardi di euro il costo di 10 giorni di ritardo nelle riaperture in Francia rispetto alla Germania. In Italia la nuova task force guidata da Vittorio Colao rischia di entrare in conflitto con i vari comitati, a partire da quello tecnico-scientifico di supporto al governo, secondo vari osservatori, ma una visione più chiara sui progetti della nuova task force guidata dall'ex ad di Vodafone, si potrà avere solo nelle prossime settimane.

(GD - www.ftaonline.com)