I CoCo bond

Una seconda strategia è implementata dall’Etf WisdomTree AT1 CoCo Bond, quotato anche su Borsa italiana, che espone alle obbligazioni convertibili contingenti (o ibride) emesse dalle istituzioni finanziarie dei paesi europei sviluppati denominati in euro, dollari o sterline. La sigla AT1 sta per Additional Tier1 ed indica i bond più vicini all’equity: si tratta di strumenti che assicurano alle banche emittenti la stabilità patrimoniale per far fronte a scenari di stress finanziario. Questi CoCo bond hanno caratteristiche particolari come la possibilità che siano convertiti in azioni al verificarsi di determinate situazioni (ad esempio, la riduzione dei coefficienti patrimoniali di vigilanza sotto le soglie regolamentari previste da Basilea3), oppure ci sia una svalutazione del capitale o la cancellazione della cedola.

“Quando il livello di determinate condizioni (trigger) viene superato, si attiva il meccanismo di assorbimento delle perdite del bond medesimo”, si legge in una nota di WisdomTree. “Esistono due tipi di trigger: meccanici (in riferimento a una specifica soglia di capitale) e discrezionali (dipendenti dalla decisione di un’autorità regolamentatrice). Analogamente, esistono due procedure di assorbimento delle perdite: conversione in titoli azionari o svalutazione del capitale. Nella eventualità di una conversione, l’AT1 sarà negoziato in linea con le azioni al ribasso”.

Anche in questo caso, è una strategia per investitori che ne comprendano a pieno le funzionalità e siano disposti a sopportarne il rischio. Essendo strumenti nuovi, è difficile dire come si comporteranno e quale sarà la loro liquidità in caso di crisi finanziaria. Rispetto a una singola emissione, l’Etf ha il vantaggio di essere diversificato e di privilegiare i titoli più liquidi, oltre ad avere un costo competitivo, pari allo 0,5% annuo.