Segnali di distensione sul mercato dei titoli del debito sovrano statunitense. I rendimenti dei *bond Usa *mostrano degli incrementi che denotano una maggiore, seppur cauta, fiducia degli operatori. In particolare lo yield del debito a 5 anni USA sale all'1,525% e quello del titolo a 10 anni si riporta all'1,533%. Sulla curva dei rendimenti dunque il premio al rischio chiesto sui titoli a 10 anni supera nuovamente, anche se di stretta misura, quello richiesto sui titoli a 2 anni.

Nei giorni scorsi l'"inversione della curva" dei rendimenti con i decennali che premiavano meno dei biennali per la prima volta dal 2007 ha destato molta preoccupazione tra gli operatori. Si era infatti materializzata in contemporanea a un'inversione parallela sui titoli di Stato britannici. L'inversione della curva dei rendimenti è storicamente (da decenni almeno) il classico segnale anticipatore di una crisi economica, di una recessione dell'economia. Senza dubbio le straordinarie politiche espansive attuate dalle maggiori banche centrali contribuiscono non poco ad alterare il quadro generale dei rendimenti, ma lo squillo di questo campanello non è certo passato inosservato.

Oggi però il mercato sembra decisamente più ottimista grazie alle misure di stimolo annunciate sabato dalla People's Bank of China *tramite una riforma dei tassi. Bloomberg ha inoltre affermato che il *governo tedesco *starebbe per varare un piano di stimolo fiscale che potrebbe soccorrere la maggiore economia dell'Eurozona in netto rallentamento da mesi.
A incoraggiare l'azionario infine contribuiscono non poco i segnali giunti dal presidente Usa Donald Trump sul fronte della *guerra dei dazi
: l'inquilino della Casa Bianca ha scritto in un tweet: "Stiamo facendo molto bene con la Cina e stiamo dialogando!". Washington ha confermato una proroga di 90 giorni che bloccherà ancora il bando statunitense di Huawei.