Marlene Hassine Konqui, Head of ETF Research di Lyxor, spiega che la raccolta netta nel mercato degli ETF europei è lievemente risalita a giugno a 2,6 miliardi di Euro dai 2,1 miliardi di maggio. Durante il mese gli ETF obbligazionari hanno attirato gran parte dei capitali (5,6 miliardi di Euro), confermando una tendenza che monitoriamo ormai da qualche tempo. Al contrario, gli ETF azionari hanno archiviato il loro peggior mese di sempre (-4,3 miliardi di Euro). Contestualmente, gli afflussi verso gli ETF Smart Beta e su materie prime sono tornati in territorio negativo (-78 milioni di Euro per entrambe le categorie).

I migliori risultati sono ancora una volta giunti dagli ETF con approccio ESG, che hanno messo a segno il miglior mese di sempre (+1,4 miliardi di Euro).

L'altro fatto saliente di giugno è rappresentato dall'intensificarsi della ricerca di rendimento in un contesto caratterizzato da tassi d'interesse estremamente bassi - spiega Marlene Hassine Konqui -. I rendimenti negativi dei titoli di Stato tedeschi, francesi e giapponesi hanno stimolato la domanda di obbligazioni societarie (sia Investment Grade che High Yield) e di strategie azionarie Income-Generating. In Europa gli investimenti verso tali strategie hanno evidenziato un incremento sostanziale. Da inizio anno hanno attratto asset per 16,7 miliardi di Euro, circa il 47% dei flussi complessivi legati al mercato degli ETF. In giugno, tale dinamica ha evidenziato un'accelerazione dopo che Mario Draghi ha evocato la possibilità di ulteriori misure di QE in Europa, e le banche centrali giapponese e statunitense hanno confermato il proprio orientamento accomodante, contribuendo a portare i tassi d'interesse contemporaneamente in territorio negativo. Gli afflussi mensili hanno raggiunto un massimo annuale di 4,6 miliardi di Euro, un livello che non si registrava dal 2015, rappresentando il 74% della raccolta mensile totale.