Marzo 1998, uffici di Morningstar a Chicago: nasce il primo gruppo degli “irriducibili” di Vanguard. 43 mesi dopo diventa il più popolare forum di Morningstar. Nel 2007 si struttura come realtà indipendente, utilizzando le nuove opportunità offerte da Internet (Facebook, blog, podcast), oltre che meeting “dal vivo”. Ma quello dei Bogleheads, come si definiscono i seguaci dell’insegnamento di John C. “Jack” Bogle, il fondatore di Vanguard morto lo scorso 16 gennaio all’età di 89 anni, è un movimento di investitori individuali che ancora oggi segue i principi base della sua filosofia: iniziare a risparmiare da giovani, vivere al di sotto delle proprie possibilità, mettere regolarmente da parte qualcosa, diversificare, evitare la complessità e rimanere aderenti al proprio piano finanziario indipendentemente dalle condizioni di mercato.

Per gli investitori italiani, che desiderano entrare a far parte di questa sorta di “fan club”, il sito bogleheads.org dedica una pagina specifica: “Questa filosofia può essere usata anche nel Belpaese, avendo, però, la consapevolezza delle specificità locali, in particolare in materia fiscale”.

Vanguard in Italia

Il messaggio acquista concretezza ora che Vanguard è ufficialmente sbarcata a Milano, sotto la guida di Simone Rosti, con 19 Etf quotati a Piazza Affari a partire dal 18 gennaio. “Siamo pronti per l’Italia”, ha detto Sean Hagerty, capo di Vanguard Europe. “Le condizioni regolamentari e di mercato ci sono: più trasparenza nel risparmio gestito, un contesto di bassi tassi di interesse che rende difficile produrre performance, la maggiore attenzione ai costi e la crescente popolarità degli Etf”.