Come tutti ormai sanno, l’evasione fiscale rappresenta purtroppo uno dei fenomeni più sviluppati all’interno del territorio italiano, che di fatto non ha fatto che aumentare notevolmente anche il debito pubblico dello Stato italiano. Effettivamente, l’evasione fiscale non comporta soltanto il fatto che i cittadini siano orientati verso la riduzione o anche l’eliminazione totale delle pratiche legate ai pagamenti mediante dei sistemi elettronici e tracciabili ma anche l’impossibilità dello Stato di ottenere le dovute entrate da parte dei contribuenti.

Per questo motivo, oggi più che mai, il Governo italiano ha manifestato l’importanza di avviare una politica orientata ancor di più verso la lotta contro l’evasione fiscale. Non sorprende quindi che all’interno di un position paper che è stato trasmesso direttamente alla Commissione Europea, da parte di cinque dei principali paesi appartenenti all’Unione Europea, sono stati richiesti dei provvedimenti immediati volti all’eliminazione di alcune banconote in contanti.

L’obiettivo attraverso l’eliminazione delle banconote, in particolare quella da 500 euro è appunto quello di cercare di fissare un tetto, una soglia massima entro cui possano essere accettati i pagamenti in contanti, così da combattere la pratica riciclaggio del denaro all’interno dei paesi europei. 

Dunque, all’interno di questo contesto, vedremo nei prossimi paragrafi quali sono le decisioni che sono state intraprese non soltanto da parte della squadra dell’esecutivo di Draghi ma anche dalla stessa Commissione Europea. In questo senso, nell’articolo seguente, saranno messi in luce anche i preoccupanti dati legati all’evasione fiscale, non soltanto nel contesto nazionale ma anche quello legato ai paesi dell’Unione Europea.

In questo modo, sarà possibile non solo comprendere la portata di queste decisioni, focalizzando l’attenzione sulle novità e sui cambiamenti in merito ai pagamenti in contanti, ma si andranno a chiarire anche gli obiettivi e i principali scopi che si intendono perseguire mediante tale decisione.  

Addio contanti: quali sono le novità di gennaio 2022

La notizia di una decisione da parte della squadra dell’esecutivo guidata attualmente dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, in merito a nuovi cambiamenti ed obblighi volti a contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale, non sorprende affatto ai cittadini italiani.

In effetti, già a partire dall’inizio dei primi mesi del suo mandato, il premier italiano si è più volte espresso favorevole all’introduzione di nuove misure e provvedimenti volti a ridurre al minimo l’utilizzo del contante da parte della popolazione, incentivando maggiormente l’uso di sistemi di pagamento tracciabili ed elettronici.

In questo senso, da un lato il Governo italiano, in collaborazione con altri Paesi membri dell’Unione Europea, quali Francia, Olanda, Belgio e Spagna, hanno richiesto alla Commissione Europea, tramite un position paper, la possibilità di andare ad eliminare definitivamente la circolazione della banconota dal valore di 500 euro.

Insieme a tale richiesta, i cinque Paesi membri dell’Ue, hanno anche avanzato una nuova proposta legata in questo caso all’istituzione di un limite massimo entro cui contenere i pagamenti in contanti che dovrebbero essere applicato in tutta l’Unione Europea, pari a 5.000 euro. 

Inoltre, a livello nazionale, la squadra dell’esecutivo di Draghi sembra già aver orientato e stabilito una serie di misure e di doveri che dovranno essere rispettati da parte dei cittadini italiani, anche in seguito all’introduzione e all’entrata in vigore di un nuovo bonus destinato agli imprenditori, ovvero il bonus bancomat dal valore di 480 euro.

Cosa cambierà per i pagamenti in contanti dal 2022

Qualora la proposta avviata da parte dei paesi europei di Italia, Belgio, Olanda, Spagna e Francia, dovesse effettivamente essere accolta da parte della Commissione Europea, in merito alla strutturazione dei nuovi limiti dei pagamenti in contanti, andrebbero di fatto a comportare delle importanti novità, verosimilmente già a partire dal prossimo anno.

Tuttavia, occorre evidenziare che, anche nei casi in cui la Commissione Europea dovesse rifiutare la richiesta dell’Italia, all’interno dei confini territoriali dovrebbe comunque andarsi a concretizzare una nuova stretta sui contanti a partire dal primo gennaio 2021.

Effettivamente, in seguito all’entrata in vigore del decreto numero 124 dell’anno 2019, collegato alle disposizioni previste all’interno della Legge di Bilancio 2019, in materia fiscale e per esigenze differibili, è stata di fatto ancor di più abbassata la soglia massima consentita per poter effettuare dei pagamenti in contanti.

In questo senso, se durante gli anni precedenti alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge in questione, il limite legato all’uso dei contanti era stato fissato a 3.000 euro, a partire dallo scorso mese di luglio 2020, per il pagamento in contanti è stata introdotta la nuova soglia pari a 2.000 euro.

Ma non è finita qui, perché la nuova Legge di Bilancio 2019 ha definito delle nuove linee guida che prevedono l’obbligo di dimezzare ulteriormente la soglia massima del pagamento in contanti, che potrebbe arrivare a quota 1.000 euro.

Quali sono i limiti dei pagamenti in contanti nel 2021

Attualmente, l’attuale panorama normativo legato al decreto risalente all’anno 2019 numero 124, ha dunque previsto il divieto attuale a pagare uno stesso soggetto, durante la stessa giornata, degli importi in contanti che risultino essere pari così come anche superiori alla soglia di 2.000 euro. 

A questo proposito, per tutti coloro che intendono procedere all’acquisto di prodotti o servizi il cui costo risulta essere maggiore ai 2.000 euro, è necessario che tale pagamento avvenga esclusivamente mediante l’uso di strumenti tracciabili ed elettronici, come ad esempio carte di credito, bonifico bancario o qualsiasi altro strumento volto al trasferimento dei soldi da un cittadino ad un altro soggetto o azienda.

Tuttavia, la normativa in questione permette comunque la possibilità di procedere con un pagamento di tipo rateizzato in contanti, in riferimento ad operazioni economiche che si prestano ad essere risolte, per loro natura fisiologica, attraverso l’uso del contante. È il caso ad esempio delle cure mediche di un dentista, oppure di quei soggetto che non risultano avere dimestichezza con strumenti di pagamento di tipo elettronico.

Un’ulteriore precisazione riguarda l’eccezione prevista nel caso in cui si tratti di cittadini stranieri, i quali non risiedono entro il confine nazionale, come ad esempio nel caso dei turisti, che potranno quindi effettuare dei pagamenti in contanti anche  di importi superiori ai 2.000 euro se spesi presso operatori di commercio al minuto oppure presso delle agenzie di viaggio e di turismo. 

Addio ai contanti: gli obiettivi per la lotta all’evasione fiscale

Come precisato in precedenza, la decisione dell’esecutivo italiano di provvedere a delle nuove misure da integrare ai provvedimenti già attualmente in vigore è stata presa da parte del Governo al fine di contrastare maggiormente la pratica dell’evasione fiscale.

A questo proposito, come vedremo all’interno del prossimo paragrafo, i dati legati a questa pratica destano non poche preoccupazioni allo Stato italiano ma anche agli altri Paesi dell’Unione Europea. 

In tal senso, occorre precisare che quando si parla di evasione fiscale si intende effettivamente quell’insieme di pratiche che sono volte alla violazione delle norme e dei regolamenti attualmente in vigore, che sono condotte effettivamente da un qualsiasi tipo di contribuente, dunque sia una persona fisica che giuridica, al fine di eliminare il cosiddetto prelievo fiscale da parte dello Stato.

Dunque, tra i metodi che sono più comuni attuati da parte dei contribuenti per evadere il FISCO, vi sono quelli che si riferiscono alle prestazioni di servizi oppure alla vendita di beni e di articoli, senza provvedere all’emissione dello scontrino fiscale oppure della fattura.

Per questo motivo, è ritenuto sempre più importante da parte della squadra dell’esecutivo di Mario Draghi così come anche dagli altri Paesi europei dove l’evasione fiscale risulta essere più sviluppata, trovare delle soluzioni al fine di contrastare questa pratica nociva che colpisce le casse dello Stato. 

I dati preoccupanti sull’evasione fiscale a causa dei contanti

In questo contesto, occorre sottolineare che, in attesa della riforma fiscale che è stato già annunciata da parte del Governo Draghi, sono stati rilevati dei dati particolarmente preoccupante già all’interno del contesto nazionale.

A questo proposito, secondo l’analisi offerta dall’ufficio studi della CGIA di Mestre, già nel 2018, l’evasione fiscale in Italia aveva raggiunto ben oltre i 109 miliardi di euro, ovvero quasi 7 punti del Iil complessivo. 

Inoltre, è emerso che i dati più preoccupanti si riferiscono in particolar modo alle Regioni del meridione, dove la situazione dell’evasione fiscale risulta essere molto più pesante. Un esempio è la Calabria dove è stato registrato un valore di circa 3,3 miliardi di euro di imposte che sono state evase, così come anche in Campania, in cui si stimano circa 10,2 miliardi di euro di imposte non versate, con una percentuale di evasione di circa 22,7%.

Meno preoccupanti sembrano invece essere i dati e i calcoli legati alle realtà territoriali quali, la Provincia autonoma di Bolzano con una percentuale del 9,7% di evasione, seguita dalla Lombardia, con un indice dell’11% di evasione, e dalla Provincia autonoma di Trento con un’evasione fino all’11,3%. 

Per quanto concerne invece il contesto europeo, un dato molto preoccupante riguardo i fenomeni di riciclaggio riguarda il fatto che all’inizio del 2019, nel momento in cui si è verificata la cessazione della produzione delle banconote da 500 euro, ne risultavano in circolazione ancora 516 milioni. Mentre, ancora oggi, il 30% delle banconote che sono ancora in circolazione sono proprio quelle dai 500 euro, anche se non si è soliti effettuare pagamenti con tale banconota.