L’Agenzia delle Entrate eroga bonus, contributi e indennizzi. I soldi del decreto Sostegni subito nel conto corrente, questa è la politica di Draghi. I contribuenti riceveranno gli aiuti direttamente in tasca, senza se e senza  ma. Allora il premier fa sul serio? Battute a parte, la questione, è naturalmente, molto più critica di come appare. Il perno principale su cui ruotano gli aiuti per i contribuenti è l’Agenzia delle Entrate. Non a caso infilata in un progetto ambito che promuove aiuti concreti da erogare subito nel conto corrente dei contribuenti. La nuova rivoluzionaria piattaforma delle Entrate avrà in compito di supportare le funzioni del decreto Sostegni. E, nello stesso tempo, dovrà stanare gli evasori, procedendo al recupero dei soldi “scappati” all’occhio vigile del Fisco.

Nel decreto il premier Draghi ha stabilito gli aiuti da erogare ai contribuenti in sofferenza economica bastonati dagli effetti della pandemia. A partire dalla data del 30 marzo e sino al 28 maggio 2021, basterà compilare una richiesta online per poter ricevere nel giro di due settimane il contributo spettante, oppure, un credito d’imposta.

Sono circa 5,5 milioni di utenti che nei prossimi giorni si appresteranno a scaricare il modello online per ricevere gli aiuti di Stato disposti a favore di aziende e partita IVA che hanno registrato perdite economiche per l’effetto delle misure anti -Covid.19.

Nello stesso momento, è stata approvata una delle ultime orientamenti per contrastare l’evasione fiscale. Parliamo della direttiva Dac7 che consente all’Agenzia delle Entrate di poter visionare tutte le compravendite online. Ufficialmente, il Fisco sa tutto di tutti e non solo. Vedremo insieme, cosa cambia e perché gli aiuti di Stato sono coinvolti?

Arrivano i soldi alle aziende e Partita IVA e controlli a tappeto senza pietà

Il Governo già da diversi anni ha istituito diverse misure indirizzate alla lotta all’evasione fiscale, ma attraverso l’incrocio dei dati punta a mettere le mani su un bel gruzzoletto di circa 14 miliardi di euro entro la fine dell’anno. L’Erario entro il 2022 è pronto a incassare un altro tesoretto di 15 miliardi di euro, stesso importo anche nel 2023.

Il 2021 sarà l’anno rivoluzionario per il Fisco che insieme all’Unione Europea attiva diversi meccanismi per contrastare l’evasione fiscale. L’Agenzia delle Entrate scende al fronte per erogare denaro ai contribuenti in sofferenza economica, ma nello stesso tempo, ha dichiarato guerra agli evasori. Insomma, grazie al rafforzamento delle informazioni l’Amministrazione Finanziaria stana tutti.

Si tratta, di un sistema introdotto dall’Ue capitanato dal Fisco. Un impianto che produrrà all’incirca 300 controlli su base giornaliera, bersagliando i liberi professionisti. Cosa accadrà? Nei prossimi mesi i professionisti comprometteranno all’incirca 100 mila partite IVA. Verranno scandagliate tutte le transazioni, movimenti, conti e così via dei contribuenti. Insomma, i dati dell’Anagrafe tributaria saranno gestiti per controlli mirati sulle informazioni presenti e rafforzate dagli ultimi dati inseriti per ricevere i contributi del decreto Sostegni.

Ecco come l’Agenzia delle Entrare dà e poi toglie

L’Agenzia delle Entrate si trova pienamente al passo con i tempi, utilizzando l’intelligenza artificiale rafforzata con la network analysis, machine learning e data visualization. Tutto per cacciare dalla tana i dati nascosti delle società, le quali puntualmente evadono tasse per fior di milioni.

Nello specifico, gli ambiti d’azione, quali:

  • Network science. Consente di le relazioni tra le società che potrebbero nascondere degli schemi di evasione fiscale;
  • Analisi visuale delle informazioni. Consente di velocizzare il trattamento delle informazioni;
  • Intelligenza artificiale. L’utilizzo di tecniche che consentono di apprendere informazioni in forma automatica migliora l’efficienza decisionale, in modo da garantire una maggiore accuratezza delle informazioni, rendendo efficace l’opera dei funzionari del MEF.

Controlli, verifiche e sanzioni: scatta la caccia ai furbetti

Il sistema dell’Unione Europea, nel quale viene trascinata anche l’Italia rientra tra le misure innescate dai provvedimenti per contrastare la diffusione epidemiologica da Covid-19. Un programma d'interventi mirati che consentirebbe allo Stato di ottimizzare al massimo le risorse, riducendo gli sprechi, intervenendo sugli errori o poca valutazione dei criteri dei beneficiari ammessi agli aiuti. In questo contesto, il rischio è rivolto agli evasori che hanno fruito dei bonus non avendone diritto.

Questa volta l'Agenzia delle Entrate distribuirà gli aiuti su richiesta dei contribuenti. Nello stesso tempo, affosserà i "furbetti". Un meccanismo generato per recuperare la parte indebita, fermare gli evasori e i flussi di denaro accuratamente elusivi. Un progetto finalizzato al contrastare e prevenire gli schemi operati da società finalizzate all’appropriazione indebita d'incentivi, ristori, crediti d’imposta, frodi IVA e così via, anche a livello intracomunitarie.

La Guardi di Finanza appare particolarmente attiva sul fronte controlli, specie indirizzati alle partite IVA e aziende. Ammesso per il periodo tra il 2021 e il 2023 il “Piano della Performance”. Partiranno all’incirca 340 mila controlli dal Fisco a campione. Previsto approfondimento di circa il 15% del modello 730 dichiarazione dei redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati.

Se vendo sul web sono salvo non devo dichiarare nulla!

Non è proprio così. A partire dal 1° gennaio 2023 il commercio online non avrà più segreti per l’Agenzia delle Entrate. Tutto ciò che circola in rete finalizzato a una compravendita viene scandagliato. L’innesco delle nuove disposizioni apporta nelle casse erariali globali europee all’incirca 30 miliardi di euro. Non sono briciole. Il Consiglio europeo visto i dati, ha provveduto a promuovere la direttiva Dac7 che stabilisce l’innesco del nuovo sistema predisposto esclusivamente ai controlli fiscali. Agli Stati membri spetta il compito di accettarla entro la data del 31 dicembre 2022.

Non sono pochi i dati che confluiranno nel database del Fisco, come ad esempio: annunci immobiliari, durata della locazione, elementi catastali e così via. Insomma, dal codice fiscale dell’utente attivo su una piattaforma al conto corrente indicato per gli incassi. Un sistema creato per inquadrare il flusso di denaro utilizzato negli scambi, di cui non si ha tracce. Una Riforma necessaria, considerando che negli ultimi anni gli interventi di denaro sul web hanno registrato movimenti di beni e servizi in aumento in modo molto frenetico.

Ecco, perché è nata l’esigenza per il Fisco d'intercettare le transazioni e scovare i furbetti. Un sistema che consente agli Stati membri di eseguire controlli paralleli, per individuare specie quelle imprese che operano su truffe fiscali.

L’Agenzia delle Entrate mette le mani sulla vendita online di beni e servizi

Nel mirino dell’Agenzia delle Entrate i social, i diversi portali come gli affitti tramite siti adibiti per la locazione, insomma tutto e di più. Ciò significa che il web o meglio i colossi del web che gestiscono quella parte di commercio online, generati per far circolare lo scambio tra beni e servizi si trasformano in uno dispositivo di accertamento fiscale. Tutti i guadagni prodotti dalla vendita mettono in evidenza il contribuente che automaticamente viene visionato fiscalmente. Non ci saranno più scappatoie. La trasmissione dei dati seguirà un percorso ben delineato. Il Paese di residenza dell’utente riceverà ogni movimento, così le entrate extra ad esempio prodotte dalla vendita di un bene finiscono nel faro di controllo dell’Agenzia delle Entrate.