A volte ad essere sottoposto ad accertamenti o sanzioni da parte dell'Agenzia delle Entrate, a causa di alcuni tipi errori fiscali, non è solo chi lo ha fatto in malafede, ma anche chi, in buona fede, si è fidato di un "consulente disattento" oppure per ignoranza ha omesso alcune operazioni o alcuni dati. 

Ma cosa accade se ci si ritrova ad essere oggetto di controllo da parte dell'Agenzia delle Entrate? Soprattutto, che tipi di controlli l'Agenzia esplica? Con quali strumenti si muove?  Come può difendersi il cittadino e cosa rischia chi commette elusione o infrange alcune norme? 

L’Agenzia delle Entrate possiede due grandi archivi: l’Anagrafe tributaria e l’Anagrafe dei rapporti finanziari. 

Nel primo maxi archivio ci sono tutti i redditi percepiti dai cittadini, siano essi lavoratori autonomi, dipendenti, imprenditori o pensionati. Nello stesso archivio si ritrovano anche redditi diversi come dividendi di azioni, di titoli obbligazionari o rendite di locazione. 

Nell’Anagrafe dei rapporti finanziari sono elencati i rapporti che i cittadini instaurano con banche e altri intermediari (Poste o società finanziarie) e quindi conti correnti, libretti, conti deposito e altro. Grazie a questi due fondamentali e importanti strumenti che altro non sono che un'enorme banca dati, l'Agenzia delle Entrate è facilitata nell'effettuare i controlli nel più breve tempo possibile. 

L'Agenzia delle Entrate permette ai cittadini una correzione spontanea delle proprie dichiarazioni

Si chiama  tax compliance ed è un regime di adempimento collaborativo e si verifica quando è il cittadino stesso che corregge spontaneamente le sue dichiarazioni fiscali viziate da alcuni errori. Lo scopo è chiaro: ridurre le contestazioni tra fisco e cittadini e permettere anche di mettere le basi per un rapporto di fiducia.

Se viene ravvisata un'anomalia, l’Agenzia invia una comunicazione all’interessato. Quest'ultimo avrà il tempo di correggere le dichiarazioni e adeguare il tutto alle indicazioni dell'Agenzia. In questo modo sarà evitato qualsiasi tipo di contenzioso.

Quali sono gli organi dell'Agenzia delle Entrate preposti al controllo sui contribuenti?  

Lo scopo dell’Agenzia delle Entrate è di verificare se i contribuenti abbiano adempiuto puntualmente ai loro obblighi fiscali, questo perché il  compito principale dell’amministrazione finanziaria è quello di contrastare l’evasione fiscale.

Gli organi dell'amministrazione finanziaria sono tre:

l’Agenzia delle Entrate, è l'organo dirigente, ha la funzione di dirigere e applicare i controlli sui contribuenti, intrattenendo i rapporti con i cittadini e elevando sanzioni nel caso ci sia bisogno;

La Guardia di Finanza è l'organo esecutivo, perché è preposto a fare le indagini e il controllo sul campo, quando non bastano i controlli digitali fatti tramite i loro sistemi dall'Agenzia;

L’Agenzia delle Entrate Riscossione, organo che dal 2017 ha preso il posto di Equitalia nell'applicare la riscossione esattoriale attraverso azioni come pignoramenti, ipoteche, fermi amministrativi. Tutto questo accade solo quando una somma non pagata viene iscritta al Ruolo dall'Agenzie.  

Quali controlli applica l'Agenzia delle Entrate?

Come abbiamo già detto l'obbiettivo dell'Agenzia delle Entrate è verificare che gli obblighi fiscali siano stati adempiuti e non si sia verificata né elusione né evasione. Per raggiungere questo obbiettivo, l'Agenzia applica controlli automizzati e formali delle dichiarazioni fiscali, svolge attività istruttoria come per esempio controlli sul campo e verifiche fiscali, svolge indagini finanziari, chiede il contradditorio alle parti in questione e svolge attività di tutoraggio per le aziende di grandi dimensioni. 

Una volta stabilita con certezza la situazione fiscale e contributiva del contribuente, viene invato l'avviso di accertamento che riporta i risultati dell'attività istruttoria e degli accertamenti effettuati.

A volte il controllo sulle dichiarazioni dei redditi si conclude con un controllo formale, ovvero una richiesta di correzione di errori di calcolo commessi dal contribuente. Questo non preclude la possibiltà che vengano effettuati altri accertamenti successivamente.

Differenza tra controllo automatizzato e controllo formale dell'Agenzia delle Entrate

Il controllo automatizzato viene fatto sulla base dei dati e degli elementi che l'Agenzia desume direttamente dalle dichiarazioni presentate e dei dati che sono inclusi nell'anagrafe tributaria. 

In maniera automatizzata, dunque, si procederà a correggere gli errori  e di calcolo commessi dai contribuenti sul calcolo delle imposte, delle detrazioni, delle deduzioni, dei crediti d'imposta. 

Il controllo formale non è altro che un controllo incrociato tra i dati espressi nella dichiarazione del contribuente e quelli delle dichiarazioni dei sostituti d’imposta, delle banche, dell'Inps eccetera

In particolare gli Uffici, sulla base dei criteri selettivi fissati dal Ministro delle Finanze e tenendo anche conto di specifiche analisi del rischio di evasione e delle loro capacità operative, possono svolgere le operazioni di controllo.

Il risultato del controllo può portare ad un ricalcolo e ad un'esclusione totale o parziale delle ritenute d'acconto, delle detrazioni d'imposta, delle deduzioni, determinare i crediti d’imposta spettanti, liquidare le maggiori imposte e la correzione di errori materiali. 

Non è raro che in questa fase del controllo l'Agenzia contatti direttamente il contribuente per via telefonica o telematica e chieda dei chiarimenti in merito alla proprie dichairazioni o chieda ulteriori documenti a riprova di alcune difformità. 

Quando dai controlli automatici eseguiti emerge un risultato diverso rispetto alle dichiarazioni, al contribuente viene inviata una comunicazione a seguito della quale questi ultimo possono: 

1) fornire i chiarimenti o i documenti richiesti

2) concordare una soluzione, evitando l'iscrizione al ruolo 

L'Agenzia delle entrate, una volta terminati i controlli, invia gli atti formali al contribuente

Dopo la fase istruttoria, l'Agenzia invia gli atti formali al contribuente. Lì saranno riportate le difformità, le motivazioni di un nuovo ricalcolo, le ulteriori imposte dovute, le sanzioni eccetera. 

Nello stesso atto, però, viene descritta la possibilità di sanare le anomalie oppure, se il contribuente ritiene di essere dalla parte della ragione e di non aver effettuato alcun errore, potrà effettuare la richiesta dell'annullamento per effetto dell'autotutela. Questo porterà l'apertura di un procedimento dinanzi al giudice tributario.

Cos'è l'avviso di accertamento inviato dall'Agenzia delle Entrate?

E' l’atto mediante il quale l’ufficio notifica formalmente la richiesta di pagamento di tributi e sanzioni al contribuente a seguito di un’attività di controllo sostanziale.

Per evitare di essere nullo, l'avviso di accertamento deve necessariamente riportare:

gli imponibili accertati, aliquote e imposte applicate, il responsabile del procedimento, il termine di pagamento e le modalità e qual è l'organo al quale si può fare ricorso. 

A partire dal 1° ottobre 2011 gli avvisi di accertamento sono diventati immediatamente esecutivi. Una volta ricevuto l’avviso il cittadino può decidere di non fare ricorso al giudice e, in questo caso, con l'aquiescienza otterrà una riduzione delle sanzioni se provvede a pagare, entro i termini stabiliti, le somme dovute.

L'avviso di accertamento deve essere inviato al contribuente non prima dei 60 giorni dalla fine dell'istruttoria

Alla fine della fase istruttoria e di accertamento, l'Agenzia è tenuta a rilasciare un verbale di chiusura operazioni al contribuente, sintetizzando gli esiti delle proprie attività di controllo e le presunte infrazioni.

Tra l'emissione di questo verbale e il successivo invio dell'avviso di accertamento, non devono passare meno di 60 giorni. 

L’art. 12 dello Statuto dei diritti del contribuente, infatti, stabilisce espressamente  questo termine, perché nei sessanta giorni il contribuente potrà fare osservazioni e richieste.  E se invece l'avviso di accertamento viene inviato prima della scadenza di questo termine?

La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata osservanza di questo termine costituisce un vizio dell'avviso di accertamento e dunque il contribuente, in giudizio, potrà chiederne l'annullamento. 

Lo Statuto dei contribuenti, infatti, ha un'elevata importanza per le questioni fiscali e tributarie, in quanto costituisce la base dei principi generali di diritto tributario. Solo una legge speciale può derogarlo. Inoltre se non si attuasse questo termine, verrebbe meno quello spirito di collaborazione tra contribuente e fisco che il nostro Stato invece auspica. 

Può l'Agenzia delle Entrate effettuare intercettazioni per portare a termine i controlli?

Se un contribuente è oggetto di indagini penali, perché è sospettato di aver commesso resati piuttosto gravi, le indagini dell'Agenzia delle entrate possono comprendere anche le intercettazioni telefoniche su cellulari o fissi

Questo può avvenire, però, solo in casi ben stabiliti: 

delitti per i quali è prevista una reclusione superiore a cinque anni; delitti contro la Pubblica Amministrazione, delitti riguardanti stupefacenti o armi, contrabbando, usura, pornografia minorile o adescamento minorile, contraffazione, alterazione, stalking.

Per portare avanti le intercettazioni è necessaria l'autorizzazione del giudice per le indagini preliminari, dopo la richiesta del pm o della polizia giudiziaria. 

Le intercettazioni ambientali, invece, avvengono attraverso micro trasmittenti posizionati nei luoghi in cui il contribuente sottoposto ad indagine penale, passa il tempo (casa, ufficio, automobile) 

Le intercettazioni possono essere richieste solo ed unicamente dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria. Se non viene eseguita questa procedura e non c'è l'autorizzazione del gip, l'intercettazione sarà illegale e il materiale di prova acquisito non potrà essere utilizzato.  

L’Agenzia delle Entrate dovrà mettere a conoscenza il contribuente delle intercettazioni, prima che quest’ultimo riceva l’avviso di accertamento, cosicché lo stesso possa adeguatamente difendersi.

È, invece, escluso che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, nell’ambito dei controlli fiscali, possano intercettare, in maniera autonoma, il contribuente che non sia sottoposto a indagini penali.