La caccia agli evasori fiscali, nel nostro Paese, continua. Anzi, da marzo 2022, si può dire che si arricchisce di nuovi strumenti e modalità di indagine.

Evasione fiscale: se ne sente parlare quasi quotidianamente. Ma, esattamente che significato hanno queste due parole?

Prendiamo a prestito quando riporta il sito wikipedia.org in merito alla questione, ovvero:

"La locuzione evasione fiscale, nell'ambito della scienza delle finanze, indica tutti quei metodi volti a ridurre o eliminare il prelievo fiscale da parte di uno Stato sul cittadino o azienda contribuente attraverso la violazione di specifiche norme fiscali da parte di questi ultimi."

Si tratta quindi di un reato grave, come si desume dal sito studiolegalemagnarelli.it che ne evidenzia le criticità:

"L'evasione fiscale è un reato grave che racchiude tutti i comportamenti atti a ridurre o eliminare illegittimamente il prelievo fiscale, in violazione delle norme vigenti. Anche se in caso di importi non pagati minimi e una condotta non particolarmente grave si applicano soltanto sanzioni di carattere economico, l'evasione fiscale reato è punita con la reclusione dai 6 mesi agli 8 anni."

C'è poco da scherzare, quindi.

Agenzia entrate: evasione ed elusione. Quali le differenze?

Spesso, in modo errato, si tende a confondere l'evasione fiscale con un altro fenomeno, ovvero quello dell'elusione fiscale. Se l'obiettivo comune è lo stesso, ovvero pagare meno tasse o non pagarle proprio, è diversa la modalità con la quale di cerca di arrivare allo scopo.

L'evasione fiscale consiste nell'eliminare il presupposto per cui si debbano pagare le tasse. Ad esempio, un commerciante che a fronte di una vendita non emette regolare scontrino fiscale sta evadendo il fisco per la somma oggetto della transazione commerciale.

L'elusione fiscale, invece, come ricorda il sito lalegepertutti.it:

"Dunque, l'elusione fiscale rappresente un vero e proprio abuso del diritto. ossia la messa in pratica di comportamenti che hanno come scopo utlimo quello di raggirare le leggi a proprio vantaggio e che indirettamente portano alla diminuzione del prelievo fiscale." 

Ma, a livello di cifre, di cosa stiamo parlando, a livello di Paese Italia?

Secondo quanto riporta quotidiano.net:

"Si stima che in Italia l'evasione fiscale si attesti intorno ai 100 miliardi di euro. La tassa più evasa sarebbe l'Irpef."

Una cifra enorme, che la dice lunga sui cosiddetti "furbetti" di italica specie.

Agenzia entrate: la mission

Sulla base dei numeri poco sopra evidenziati, è chiara la "mission" che si prefigge l'Agenzia delle Entrate: aumentare i controlli, incrociare i dati e cercare di scovare coloro che, in base al rapporto tra redditi dichiarati e spese effettuate/tenore di vita assunto, possano costituire oggetto di approfondimenti e verifiche.

In tale direzione va, già da qualche anno, la linea che riguarda la cosiddetta tracciabilità delle operazioni.

Con la progressiva limitazione alla soglia di utilizzo del contante, sia relativamente ai prelievi allo sportello bancario, che in termini di pagamenti, si è andati verso la possibilità per il cosiddetto Grande Fratello del Fisco, di mettere gli occhi e le mani un po' ovunque.

Conti correnti, carte di credito, utenze, assicurazioni, chi più ne ha più ne metta. Insomma, i nostri movimenti intesi come spese (ma anche come versamenti) sono monitorati e controllati costantemente.

Congruità, compatibilità e sostenibilità sono le parole d'ordine: è chiaro che, un livello si spese superiore al reddito dichiarato, faccia drizzare le antenne e scattare possibili accertamenti e controlli. Non solo. Anche operazioni che paiono essere completamente estranee al nostro quotidiano, destano l'attenzione del cosiddetto occhio di falco.

Agenzia entrate: le mani sui conti correnti

Dal marzo 2022, quindi, l'Agenzia delle Entrate potrà monitorare i conti correnti per verificare la congruità delle spese sostenute rispetto al reddito dichiarato da ogni cittadino. 

Non solo i conti correnti, però, saranno sotto la lente d'ingrandimento del Fisco, ma anche le operazioni effettuate tramite le carte di credito. 

In realtà, già da qualche mese, si ventilava questa opzione: mancava però l'autorizzazione da parte del Garante della Privacy, proprio perchè, trattandosi di dati personali, si attendeva la verifica dello stesso in merito al fatto che, tali controlli, non ledessero i diritti dei cittadini (trattandosi di dati sensibili).

Questo perchè, ovviamente, avendo accesso a tutti i dati, il Fisco arriva a conoscere tutti gli aspetti della vita di ogni singola persona: dalla palestra che frequenta, al ristorante dove cena due o tre volte alla settimana, agli oggetti che acquista e via dicendo.

Il Garante della Privacy quindi, voleva avere rassicurazioni in merito alle modalità con cui vengono creati i database atti a raccogliere tutte le informazioni in modo da capire se questo potesse o meno arrecare pregiudizio al singolo. Evidentemente, le risposte che ha avuto da parte dell'Agenzia delle Entrate, si sono dimostrate tali da permettere di autorizzare il tutto (usando degli pseudonimi che garantiscono comunque la privacy).

Agenzia entrate: come funzionano i controlli

Esattamente, come funzioneranno i controlli? Quali saranno le modalità messe in atto dall'Agenzia delle Entrate per cercare di scovare gli evasori?

Intanto, l'Agenzia si avvarrà dell'utilizzo di una specifica tecnologia che prevede la creazione di due cosiddetti "dataset" attraverso l'utilizzo di specifici algoritmi.

Il primo "dataset", sulla base di criteri di rischio precedentemente fissati, prevede di individuare la presenza di cosiddetti rischi fiscali. La creazione del dataset, quindi, permetterà di ottenere un elenco di contribuenti che, sulla base dei criteri precedentemente evidenziati, risultano essere a rischio evasione

Il secondo dataset, invece, sarà costituito dalle posizioni fiscali dei contribuenti che presentano maggiori criticità e possibili alert in merito all'evasione fiscale, sui quali potranno essere intraprese azioni di controllo e verifica fiscale. In prima battuta, l'Agenzia delle Entrate cercherà di inviare delle cosiddette lettere di compliance, atte a stimolare la regolarizzazione spontanea da parte dei singoli individui.

Successivamente, nel caso in cui i contribuenti facessero orecchi da mercante, potranno scattare azioni di accertamento dal tono decisamente meno bonario.

Agenzia entrate: controlli? Restare anonimi

Viviamo nell'epoca del digitale, del Grande Fratello, della multimedialità. Risulta difficile sfuggire agli occhi della rete, di internet. Risulta difficile avere una vita fuori dai radar e dagli occhi indiscreti. In realtà, spesso siamo proprio noi, i primi a non renderci conto di regalare al mondo esterno tante, troppe, informazioni.

Quasi tutte le persone, oggi, hanno almeno un profilo social, se non più di uno: facebook, instagram, twitter, solo per citarne alcuni. Se non sei social sei fuori dal mondo. Chi prima, chi dopo, risulta difficile resistere alla tentazione. Qualcuno ci riesce, ma la stragrande maggioranza, no.

La semplice "geolocalizzazione" presente su ogni dispositivo mobile, fa sì che, se non disattivata, qualsiasi nostro spostamento risulti visibile al mondo esterno. Il "Tag" al ristorante quando si va a cena fuori, al teatro, allo stadio, etc, fornisce elementi ulteriori sui percorsi intrapresi e i movimenti effettuati da ognuno di noi.

Quindi, il primo comportamento da mettere in atto è quello di evitare di esporsi troppo. Un profilo "low", ovvero basso, è un buon inizio. Ricordarsi che qualunque foto postata sui social, qualunque tag, qualsiasi elemento che ci riguarda possono essere rintracciati, è cosa indispensabile. Anche se non si ha nulla da nascondere.

Così facendo, si possono già evitare problemi a prescindere: perchè degli algoritmi, non è che ci si possa fidare in toto. Gli algoritmi sono impersonali, sono basati su campionature, su elementi e parametri standardizzati sulla media di valutazioni fatte da altri. Non è detto che rientriate in quei parametri anche se non avete comportamenti cosiddetti fraudolenti. Per cui, non servire su un piatto d'argento al Grande Fratello occasioni nelle quali rimanere malamenti impelagati, è sicuramente un buon consiglio.

Agenzia entrate: come difendersi 

Oltre a non dare troppo nell'occhio (come si sul dire) da un punto di vista "social", è fondamentale non fare il passo più lungo della gamba. Cosa significa? Non mettere in atto comportamenti che contrastino con il tenore di vita dichiarato. Ovvio che se dichiaro di guadagnare 1000 euro al mese, non posso permettermi di spendere 1500 euro tra carte di credito, bancomat, etc. O, almeno, non posso farlo tutti i mesi. Altrimenti sorge spontanea la domanda: come è possibile?

Qualcuno consiglia di utilizzare il contante il più possibile: il contante è l'unico strumento non tracciabile. Peccato che ci siano limitazioni di soglia prelevabile e di pagamenti, nonchè tanti pagamenti stessi, per essere ad esempio detraibili o deducibili, debbano essere obbligatoriamente effettuati tramite strumenti tracciabili.

Nel momento in cui si entra sotto la lente d'ingrandimento dell'Agenzia delle Entrate, infatti, si rischia di rimanerci vita natural durante. Chiaro che esistono sempre le spiegazioni e le possibilità di motivare validamente i propri movimenti. Però, in quel circolo, è meglio cercare di non entrarci.

Il monitoraggio dei conti correnti, consente di andare a verificare ed incrociare dati che, altrimenti, potevano rimanere nell'oblio. L'incrocio avviene con i dati catastali ad esempio, e permette ad esempio di scovare quell'immobile sul quale non pagate le dovute tasse ma per il quale effettuate i bonifici delle spese periodiche.

Ci si chiede: si può arrivare al pignoramento del conto corrente? Ovviamente, nel caso di iter procedurale che, dopo aver certificato l'evasione processi la mancata successiva regolarizzazione, può accadere. Certo, se il conto corrente in questione presenta un saldo a debito, la cosa risulta un po' difficile.