A oltre un anno dallo scoppio della pandemia da Covid-19, sta per arrivare un Decreto Imprese o Sostegni bis che, nella migliore delle ipotesi, prevede aiuti alle partite Iva, anche a quelle più piccole a quanto pare. 

Per molte di loro purtroppo è tardi. 

Infatti, nel 2020 hanno serrato i battenti migliaia e migliaia di attività commerciali, come evidenzia questo rapporto Istat pubblicato a fine anno, e la maggior parte di queste sono microimprese. 

A quanto pare al momento, l’attenzione del Governo dovrebbe concentrarsi proprio sugli aiuti alle partite Iva più piccole, tra contributi a fondo perduto, agevolazioni per gli affitti dei locali commerciali, rinvio delle tasse locali e rate per la rottamazione delle cartelle. 

Vediamo maggiori dettagli della manovra in arrivo a breve. 

Aiuti alle partite iva a basso reddito 

Si attende per domani 14 aprile la conferma del nuovo scostamento di bilancio 2021, che permetterebbe una manovra da 35-40 miliardi di euro, quindi più dei 32 del primo decreto Sostegni. 

La parola d’ordine in questo momento è velocità. Il sottosegretario al Ministero dell’Economia Durigon parla di aiuti alle partite Iva e alle imprese, soprattutto quelle più piccole, ovvero che hanno dichiarato un fatturato annuo inferiore ai 100 mila euro.  

Senza dubbio tra le più penalizzate di questo ultimo anno nero per tutti: molte di queste sono aziende a conduzione familiare o con piccoli business di prossimità. 

Per molte di loro ormai è troppo tardi. Come riportato nello studio Istat segnalato in apertura, l’85% delle aziende che hanno chiuso sul territorio italiano sono microimprese, la maggior parte del Sud Italia. E solo una minima parte conta di riaprire. Una vera e propria strage degli innocenti, costretti alle continue chiusure imposte per il contenimento della pandemia, senza però poter contare su altre forme di sostentamento. 

Aiuti alle partite Iva a fondo perduto 

A oggi le ipotesi di chiusura delle attività sono ancora le uniche prospettate, per scongiurare il rischio di contagio da Covid-19. Ma a quanto pare, come si discute in queste ore, con la promessa di un decreto Sostegni bis che dovrebbe distribuire aiuti alle partite Iva, nella fattispecie contributi a fondo perduto soprattutto per questa categoria di lavoratori. 

E con massima priorità, in maniera rapida. 

Come si calcoleranno gli importi? È molto probabile che si provvederà a incrementare l’aliquota di ristoro, riservando la percentuale maggiore ai soggetti che versano in condizioni di particolare difficoltà ovvero alle realtà più piccole e con minore fatturato. 

Se invece si dovesse tarare il ristoro in base ai costi fissi sostenuti da ogni singola realtà, allora sarebbe necessaria un’istruttoria. Passaggio che rallenterebbe non poco le verifiche dei requisiti e, di conseguenza, l’accredito degli aiuti economici sul conto corrente dei piccoli imprenditori. 

Il decreto dovrebbe diventare ufficiale alla fine di questo mese di aprile 2021. Sono previsti circa 40 miliardi per imprese e famiglie, ma appunto con un occhio di riguardo a chi appartiene a fasce ormai sfibrate e indebolite della popolazione e del tessuto economico. 

Per quanto riguarda i contributi a fondo perduto è possibile inoltrare la domanda fino al 28 maggio. 

Inoltre il decreto Sostegni bis terrà in considerazione anche le imprese con fatturato dichiarato sopra i 10 milioni di euro. Infatti, oltre al sostegno alle imprese e agli aiuti alle partite Iva, l’intento è quello di provvedere anche al rilancio, in vista di una prossima ripresa.

Questo grazie al rifinanziamento del fondo da 200 milioni, per quanto concerne settori non solo strategici per il Paese ma gravemente danneggiati dai provvedimenti messi in atto contro il Covid-19, nella fattispecie quelli delle fiere, del turismo e dell’industria tessile. 

Nuovi aiuti alle partite iva 

Tra i nuovi aiuti alle partite Iva, il decreto Sostegni bis prevede anche agevolazioni per gli affitti. Infatti se è vero da una parte che la liquidità è vitale, anche la riduzione dei costi e delle tasse da pagare può contribuire più che altro nel medio-lungo periodo a ritrovarsi più alleggeriti dal peso dei debiti sulle spalle. 

Nella fattispecie infatti, per quanto riguarda la locazione dei locali commerciali in cui svolgere l’attività, si continua comunque a corrispondere regolarmente l’affitto ma avendo la possibilità di portare il 60% del canone in credito d’imposta. 

A questo proposito, sorge un’altra questione molto dibattuta che riguarda un possibile blocco degli sfratti.  

Dal momento che sono tanti i piccoli commercianti che non riescono a pagare l’affitto, il Governo pensa a un blocco per quanto riguarda lo sfratto nei confronti dell’inquilino inadempiente. In questo caso, in pratica, il costo dell’operazione ricade sul proprietario dell’immobile, che si ritrova quindi a non percepire l’affitto del suo immobile e del quale, a sua volta, vive. 

La ratio andrebbe, o dovrebbe andare a rigor di logica, invece in tutt’altra direzione. 

È il Governo infatti che dovrebbe guardare con attenzione a tutte le parti sociali in gioco, risarcendo chi viene penalizzato dalle misure imposte dall’alto. 

L’altra operazione che avvantaggerebbe i piccoli imprenditori e che si concretizzerebbe in aiuti alle partite Iva, riguarda il rinvio di tasse da pagare come la Tari ad esempio (ricordiamo, la tassa sui rifiuti da pagare per un locale chiuso!) e la Cosap, il canone da corrispondere per l’occupazione di spazi e aree pubbliche. Verosimilmente potrebbero slittare fino a fine anno, ma si attende comunque conferma ufficiale che leggeremo nel Decreto Sostegni bis da qui a pochi giorni.  

Tutto dipende infatti dal reperimento delle risorse che consentirebbero la loro sospensione: risorse al momento ancora non individuate. Anche la scadenza dell’acconto IMU di giugno 2021 potrebbe essere oggetto di discussione, ovviamente sperando in uno slittamento anche di quest’ultima. 

Decreto Sostegni bis, pacchetto lavoro 

Si prospettano all’orizzonte anche ulteriori novità. La prima concerne il blocco dei licenziamenti e la seconda, un eventuale bonus per quanto riguarda le nuove assunzioni a tempo determinato di alcune categorie di lavoratori, in particolare i cassa-integrati, i disoccupati e i beneficiari del reddito di cittadinanza. 

Anche in questo caso però si tratta di uno sgravio contributivo, non quindi di immediata liquidità. Su un contratto di un paio di anni si potrebbe beneficiare di un incentivo fino a 4 mila euro, da portare in detrazione fiscale. 

Infine, verrà confermato fino al 30 settembre 2021 anche la proroga dello smart working semplificato, il lavoro cosiddetto agile di cui le aziende possono avvalersi per fronteggiare l’emergenza pandemica. 

Aiuti alle partite Iva: prestiti 

Tra le ultime proposte, quella di Giovanni Sabatini, direttore dell’ABI (l’associazione bancaria italiana). Potrebbe prospettarsi all’orizzonte la possibilità di una moratoria dei prestiti delle partite Iva ovvero una sospensione dei pagamenti fino almeno al termine di questo anno 2021. 

L’impatto della pandemia da Covid-19 è stato devastante anche dal punto di vista economico. Da un giorno all’altro infatti, con le aziende chiuse, l’economia si è fermata e questo ha generato un bisogno disperato di liquidità, per far fronte al pagamento delle spese e dei dipendenti. 

Le aziende hanno allora beneficiato dei prestiti agevolati e garantiti da parte dello Stato ma che comunque sia restano un prestito e, in quanto tale, va restituito.  

Ecco allora che ciò che si prospetta al momento, in qualità di ulteriori aiuti alle partite Iva, è una moratoria del pagamento delle rate fissate, in modo da sostenere l’imprenditorialità, permettendo quindi di continuare a vivere, in concomitanza all’arrivo di contributi a fondo perduto ad esempio o altre risorse. 

Ciò che si auspica però, una volta rientrati da questa crisi, è che gli aiuti alle partite Iva e previsti per le aziende non vengano tolti di netto e in maniera invasiva, ma con quella gradualità necessaria per permettere ai consumi di ripartire e alle aziende di riprendere le loro produzioni e attività nel minor tempo possibile.