La Riorma Fiscale è sicuramente stata la grande attesa dell’anno e, con il 2022 oramai alle porte, i contribuenti italiani potrebbero ritrovarsi con delle sorprese più o meno piacevoli.

Infatti, uno degli obiettivi principali della riforma è quello di semplificare le attuali aliquote Irpef, diminuendone il numero. In questo modo, si raggiungerebbe un taglio di ben 8 miliardi di euro di tasse.

Punto che ha subito fatto storcere il naso a Cigl, Cisl e Uil che sono subito andati alla carica in quanto il taglio avvantaggerebbe soltanto coloro con un reddito annuale elevato, escludendo lavoratori precari, stagionali, part-time, pensionati.

A tal proposito, secondo il Fatto Quotidiano Maurizio Landini della Cigl si è espresso in questi termini:

Per noi gli 8 miliardi devono andare tutti ai lavoratori dipendenti e pensionati e non è accettabile che dai 15 ai 30mila euro il ritorno sul piano della tutela del salario sia del tutto insufficiente [...] e chi prende 100mila euro di reddito all’anno abbia lo stesso vantaggio in termini economici di chi ne prende 20mila o 25mila.

I sindacati invitavano, poi, a una mobilitazione contro il nuovo sistema di aliquote Irpef e di tagli. Iniziativa che, tuttavia, non ha avuto il successo sperato perché la Riforma Fiscale, dopo una prima bocciatura, è stata approvata ed entrerà in vigore l’1 gennaio 2022, con scaglioni Irpef al seguito.

Quali sono le aliquote Irpef attuali?

Introdotta dalla Legge Tributaria del 1973, l’Irpef è l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche. Ecco la definizione completa che ne dà la Treccani:

IRPEF - Sigla di Imposta sul reddito delle persone fisiche, istituita con d.p.r. 597/1973, e ora disciplinata dal titolo I del d.p.r. 917/1986 [...], è l’imposta diretta sul reddito che colpisce le persone fisiche nell’ordinamento tributario nazionale. L’IRPEF ha carattere personale e progressivo; è un’imposta periodica dovuta per anni solari (e in alcuni casi per anni sociali), a ciascuno dei quali corrisponde un’obbligazione tributaria tendenzialmente autonoma.

Proprio il tema della progressività delle aliquote Irpef – cioè il fatto che la quota percentuale di reddito sottoposta a tassazione aumenti in base al reddito stesso – è stata al centro di tanti dibattiti che coinvolgono la Riforma Fiscale 2022.

Dunque, per comprenderla al meglio e capirne le conseguenze, vediamo come sono stati organizzati, finora, gli scaglioni Irpef.

Ad oggi, l’Irpef si è basato su cinque scaglioni con aliquote comprese tra il 23% e il 43% + la no tax area:

  • redditi fino ad 8.174,00 euro -> no tax area

  • redditi tra 0 e 15mila euro -> aliquota IRPEF al 23%

  • redditi tra 15.001 e 28mila euro -> è del 27%

  • redditi tra 28.001 e 55mila euro -> aliquote Irpef al 38%

  • redditi tra 55.001 e 75mila euro -> 41%

  • redditi superiori ai 75mila euro -> aliquota Irpef al 43%

Aliquote e scaglioni Irpef nel 2022

La Riforma Fiscale, pur mantenendo il criterio di progressività, introduce alcune novità soprattutto per quanto riguarda il secondo e il terzo scaglione Irpef: in linea di massima, possiamo dire che variano platea e aliquote Irpef, mentre incrementano le detrazioni.

Lo stesso Enrico Letta, infatti, sulle pagine de Il Sole 24 Ore sottolinea che:

La grande priorità è ridurre le tasse sul lavoro per spingere i contratti a tempo indeterminato. E anche aiutare le persone ad avere più soldi in busta paga [...] anche perché sono le più minacciate dall’inflazione.

Più nel dettaglio, questi sono i cambiamenti che aspettano i contribuenti italiani dal 2022gli scaglioni Irpef diventano quattro; è stata cancellata l’aliquota al 41%; le aliquote del 38% e del 27% vengono abbassate rispettivamente al 35% e al 25%; lo scaglione Irpef del 43% interessa a prescindere tutti i redditi superiori a 50mila euro.

Di seguito, riportiamo i nuovi scaglioni Irpef:

  1. redditi tra 0 e 15mila euro -> aliquote Irpef il 23%

  2. redditi 15mila e 28mila euro -> il 25%

  3. redditi tra 28mila e 50mila euro -> aliquota Irpef al 35%

  4. redditi oltre 50mila euro -> 43%

Inoltre, anche i limiti della no tax area vedranno alcuni cambiamenti: 8.174 euro per i lavoratori dipendenti, 5.550 euro (+700 euro rispetto ad oggi) per gli autonomi, 8.500 euro (+326 euro) per i pensionati.

Bisogna sottolineare che le percentuali per ogni scaglione si applicano solo al reddito in eccesso di quello scaglione stesso. Ossia, ipotizzando di avere un reddito annuo di 22mila euro, i primi 15mila euro saranno sottoposti all’aliquota Irpef del 23% (primo scaglione); i restanti 7mila al 25% (secondo scaglione). E così via per ogni fascia di reddito.

Il bonus fiscale integrativo

Dopo alcune voci sulla presunta intenzione di tagliarlo, l’attuale bonus integrativo è stato confermato, ma con alcuni cambiamenti che, di conseguenza, incidono anche sulla riduzione del cuneo fiscale.

Il trattamento integrativo, noto anche come Bonus Renzi, rimane fissato a 100 euro per il primo scaglione Irpef con redditi fino a 15mila euro, mentre verrà ridotto per quelli fino a 28mila euro. L’ammontare del bonus, che si basa sulla differenza tra imposta lorda e detrazioni, può raggiungere un massimo di 1.200 euro all’anno.

Detrazioni: cosa cambia per lavoratori e pensionati

Vediamo ora come cambiano le detrazioni per gli scaglioni Irpef che comprendono la maggior parte dei contribuenti italiani, ossia quelli in cui rientrano i lavoratori e i pensionati

Lavoratori dipendenti. In linea di massima, per i lavoratori dipendenti la detrazione minima va dai 690 ai 1.880 euro, ma l’ammontare definitivo varia in base al reddito ed è così calcolato:

  • redditi fino a 15mila euro -> 1.880 euro

  • redditi tra 15mila e 28mila euro -> 1.910+1.190 x (28.000-reddito)/(28.000-15.000) euro

  • redditi tra 28mila e 50mila euro -> 1.910 x (50.000-reddito)/(50.000-28.000) euro

Lavoratori autonomi. Liberi professionisti, titolari di partita Iva e d’impresa individuale non sono stati dimenticati dalla Riforma Fiscale e, anche per loro, cambiano alcuni elementi in termini di detrazioni e aliquote Irpef:

  • redditi fino a 5.550 euro -> 1.265 euro

  • redditi tra 5.500 e 28.000,00 euro -> 500+(1.265-500)x[(28.000-reddito)/(28.000-5.500)] euro

  • redditi tra 28.000 e 50.000 euro -> 500 x [(50.000-reddito)/(50.000-28.000)] euro

Un correttivo di 50 euro è inoltre previsto per coloro che presentano un Isee compreso tra gli 11mila e i 17mila euro annui.

Pensionati. Le nuove modalità di calcolo e aliquote Irpef interessano anche coloro che percepiscono un reddito da pensione. Infatti, dal 2022 le detrazioni sulle pensioni saranno distribuite in base ai seguenti scaglioni Irpef:

  • redditi per un massimo di 8.550 euro -> 1.955 euro (la detrazione deve essere come minimo di 713 euro)

  • redditi tra 8.500 e 28mila euro -> 700+(1.955-700)x(28.000-reddito)/(28.000-8.500) euro

  • redditi tra 28mila e 50 mila euro -> 700 x (50.000-reddito) / (50.000-28.000) euro

In tutti e tre i casi presentati, non sono previste detrazioni Irpef per scaglioni reddituali superiori ai 50mila euro annui.

Aliquote Irpef: un esempio di calcolo

Facciamo un esempio di calcolo teorico di detrazioni Irpef per un lavoratore dipendente che abbia un reddito annuo di 21mila euro. In base alla riforma fiscale, rientra nel secondo scaglione Irpef, che vede l’aliquota assestarsi al 25%.

Fino a 15mila euro sarà applicata l’aliquota Irpef al 23% corrispondente a 3.450 euro; i restanti 6mila (21mila - 15mila) sottostaranno all’aliquota Irpef del secondo scaglione, ossia quella al 25% per un ammontare di 1.500 euro. L’imposta totale sarà, dunque, di 4.950 euro (3.450 + 1.500).

La detrazione, invece, secondo la tabella di calcolo che abbiamo visto poco sopra, sarà di 2.550,77 euro all’incirca.

Sottolineiamo che i calcoli qui presentati delle aliquote Irpef e relative detrazioni sono puramente teorici in quanto esistono anche casi particolari che possono esulare da questi conti dai quali, per altro, non sono stati inclusi bonus e correttivi vari.

Consigliamo, dunque, di rivolgersi sempre a uno specialista competente per avere la conferma dello scaglione Irpef in cui si rientra e calcolare, in modo corretto per la propria situazione, il valore di imposte e detrazioni.

In sintesi, chi guadagna di più dall’Irpef 2022?

Entriamo nel cuore della riforma degli scaglioni Irpef, una bella patata bollente a cui il Governo Draghi ha dovuto far fronte tra scontenti e richieste da parte dei rappresentanti dei lavoratori.

Come riferisce il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ernesto Maria Ruffini a Il Corriere della Sera, lo scopo del Governo è quello di raggiungere una più equa rimodulazione delle aliquote Irpef – nei prossimi anni, infatti, potrebbero esserci altri cambiamenti: 

Il peso fiscale che grava sui cittadini non sembra equamente distribuito. Pensi che oltre il 90 per cento del gettito Irpef proviene da dipendenti e pensionati. E, allo stesso tempo, non possiamo trascurare che il 57% dei 41 milioni di contribuenti Irpef dichiara meno di 20 mila euro.

Detto ciò, lavoratori e pensionati sembrerebbero coloro che sono destinati a beneficiare meno delle aliquote Irpef 2022, a differenza dei dirigenti con un reddito già consistente che, invece, trarrebbero i vantaggi migliori.

Secondo i dati riportati da Repubblica, grazie alle nuove aliquote Irpef: 

Due terzi della platea ha un guadagno medio di 264 euro, ma si sale a 765 euro per chi ha un reddito imponibile tra i 42 e i 54mila euro. Il 20% di famiglie più povere tagliato fuori per l'incapienza

Ecco, in un breve video riassuntivo del Dott. Francesco Russo de L’imprenditore In-formato chi trarrà i maggiori vantaggi dai tagli Irpef 2022:

Nuove aliquote Irpef: quando entrano in vigore

La riforma delle aliquote Irpef, presentata già mesi fa, ha finalmente ricevuto il via libera dal Senato la vigilia di Natale e l’approvazione definitiva il 30 dicembre 2021, con il voto di fiducia al Governo.

Detto questo, il nuovo regime fiscale inizierà dall’1 gennaio 2022, ma sarà applicato effettivamente a partire da marzo, mese in cui avverrà anche un conguaglio per fare rientrare i conti relativi ai mesi di gennaio e febbraio.

In ogni caso, il passaggio alle nuove aliquote Irpef sarà ufficializzato dall’Agenzia delle Entrate in persona, tramite un chiarimento amministrativo che risponderà anche alle domande più frequenti sull’adeguamento delle addizionali, sull’assegno unico e sui nuovi scaglioni Irpef con relative aliquote.

Lo scopo è evitare la confusione in cui rischiano di cadere gli oltre 30 milioni di contribuenti italiani interessanti dalla nuova riforma del fisco.