Contenuto nel Family Act, approvato lo scorso 11 giugno 2021, l’assegno unico per le famiglie rappresenta una delle più importanti novità del Governo Draghi promosse per supportare i nuclei familiari con figli a carico.

Una nuova formula di incentivo economico pensato dal Governo per raggruppare tutte le agevolazioni che fino ad oggi sono state distinte e separate tra di loro.

Un assegno onnicomprensivo quindi che, a partire dal 1 gennaio 2022, coinvolgerà una platea molto vasta di nuclei familiari, comprendendo tra le altre cose anche quei lavoratori e quelle famiglie che fino ad oggi sono state escluse da tutti gli incentivi statali rivolti ai genitori con figli a carico.

In questo video di AmiraMondo vediamo più nel dettaglio di che cosa si tratta e quali sono le tempistiche per l’effettiva entrata in vigore del nuovo assegno: Assegno Unico Figli 2021: Tutte le informazioni.

 

Assegno unico ponte e universale: tutto quello che devono sapere le famiglie

Quello che è stato ideato dal Governo Draghi rappresenta una formula di supporto economico per le famiglie di tipo onnicomprensivo e capace di inglobare tutte le agevolazioni fino ad ora realizzate, e che per questo motivo prende il nome di universale.

Per ora però e fino alla fine del 2021 l’assegno unico sarà erogato solo nella sua forma “ponte”, ovvero in una fase di sperimentazione e temporanea dedicata esclusivamente ad alcuni nuclei familiari aventi diritto.

L’assegno unico universale rappresenta, ad oggi una forma di sostegno economico agglomerante ed importantissima per i nuclei familiari con figli minori a carico.

Il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, sottolinea infatti che

«Le risorse riservate all’assegno unico ammontano a oltre 21 miliardi, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti per le famiglie. L'assegno unico ci sarà anche negli anni a venire, è una di quelle misure epocali su cui non ci si ripensa l’anno dopo».

A mettere in chiaro quali siano le caratteristiche dell’iniziativa governativa e come si articoleranno le diverse fasi è stato Decreto Legge approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 4 giugno. 

In un primo momento, quindi ,come indicato all’interno del decreto attuativo “Misure urgenti in materia di assegno temporaneo per figli minori”, dal 1° luglio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 l’iniziativa sarà nella sua fase sperimentale con quello che è stato definito assegno ponte.

Si tratta in questa prima fase di una misura riservata a tutte quelle categorie che, ad oggi, non hanno preso parte a tutti i supporrei economici statali che sono stati proposti nell’orso del tempo per i nuclei familiari con figli a carico.

Come vedremo meglio nel dettaglio, però, l’assegno unico non sarà operativo al 100% ma sarà riservato unicamente alle famiglie che abbiano figli minorenni a carico, senza alcuna possibilità di estendere l’agevolazione anche figli fino a 21 anni, come previsto invece per la formula dell’assegno unico universale.

L’assegno ponte quindi funge sostanzialmente di supporto, in quest’ultimo semestre del 2021, per una platea di cittadini che sono stati a lungo esclusi, quali i liberi professionisti e i disoccupati.

È solo con il gennaio 2022 che l’assegno unico verrà esteso a tutti i lavoratori e a tutti i nuclei familiari con figli a carico che avranno nel frattempo provveduto ad inoltrare la domanda tramite la piattaforma dell’INPS.

In questo lasso di tempo comunque il Governo ha pensato all’integrazione dei benefici economici e delle detrazioni già esistenti per i nuclei familiari con figli a carico aventi diritto, aumentando sostanzialmente l’importo degli assegni al nucleo familiare.

Quali sono i requisiti per ricevere l’assegno unico universale?

I requisiti per poter richiedere l’assegno unico, sia nella sua formula universale che in quella temporanea, sono riportati nella circolare circolare INPS n. 93/2021 emanata il 30 giugno 2021,  che a sua volta si rifà al decreto attuativo del Family Act.

Innanzitutto, l’assegno unico può essere richiesto dai nuclei familiari con uno o più figli minorenni.

In questa categoria rientrano anche i figli minori di 18 anni  non naturali ma che siano stati adottati o si trovino in situazione di affido preadottivo.

Come ben dettagliato dalla circolare INPS, inoltre, l’agevolazione universale può essere richiesta anche nel caso in cui i genitori siano separati o divorziati, o nel caso in cui vi siano figure esterne che abbiano responsabilità genitoriale.

Altro requisito imprescindibile è che il nucleo familiare abbia certificazione ISEE con un valore pari o inferiore a 50.000 euro.

Al di là di questi due punti fondamentali, gli altri requisiti da rispettare per poter ottenere l’assegno familiare sono i seguenti:

  • essere cittadino italiano, o cittadino dell’Unione europea o di uno Stato esterno all’Unione europea. Nello specifico caso in cui la provenienza sia da uno stato estero, altro requisito è il possesso del permesso di soggiorno permanente o essere in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo,  per una durata pari o superiore ai sei mesi, che può essere richiesto per motivi di lavoro o di ricerca;
  • essere  residenti e domiciliati in Italia da almeno due anni, per un periodo anche non continuativo, o in alternativa essere titolari di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato, purché per una durata almeno semestrale;
  • essere in regola con i pagamenti dell’imposta sul reddito in Italia.

Genitori, divorziati o nonni: chi può ricevere l’assegno unico per la famiglia

Come già anticipato, la creazione dell’assegno unico universale è stata dettata dall’intento di venire incontro e supportare la genitorialità a 360°, includendo sia le categorie che fino ad oggi erano state escluse, sia tutti i casi in cui i figli minori fanno parte di un nucleo familiare in cui i genitori non siano conviventi.

In particolare infatti la circolare INPS n. 93/2021, pubblicata sul sito dell’ente propri alla vigilia dell’entrata in attività della piattaforma da utilizzare per procedere alla richiesta dell’assegno, sottolinea che l’assegno unico per le famiglie può essere richiesto anche nel caso in cui i figli minori (o in alcuni casi fino a 21 anni) anche nel caso di genitori separati o divorziati, o ancora nel caso in cui i minori siano stati affidati ai nonni.

Oltre al possesso di un’ISEE di valore ai 50.000 euro, infatti, l’altro requisito a cui deve rispondere il richiedente l’assegno è che questi sia residente nella medesima abitazione in cui vive il minore per il quale si effettua richiesta.

Infatti, il soggetto richiedente, che si tratti del genitore o di un nonno a cui il minore è stato affidato, deve essere coabitante o avere dimora abituale nello stesso comune del minore a carico. 

Andando più nel dettaglio, nel caso in cui i genitori siano separati o divorziati, per poter ricevere entrambi una quota dell’assegno è necessario che sia presente l’affido condiviso dei figli minorenni: solo in questo caso infatti l’assegno verrà equamente diviso.

E’ comunque possibile, nel caso in cui i genitori si siano messi preventivamente messi d’accordo, che l’assegno possa essere richiesto ed attribuito ad un solo genitore, preferibilmente quello con cui il minore convive, nel costante rispetto dell’interesse dei minori.

In ogni caso, nel momento in cui l’assegno deve essere equamente diviso tra i due genitori separati o divorziati, la procedura da seguire è stata dettagliatamente esplicitata dalla circolare del 30 giugno 2021 dell’INPS.

Ma l’assegno unico universale può essere richiesto anche dai nonni con nipoti minorenni a carico.

Questo rappresenta senza dubbio una novità importante rispetto alla normativa precedente.

Per poter procedere con la richiesta da parte dei nonni è fondamentale che vengano rispettato due requisiti:

  • l’affido dei minorenni deve essere sancito da un provvedimento di affido o il collocamento o accasamento etero familiare;
  • i minori affidati devono essere presenti nella certificazione ISEE del nucleo familiare dei nonni.

Se infatti il minore o i minori vivono con i nonni ma senza alcun provvedimento da parte di un giudice, l’assegno unico familiare potrà essere richiesto solo dai genitori, dal momento che legalmente i figli risultano essere a loro carico.

Come effettuare la domanda per l’assegno unico familiare

Per rendere più semplice e immediata la procedura di richiesta dell’assegno, il Governo ha provveduto a strutturare una piattaforma online che risulta essere già operativa, sulla quale tutti i genitori aventi diritto possono già inoltrare la domanda per poter poi richiedere l’assegno unico universale che verrà erogato dal 1 gennaio 2022.

Già a partire dal mese di luglio, infatti, sul sito dell’INPS è stata predisposta e attivata la sezione dedicata all’inoltro della richiesta dell’assegno unico per le famiglie con figli a carico.

Un’altra importante novità sottolineata dal Presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, è data dal fatto che sono stati di molto diminuiti i documenti richiesti per poter procedere all’inoltro della domanda.

Nello specifico, la domanda per l’assegno unico universale può essere richiesta attraverso tre vie:

  • Accedendo al sito dell’ INPS, nell’area riservata di ciascun contribuente con il proprio codice PIN, con lo SPID di livello 2 o superiore o con la Carta di identità elettronica 3.0 (CIE) o la Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
  • Tramite il Contact Center Integrato predisposto per questo servizio, che può essere contattato gratuitamente da rete fissa e chiamando il numero verde 803.164, oppure a pagamento da rete mobile tramite il numero 06 164.164;
  • In forma gratuita tramite l’aiuto di un patronato, al quale l’utente dovrà fornire tutti i documenti richiesti.