Aumenti Benzina: tutta colpa della doppia tassa! Cosa fare!

Aumento shock della benzina! Cosa sta succedendo? Come si muove il Governo? E, sopratutto, come difenderci? Scoprilo qui.

Sembra non esserci nessuna tregua per gli aumenti dei prezzi nel 2022. 

Infatti, oltre al caro bollette che ha visto aumenti vertiginosi dei prezzi di luce e gas, oggi siamo qui a parlare della benzina. 

Infatti, il pezzo dei carburanti, quindi sia benzina che diesel, ha raggiunto livelli da record toccando picchi che non vedevamo dal 2013. 

Insomma, non bastava il caro bollette che secondo le stime della CNA potrebbe portare esiti negativi per il 95% delle imprese italiane, ad aggravare la situazione si aggiunge anche il costo crescente della benzina. 

Oltre a ciò c’è da dire che ci troviamo già in un periodo contrassegnato da una grande instabilità economica, dovuta alla pandemia da Covid-19

In poche parole, un periodo da cancellare dalla nostra memoria al più presto. 

Ma quindi, cosa sta accadendo ai prezzi della benzina? Andiamo a comprendere meglio la situazione in questo articolo!

Aumenti benzina: quanto stanno salendo i prezzi?

È sempre più frequente vedere gli automobilisti stupiti dagli aumenti dei prezzi della benzina. Infatti, stando alle ultime stime, in Italia il pezzo della benzina è crescita di 2,43 centesimi. 

Si tratta di aumenti notevoli che hanno fatto in modo che raggiungessimo un picco che non vedevamo fin dal 2013. 

Lo stesso è accaduto per il costo del gasolio che in una sola settimana è aumentato dei ben 2,69 centesimi. Non si tratta certo di piccolezze. 

Tutto ciò sta facendo infuriare gli automobilisti italiani che si trovano a dover sostenere costi sempre più elevati pur ricevendo sempre lo stesso salario fisso.

Ovviamente, le maggiori associazioni dei consumatori stanno cercando delle soluzioni da parte del Governo Draghi in modo da poter sostenere gli automobilisti. 

Cosa potrebbe succedere? Andiamo a scoprirlo leggendo questo articolo.

Aumento del carburante: come grava sulle famiglie?

Ovviamente, coloro che ci rimettono sono sempre le famiglie. Infatti, si stima che verranno spesi circa 350 euro in più per il carburante. 

Ma non sono certo gli unici effetti che le famiglie dovranno fronteggiare. 

Davvero? Di cosa stiamo parlando? Te lo spiego subito. 

È bene sottolineare che ci saranno anche degli effetti indiretti causati dagli aumenti del carburante, quali gli aumenti dei prezzi dei prodotti che troveremo negli scaffali dei negozi. 

Maggiori costi logistici legati al trasporto, maggiori costi finali. Un rapporto di causa effetto al quale le famiglie non possono sfuggire, purtroppo.

È importante tenere a mente che la maggior parte dei prodotti che acquistiamo in Italia arrivano dall’estero e viaggiano su strada. Proprio per questo motivo, visti gli aumenti del carburante, si assisterà ad un incremento dei prezzi dei prodotti finiti che troveremo sugli scaffali dei negozi. 

Ma siamo sicuri che sia solo colpa degli aumenti del costo del petrolio? Andiamo a capire meglio per quale motivo il prezzo del carburante (quindi benzina e diesel) sta aumentando così in fretta nell’ultimo periodo. 

Doppia tassa sul carburante: gli effetti della doppia tassazione

Ebbene, andiamo a rispondere alla domanda “È tutta colpa del costo del petrolio?”.

Beh, ovviamente il prezzo del petrolio che si aggira intorno agli 87 dollari al barile sicuramente non aiuta i prezzi a calare, ma non si tratta dell’unico motivo per il quale i prezzi della benzina sono alle stelle. 

Infatti, ci sono numerose accise ed altre imposte applicate sui carburanti che vanno a comporre il 64% del prezzo finale!

Non una percentuale da niente, insomma. 

Secondo le stime della CGIA di Mestre, grazie alla ripresa dei trasporti e degli spostamenti avuta nel 2021, lo Stato italiano ha incassato circa un miliardo di euro grazie alle tasse applicate sui carburanti.

Anzi, per meglio dire, il miliardo di cui abbiamo appena parlato è stato ottenuto solo con l’applicazione dell’IVA al 22%. 

Tuttavia, dobbiamo considerare che sui carburanti vengono anche applicate altre accise, provocando, di fatto, una doppia tassazione. 

Ebbene, si tratta di un guadagno non da poco per l’Italia, soprattutto se pensiamo che la maggior parte delle merci si spostano su strada. 

La richiesta della CGIA di Mestre sugli aumenti della benzina!

La CGIA di Mestre è molto chiara nella richiesta che ha avanzato nei confronti del Governo Draghi. 

Infatti, viene richiesto al Governo di aiutare i cittadini italiani (in particolare coloro che lavorano tramite il trasporto via strada) istituendo un aumento del credito di imposta. 

Insomma, queste persone che utilizzano l’auto per lavoro, trasportando merci, non possono risentire in toto degli aumenti del carburante. 

Dopotutto, come abbiamo visto, lo Stato nel corso dello scorso anno ha guadagnato un miliardo di euro solamente con le tasse sul carburante. 

Perché non reinvestire quanto ottenuto per aiutare i cittadini a fronteggiare tali aumenti?

Caro Carburanti: quali sono le conseguenze indirette?

Ovviamente, oltre alle conseguenze dirette delle quali abbiamo ampiamente parlato, l’aumento dei prezzi della benzina e del carburante in generale causa delle ripercussioni di tipo indiretto sui cittadini. 

Infatti, come abbiamo affermato più volte, l’85% delle merci in Italia viene trasportata su strada e, di conseguenza, i prezzi di tali prodotti sono destinati ad aumentare al fine di coprire i costi legati al trasporto.

Secondo quanto espresso da Coldiretti, l’aumento dei prezzi dei carburanti potrebbe aggravare il gap che l’Italia deve affrontare per i costi del trasporto. 

Ma cosa significa un aumento dei costi del trasporto? 

Le conseguenze chi le andrà a pagare? L’azienda? Il trasportatore?

Ebbene, le conseguenze, come sempre, andranno a gravare sul consumatore finale. 

Infatti, i maggiori costi di logistica porteranno ad un incremento dei prezzi finali dei beni, in particolare della frutta e della verdura per le quali si stima un aumento del 35% del prezzo. 

Tutto ciò provoca il famoso fenomeno dell’inflazione, ossia della perdita del valore d’acquisto della moneta dovuto ad un aumento generale del livello dei prezzi. 

Questo significa che a fare le spese di questi pesanti aumenti saranno coloro che percepiranno redditi fissi e che, di conseguenza, con lo stesso salario poteranno acquistare una quantità inferiore di beni. 

Aumenti benzina e Governo: cosa bisogna fare?

Ebbene, il Governo è intervenuto cercando di calmierare tale aumento dei prezzi dei carburanti e, più in generale, dell’aumento delle bollette di luce e gas. 

Tuttavia, secondo quanto affermato da Assoutenti l’intervento del Governo Draghi è stato piuttosto deludente.

E cosa dovrebbe fare il Governo quando si tratta di aumenti dei carburanti?

Beh, in questo caso di soluzioni applicabili ce ne sono, solo che sembra che il Governo non voglia prenderle in considerazione. 

Alcuni esempi? Ridurre le accise o diminuire l’IVA sui carburanti che, come abbiamo visto in precedenza, rappresentano una doppia tassazione e costituiscono la maggior parte del costo che i consumatori finali vanno a pagare. 

Infatti, secondo le stime, le tasse applicate (quindi IVA + accise) rappresentano il 60% del prezzo che si deve pagare per un litro di benzina. 

Una percentuale che, in un periodo di crisi come quello attuale, potrebbe essere ridotta al fine di aiutare gli automobilisti. 

Aumenti benzina: un po’ di numeri

Ma quali sono i numeri di questi aumenti dei prezzi della benzina? Beh, secondo le stime realizzate dall’Unione Nazionale Consumatori, dall’inizio dell’anno un litro di benzina è aumentato di circa 6 centesimi, 5,90 per la precisione, mentre un litro di gasolio è aumentato oltre i 6 centesimi, ossia 6,18. 

Tutto ciò porta a degli aumenti notevoli se si va a considerare un intero anno, portando a circa 360 euro in più.

Francesca Ciani
Francesca Ciani
Copywriter, classe 1998. Appassionata di marketing, digital e pubblicità fin da bambina, dopo un percorso di ragioneria, ho ottenuto una laurea in Comunicazione, Media e Pubblicità presso l’Università IULM di Milano e, successivamente, ho conseguito un master in Marketing Management. Troppo creativa per essere ragioniera, troppo analitica per essere un’artista: sono diventata social media manager e seo copywriter. Parlo tanto, scrivo ancora di più e ho sempre miliardi di idee.
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