Chi pensava che l’aumento delle bollette sarebbe stato interrotto dal governo Draghi si sbagliava di grosso. Pochi giorni fa, infatti, il governo Draghi aveva deciso di finanziare il costo delle bollette per far fronte al loro aumento improvviso, riuscendo a racimolare i finanziamenti dai diversi fondi attualmente in vigore ed inutilizzati.

Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri anticipava al 2021 tutte le spese previste per il 2022, comprese quelle che riguardavano l’aumento delle bollette. Per molte aziende, infatti, un aumento delle bollette, già care, sarebbe disastroso soprattutto a causa della crisi che stiamo vivendo per merito della pandemia.

Ma, purtroppo, è stato un nulla di fatto. Nonostante il Presidente Draghi avesse mostrato piena solidarietà e avesse previsto il suo impegno nell’aiutare gli italiani nell’affrontare serenamente le feste natalizie, purtroppo si dovrà fare i conti anche con l’aumento delle bollette.

In questo provvedimento, il governo aveva previsto anche dei fondi destinati a finanziare l’acquisto dei vaccini anti Covid 19 ed altri fondi destinati a finanziare i fondi Rete ferroviaria italiana. Quest’ultimi con i fondi del governo avranno modo di pagare i debiti con le banche.

Mentre gli italiani dovranno affrontare l’aumento delle bollette da soli, le aziende avranno modo di pagarle a rate. I ricchi sempre più ricchi ed i poveri sempre più poveri! Ma vediamo insieme cosa ha in mente di fare il governo in merito.

Aumento delle bollette in arrivo? Il governo Draghi fa un passo indietro

Il governo ha ritirato il suo impegno per diminuire il prezzo delle bollette. L’incremento delle risorse che era stato reso pubblico proprio poche ore fa dal ministro Cingolani, il ministro della transizione ecologica, alla fine non avrà luogo.

La Consiglio dei ministri lo stesso ministro dell’economia, Daniele Franco, aveva confermato lo stanziamento di 3,8 miliardi destinati a pagare gli aumenti delle bollette di luce e gas previsto a partire da gennaio 2022, ma sarà un nulla di fatto. 

Non ci sarà nessun impegno del governo in questo senso. E chi se lo aspettava ha sbagliato di grosso. Le critiche non sono mancate. Anche il ministro cingolani non se lo aspettava ed è rimasto deluso dall’accaduto. 

Secondo http://www.huffingtonpost.it/ Cingolani stesso era più che convinto che il governo avrebbe fatto tutto il possibile per venire incontro alle esigenze degli italiani, invece, non è stato così:

“In Consiglio dei ministri porteremo un aumento dello stanziamento per il caro energia. Cerchiamo di fare un’ulteriore facilitazione per i clienti vulnerabili, che sarà nel pacchetto in arrivo”

Una comunicazione che è stata fatta nel pomeriggio alla Commissione Attività produttive della Camera e Industria del Senato. Ma al termine del Consiglio dei ministri nessuno si aspettava questo volta faccia. Una nuova proposta è stata però messa sul tavolo, che è ancora da vagliare, ovvero la rateizzazione delle bollette. Ma non per tutti. Solamente per le attività commerciali e per le aziende.

Anche qui, ancora non è comprensibile se la rateizzazione possa valere davvero per tutte le attività commerciali e le aziende, o solamente per quelle che sono in gravi difficoltà economiche. Per questo, dovremmo aspettare nuove notizie.

Aumento delle bollette: i finanziamenti messi a disposizione dal governo Draghi

Il governo aveva previsto un finanziamento di 3,8 miliardi di euro destinati a coprire le spese previste per il caro belletta già in atto e previsto per il primo trimestre del 2022.

Di questi, 1,8 miliardi saranno destinati a finanziare le spese delle utenze fino a 16kw/h; 600 milioni saranno, invece, destinati per abbassare le aliquote Iva del gas al 5%, mentre le aliquote di sistema verranno azzerate; 900 milioni saranno destinati a coprire gli oneri delle bollette delle famiglie economicamente svantaggiate. 

Non sono venute meno le critiche dei consumatori che a ragione si sono sentiti presi in giro e non considerati. Viviamo una crisi economica senza precedenti ed il governo decide di ritirare i miliardi di finanziamenti che aveva precedentemente promesso. Una vergogna!

Questi sono alcuni dei commenti che i consumatori hanno postato sui social di Unione Nazionale dei consumatori:

“Ci sentiamo presi in giro. Ci avevano illuso che ci sarebbe stato uno stanziamento maggiore e invece, a quanto pare, siano ancora fermi a 3,8 miliardi. Ne servono molti di più. Solo oggi il Pun ha toccato un nuovo primato di quasi 350 euro a MWh e il gas è salito del 4% sui mercati europei"

Certamente il governo sta spendendo il suo impegno in altre battaglie, ma non dovrà abbandonare gli italiani dinnanzi questa ulteriore stangata. Tuttavia, bisogna anche ricordare che già a settembre il governo aveva emanato un decreto taglia-bollette in cui finanziamenti messi a disposizione erano di ben 3 miliardi si euro, però, a fronte di un aumento di 9 miliardi nelle bollette.

Invece, andando ancora un po’ indietro di qualche mese, a luglio lo stesso governo Draghi aveva ridotto le bollette dell’elettricità e del gas rispettivamente del 10% e del 15,3% a fronte di un aumento di 62 e di 13 euro a famiglia, nelle bollette di luce e gas.

Purtroppo, il prezzo delle bollette non potrà essere azzerato ed il governo può coprire soltanto una parte dell’aumento previsto, quindi, l’aumento in bolletta lo vedremo comunque, ma non sarà mai quello che effettivamente poteva esserci senza i fondi messi a disposizione dal governo.

Tuttavia, il passo indietro stavolta c’è stato e ne dobbiamo tenere conto.

Risparmio sulle bollette per le aziende e per le famiglie in difficoltà economiche

L’impegno del governo in merito al caro bollette verrà meno. Tutti i miliardi che inizialmente aveva messo a disposizione sono svaniti come fumo al vento. Tuttavia, sul tavolo delle proposte se n’è aggiunta un’altra, ovvero la rateizzazione delle bollette per le attività commerciali e per le aziende che si trovano in gravi difficoltà economiche.

Il risparmio sarà previsto anche per le famiglie economicamente svantaggiate. Da questo si deduce che i fondi saranno limitati e che non tutti potranno richiedere la rateizzazione delle bollette della luce e del gas. Il gas continuerà ad essere caro per tutti, famiglie e imprese, soprattutto durante i primi tre mesi del 2022.

A causa dei mancati accordi con la Russia, il prezzo del gas è aumentato alle stesse. L’Italia è il paese che attualmente è messo meglio degli altri paesi europei: lo stock di gas presente in Italia è tra l’85% ed il 90%. Le scorte non mancano. Gli impianti, anche prima dei prelievi, risultavano pieni al 66, 78%.

E la quantità di gas messa a disposizione corrisponde a 72 miliardi di metri cubi di gas, 17 miliardi di metri cubi in meno. Questa quantità, tuttavia, dovrebbe garantirci di riscaldarci almeno per tutto l’inverno.

Aumenti in bolletta: i costi delle riserve di gas

Come molti sapranno già, il nostro paese per la maggior parte dei casi acquista gas naturale dalla Russia ed energia elettrica nucleare dalla Francia e questo ha certamente dei costi per tutti noi. L’energia elettrica in Italia ci costa circa 270 euro a megawatt/ora.

Mentre, in altre parti d’Europa l’energia elettrica costa molto meno, ovvero 130 euro a megawatt/ora, proprio perché non vi sono compresi oneri di trasporto della materia prima, o oneri legati alla produzione. Inoltre, in altri paesi europei possono godere di fonti energetiche differenti dalle nostre.

Ma perché in Italia non si passa definitivamente alle rinnovabili? Il costo delle fonti rinnovabili attualmente è molto alto perché si basa sul prezzo delle altre fonti, per essere competitivo. Inoltre, le energie rinnovabili da sole non possono garantire il fabbisogno energetico di milioni di famiglie italiane.

Proprio per questo, infatti, il nostro paese, così come anche la Spagna, la Romania e la Grecia, hanno chiesto di riequilibrare i prezzi delle fonti rinnovabili. Questa proposta ha però avuto una risposta negativa da parte della Germania, Danimarca, Austria e Paesi Bassi.

Quindi quali saranno le alternative? 

“L’idea è di aumentare la produzione nazionale a spese dell’importazione a parità di totale consumo del gas, massimizzando ciò che noi abbiamo già la possibilità di estrarre”

Questa è stata la proposta del ministro Cingolani in merito. Il ministro stesso ha anche ipotizzato di sfruttare al massimo i nostri giacimenti, in modo da utilizzare le risorse che attualmente ci rimangono e che sono rimaste inutilizzate. Però questo non vorrà dire trivellare di più. Non verranno aperti nuovi giacimenti, ma verranno sfruttati solamente quelli già esistenti.

Ma questa soluzione accontenterà gli ambientalisti? E’ una scelta saggia per l’ambiente sfruttare così pesantemente i nostri giacimenti? Nel frattempo, si stanno anche studiando nuovi accordi con altri paesi.

La dipendenza energetica del nostro paese

Fino a quando non riusciremo ad autoprodurci energia elettrica in modo autonomo saremo sempre dipendenti dagli altri paesi. Saremo costretti a stipulare sempre nuovi accordi e a contrattare prezzi, rischiando anche di doverci accontentare di pagare molto di più.

La dipendenza energetica nel nostro paese è pari al 61% secondo l’Eurostat, ma questa è una media europea. La percentuale italiana è molto più alta. Il nostro paese acquista l’80% delle risorse e consuma ben 73 miliardi di metri cubi all’anno.

Ma dove arrivano le risorse? Abbiamo già accennato che l’energia nucleare arriva dalla Francia, mentre il 40% del gas arriva dalla Russia.

Dobbiamo aggiungere anche le risorse proveniente dal Qatar (10%), dalla Norvegia (9%), dall’Algeria (19%) e dagli Stati Uniti (3%).