Allarme bancomat: dal 1° luglio addio prelievi! Per chi!

Lo stop dei bancomat registrato per città. I numeri dei conti correnti stritolati dalle banche fanno paura. Una fotografia del 2020 che fa ben comprendere la grave incidenza nelle tasche degli italiani. Parliamo della chiusura di circa 831 bancomat sul territorio italiano. La Banca d’Italia ha stilato un numero di 23.482 filiali presenti in Italia, facendo registrare -3,4% rispetto al 2019. Un crollo decisivo, il più forte degli ultimi 25 anni

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Lo stop dei bancomat registrato per città. I numeri dei conti correnti stritolati dalle banche fanno paura. Dati che emergono da una rilevazione riportata dal quotidiano La Stampa. Una fotografia del 2020 che fa ben comprendere la grave incidenza nelle tasche degli italiani. Parliamo della chiusura di circa 831 bancomat sul territorio italiano. La Banca d’Italia ha stilato un numero di 23.482 filiali presenti in Italia, facendo registrare -3,4% rispetto al 2019.

Un crollo decisivo, il più forte degli ultimi 25 anni. Basti pensare che nel 1996 le filiali registrare nelle città italiane si attestavano intorno a 24.421.

Dati che mostrano come sia cambiata la gestione delle banche che prevedono sul territorio nazionale un istituto di credito ogni 2.522 cittadini. Nello stesso momento, si evince che su 7.904 città italiane, all’incirca 2.802 risultano carenti di filiale, ne consegue che in assenza di uffici di credito come contropartita non vi sono i bancomat.

Allarme bancomat: nuovi disagi per i correntisti

Il crollo del gigante americano Lehman Brtohers nel 2008, trascinò con sé facendo colare a picco 34.139 istituti di credito. Da quell’evento in Italia si è portata avanti un calo progressivo di filiali. In sostanza, dalla mazzata del 2008 alla pandemia il quadro non è cambiato più di tanto. Ad oggi, si registra una dei peggiori contrazioni degli ultimi 25 anni.

In sostanza, da un semplice conteggio emerge che il taglio relativo alle casse automatiche ha riguardato un numero di -10.650 bancomat rapportati al 2008.

Su un media nazionale registrata nel 2020 risulta un numero ridotto di sportelli sul territorio nazionale pari al -3,4% rapportati al 2019. Occorre, sottolineare che le percentuali registrate in 11 Regioni superano la media, secondo il seguente ordine, la Valle d’Aosta registra un -6,3% con un taglio delle filiali dal 79 al numero 74.

Segue la Liguria che si attesta al -5,8% con una riduzione degli sportelli automatici da 677 al numero 638. Poi, dall’Abruzzo dove si registra un -5,7% un taglio sugli sportelli bancomat da 526 al numero 496. Di seguito la media peggiora con numeri in ribasso delle filiali, l’Emilia Romagna si attesta a -5,5%, la Basilicata registra -5,4%, la Sicilia annota -4,4, il Friuli Venezia Giulia rileva una riduzione del -4,0%, il Piemonte si attesta a -3,9% l’Umbria registra -3,7% la Sardegna annota -3,7% e il Lazio che rileva -3,5%.

Le regioni che di meno hanno risentito del taglio delle filiali, troviamo la Puglia che registra -2% con una diminuzione degli sportelli bancomat di circa 22 unità, registrando un numero da 1.077 a 1.055 rapportato al 2019. Sulla stessa linea il Trentino Alto Adige che registra -2,3% passando da 736 al numero di 719 filiali presenti sul territorio, la Lombardia che annota -2,4% registra un numero di 4.699 a fronte di 155 bancomat chiusi, nonostante i numeri resta la regione in cui si registra la maggiore presenza d'istituti di credito.

Il record di maggior presenza di filiali viene registrano nelle regioni del Sud Italia che si accaparrano il +57,15% degli sportelli automatici su un numero totale di 13,424. Mentre, gli uffici si attestano al +21,8% su un numero totale nazionale di 5.122.

L’analisi eseguita da Kpng mette in evidenza una netta proporzione non necessariamente legata alla densità della popolazione regionali, ma alla base spunterebbe una particolare predisposizione all’eduzione finanziaria.

In sostanza, i cittadini sono motivati alla pianificazione dei risparmi e degli investimenti affidandosi alle filiali degli istituti di credito.

Dal 1° luglio stop ai prelievi al bancomat

La chiusura massiccia delle filiali bancaria ha prodotto uno scivolo a favore dell’home banking. La FinecoBank è stata la prima banca a imporre un cambio repentino ai propri clienti. Infatti, ha preannunciato diversi mesi orsono la chiusura immediata dei conti correnti privi di movimentazioni d'investimento o finanziamento, un discorso diretto anche ai correntisti con una giacenza media di 100.000 euro. Si tratta, di una misura che indirizzi in modo drastico il correntista ad aderire alle proposte bancarie.

L’Unicredit ha incalzato i suoi propri clienti con un’altra batosta, ossia l’aumento delle spese di gestione legate al canone mensile sino a toccare il limite del 70%.

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Banca ING: niente più bancomat dal 1° luglio

La banca olandese ha predisposto la ricostruzione delle proprie filiali, con l’effetto della chiusura dei bancomat in varie città. I clienti potranno usufruire degli sportelli automatici disposti presso le filiali ING sino alla data fissata per il 30 giugno 2021.

D’altra parte, si tratta di misure ferree per ridurre la circolazione del denaro liquido. Per ora, la ING è il primo istituto di credito a operare un’azione così massiccia. È possibile che ben presto sia il capostipite di una lunga serie.

La data del 1° luglio 2021 per molti correntisti della banca olandese rappresenta la data che porta al cambiamento delle operazioni bancarie connesse a prelievi e versamenti. Infatti, da tale date per poter entrate nelle filiali ING sarà necessario prendere un appuntamento o una prenotazione.

In altre parole, il correntista può raggiungere la banca olandese solo utilizzando il canale online dal sito dedicato all’ING accedendo alla propria Area Riservata seleziona il riquadro “contattaci”. Solo in questo modo, potrà prenotare un appuntamento seguendo la linea di due direttive ben precise, tra cui:

  • richiedere il consenso all’attivazione di prodotti finanziari, bancari o assicurativi;
  • richiedere il consenso all’attivazione di prodotti d'investimento.

Disponibili per i clienti tutti i servizi online accessibili dal sito ING, app, chat e così via.

La ING chiude le filiali presenti nelle seguenti città spostandole presso altre sedi sempre nelle medesime città, tra cui:

  • zona di Roma Salaria, Tuscolana, Napoli, Padova, Milano, Bologna;
  • la filiale di Torino si adatta alle nuove regole.

La ING chiude definitivamente le filiali presenti in diverse città, tra cui:

  • le filiali di Trieste, Mestre, Vicenza, Genova, Firenze, Cagliari, Catania, Bergamo, Verona, Monza

Con il blocco dei bancomat vendono meno diversi servizi, tra cui:

  • blocco dei prelievi presso gli sportelli automatici attraverso la carta di debito, prepagata o di credito;
  • blocco prelievi o versamenti di liquidità o assegni presso gli sportelli automatici.

Le operazioni innanzi descritte potranno essere eseguite attraverso altre modalità, tra cui:

  • prelievi o versamenti attraverso i circuiti disposti presso altre casse automatiche, quindi, utilizzando i servizi disposti dagli altri istituti di credito. Venendo meno il circuito della banca olandese vengono aggiunti dei costi per le operazioni di prelievi o versamenti come stabilito in sede contrattuale;
  • gli assegni vanno versati a mezzo servizio postale, inviando un’assicurata a ING presso la Casella Postale 10632 – 20159 Milano.

Banca ING: rimodula il Conto Arancio

ING a partire dal 1° luglio 2021 non consentirà più ai propri correntisti l’uso del servizio di alimentazione del Conto arancio. Per le operazioni di prelievo sarà necessario eseguire un bonifico o un giroconto.

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Conto corrente: chiusura di 62 bancomat ING

A far data dal 1° luglio 2021, la banca olandese provvederà a chiudere sul territorio italiano ben 62 bancomat. I correntisti si troveranno con le filiali e le casse automatiche dismesse.

La banca olandese punta nello spostare il flusso dei momenti di bancari (prelievo o versamenti) verso i servizi online. Un’operazione che coinvolgerebbe all’incirca 1,3 milioni di correntisti italiani. Nello stesso tempo, chi rifiuta l’adeguamento ai canali informatici può per le proprie operazioni bancarie avvalersi di altri istituti di credito versando una commissione, così come previsto dal contratto.

Le spese vengono applicante in base alla data in cui il correntista ha firmato il contratto con la banca olandese. Ciò significa che non tutti i correntisti pagano lo stesso costo. Infatti, i clienti che hanno aperto un conto corrente presso la ING in una data antecedente a novembre 2018 non pagano commissioni per importi superiori al valore massimo di 50 euro. Per importi inferiori a tale limite viene applicata una spesa aggiuntiva del valore di 0,45 su operazione.

Per i clienti che hanno aperto un conto corrente presso la ING dopo novembre 2018 non pagano spese di commissioni se hanno attivato l’accredito della pensione o dello stipendio per un importo maggiore di 1.000 euro mensili.

I clienti che non rientrano nelle date innanzi descritte, pagano una spesa aggiuntiva di 0,75 euro per operazione.

La banca olandese ING ha attivo il numero 02.89.66.59.87. In presenza di malfunzionamenti del sito, oppure dell’app è funzionante il numero 800.71.71.73 (raggiungibile da rete fissa), mentre per la rete mobile o estero è attivo il numero 02.999.67.89.

Per il momento, la decisione di dismettere i servizi inerenti le casse automatiche che portano alla chiusura di bancomat e filiali è un discorso che investe prettamente la banca ING. Le altre banche sono escluse dagli interventi innanzi descritti.