Beni come macchinari o immobili che l'azienda acquista per un utilizzo pluriennale vengono chiamati beni strumentali. Si tratta di beni a medio/lungo ciclo di utilizzo che contribuiscono all'attività aziendale per un periodo che supera quello d'esercizio. Possono essere materiali (attrezzature, impianti, ecc.) o immateriali (marchi, brevetti, ecc.) ma tutti sono destinati alla gestione caratteristica dell'impresa. I costi dei beni strumentali sono di competenza di più esercizi, pur potendo rappresentare un ricavo se venissero ceduti a terzi in sede di disinvestimento, quando la loro funzione produttiva si esaurisce.

L'azienda (o il professionista) può acquisire questi beni essenziali per l'attività acquistandoli da terzi oppure prendendoli in affitto, leasing, usufrutto, comodato d'uso gratuito. Le finalità per cui l'impresa acquisisce i beni strumentali possono essere diverse: attività tecnico-produttive, amministrative, di vendita. Possono, oltretutto, servire a sostituire macchinari obsoleti oppure incrementare e migliorare l'efficienza produttiva.

Beni strumentali e ammortamento

Il costo sostenuto (in un'unica soluzione o meno) per i beni strumentali di utilizzo pluriennale viene spalmato per gli anni durante cui contribuiscono all'attività produttiva di esercizio. Si parla, perciò, di ammortamento, pratica fiscale e contabile con cui le spese vengono ripartite in diversi anni. Per costo ammortizzabile in 5 anni di un macchinario, ad esempio, si intende che la spesa va suddivisa per 5: ne consegue che un quinto del costo graverà in ogni esercizio partecipando al risultato aziendale. Se si potesse detrarre l'intero costo sostenuto per un bene strumentale in un solo esercizio, tale agevolazione fiscale incentiverebbe le imprese all'acquisto. Detrarre fiscalmente in un solo esercizio il 100% delle spese sostenute per acquistare un bene strumentale anziché in 5 o 10 anni scaricandolo dalle imposte in un'unica soluzione significherebbe per l'azienda beneficiare di un notevole vantaggio fiscale.

Esistono delle eccezioni in tal senso: il fisco consente detrazioni in un unico esercizio per l'acquisto di beni del valore inferiore ai 516,46 € (IVA esclusa). Tale operazione viene chiamata superammortamento. Non sono ammortizzabili i beni che non hanno un'utilità pluriennale (beni non strumentali). La durata dell'ammortamento dipende da quella di utilizzo del bene: tale principio vale ai fini civilistici, in sede di redazione del bilancio. Invece, la normativa fiscale prevede durate standard di ammortamento a seconda del settore di attività dell'impresa e del tipo di bene acquistato (in base a determinati coefficienti di ammortamento).

Coefficienti di ammortamento

Per ogni bene strumentale, il Ministero delle Finanze ha stabilito determinati coefficienti di ammortamento. Ad esempio, la percentuale di ammortamento per gli immobili è del 3%, per i computer è del 20%, per i veicoli il 25% e così via. Per la corretta individuazione e gestione, bisogna fare riferimento al Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR). L'ammortamento dei beni strumentali interessa sia le imprese sia i professionisti. L'utilizzo di questi beni e l'ammortamento variano a seconda dei regimi fiscali scelti dall'impresa o dal professionista. In caso di regime forfettario, l'ammortamento non è previsto: i costi sostenuti sono forfettizzati, il calcolo dei costi è forfait in base all'attività svolta ed in percentuale sul fatturato. Nel regime dei minimi, invece, l'ammortamento secondo i coefficienti ministeriali standard è possibile.

L'unica differenza è che, in questo regime fiscale, l'azienda o il professionista non possono possedere tali beni al di sopra di una certa soglia di valore (fino a 20.000 euro), pena la decadenza del regime fiscale prescelto. Attualmente, la legge prevede agevolazioni e incentivi per determinate categorie di beni strumentali. Ad esempio, il Piano Nazionale Industria 4.0 prevede un'agevolazione per beni materiali e immateriali strumentali legati alla trasformazione digitale e tecnologica (software, macchinari all'avanguardia, robot). Per questo tipo di beni, la durata di ammortamento è ridotta. La nuova legge Sabatini consente alle PMI di richiedere un contributo allo Stato sugli interessi dei finanziamenti richiesti per acquistare beni strumentali.

Beni strumentali materiali e immateriali, durata di ammortamento

Un bene strumentale può essere materiale o immateriale. I beni strumentali materiali vengono a loro volta suddivisi in mobili (veicoli commerciali e industriali, impianti, macchine e arredi d'ufficio, ecc.) e immobili (fabbricati, magazzini, negozi, uffici, capannoni).  Riguardo ai beni mobili strumentali si prevede un ammortamento in pochi anni (entro i primi 10 anni di utilizzo), mentre per quelli immobili la durata di ammortamento è più lunga (talvolta, fino a 50 anni). Per le immobilizzazioni immateriali (marchi, brevetti, diritti di utilizzo di opere dell'ingegno come i software, ecc.), la durata dell'ammortamento varia a seconda della velocità con cui perdono valore diventando obsoleti oppure dalla durata del diritto (brevetto, licenza).

Beni strumentali per natura o destinazione

C'è un'altra distinzione da fare. I beni strumentali si possono suddividere in altre due categorie: per natura o per destinazione. I beni strumentali per natura sono utilizzati attraverso una trasformazione radicale: sono sempre ammortizzabili anche se non vengono usati direttamente nel ciclo produttivo. Al contrario, quelli per destinazione vengono impiegati esclusivamente nell'esercizio, nell'ambito del processo produttivo sia a titolo di proprietà sia optando per la locazione (pagando periodicamente una certa somma) o per il leasing. In caso di locazione, non si prevede ammortamento in quanto l'azienda non sostiene un costo per l'acquisto.

L'impresa può, però, detrarre fra i costi le spese dei canoni versati in un determinato esercizio. In caso di leasing, l'azienda può godere del bene strumentale pagando un canone periodico (che comprende spese di assicurazione e manutenzione) con la possibilità di  riscattarlo a fine contratto pagando un maxi canone. Con il leasing, il titolare dell'impresa può usufruire del bene come se fosse di sua proprietà senza immobilizzare l'intero importo pagando in un'unica soluzione.