A causa della diffusione del virus, il governo ha introdotto da mesi il blocco sfratti, misura prorogata anche per il 2021. Si tratta di una delle molte misure di tutela dei cittadini che sono state applicate dallo scoppio della pandemia per limitare i danni sociali correlati alla crisi economica.

Il blocco sfratti è stata una di quelle misure che ha subito più proroghe, nel corso dei mesi sia nel 2020 che nel 2021. La misura consiste nell'impossibilità per i proprietari di casa di sfrattare gli inquilini che occupano l'immobile.

Il blocco sfratti è stato introdotto per garantire, soprattutto nei mesi più difficili a causa del lockdown, che nessun inquilino venisse sfrattato perdendo così la propria abitazione.

Questa misura ha tutelato per mesi gli inquilini in contratti di affitti, nonostante i proprietari ne ricevessero il mancato incasso della mensilità relativa al canone. Il paradosso che emerge negli ultimi mesi riguarda la continuazione del blocco sfratti, nonostante le riaperture delle attività e degli spostamenti, che se da un lato tutela gli inquilini negli affitti, dall'altro danneggia di molto i proprietari.

Alla luce di un mercato immobiliare difficile come quello attuale, il blocco sfratti, concomitante al pagamento dell'IMU sulle case messe in affitto, risulta quasi come un paradosso. Almeno questo è quello che pensa chi tutela interessi dei proprietari. La situazione è delicata, andiamo a vedere perché.

Canoni di affitto non pagati e blocco sfratti

Il paradosso che andiamo ad analizzare riguarda proprio la situazione che i proprietari di immobili si trovano di fronte nel momento in cui gli inquilini non pagano la mensilità dei canoni degli affitti. Dato il momento di forte crisi economica nel nostro paese, non è raro trovarsi nella situazione in cui l'inquilino non riesce a pagare il canone per il mese di affitto.

Non potendo di fatto i proprietari avvalersi dello sfratto come strumento per arginare il problema, essendo ancora attivo il blocco sfratti, si trovano di fatto con le mani legate, nonostante sia comunque richiesto il pagamento della tassa sugli immobili, ovvero l'IMU.

Ricordiamo che questa particolare tassa riguarda tutti gli immobili che i proprietari mettono in affitto tramite contratti di locazione. L'IMU, a carico del proprietario, generalmente non si applica sulle prime case, mentre è una tassa che è presente per le seconde e per tutti gli immobili su cui vengono imposti affitti.

Con il Decreto Sostegni bis ci si aspettava che fosse introdotta una agevolazione per i proprietari che si sono trovati in difficoltà in quanto gli inquilini si sono dimostrati impossibilitati dal pagamento del canone. Come spiega Confedilizia.it, i proprietari si possono trovare in questa situazione:

“In sostanza, anche chi non ha pagato (e non paga) il canone, continua per legge ad occupare la casa che ha in affitto anche da 12 mesi, e continuerà così (almeno) per altri 4 mesi, per un (possibile) totale di 16 mesi (un anno e 4 mesi).”

Decreto Sostegni bis: la fine del blocco sfratti ancora rinviata

La fine del blocco sfratti è stata ancora posticipata dal Decreto Sostegni bis. Il nuovo decreto infatti ha garantito un'altra proroga al blocco sfratti per morosità. Secondo le misure prese dal Decreto Sostegni bis, il blocco degli sfratti verrà tolto a scaglioni.

Questo significa che i primi inquilini a poter essere sfrattati sono quelli sui provvedimenti antecedenti a febbraio 2020, prima dello scoppio della pandemia. In questo caso si potrà procedere a giugno.

Per quanto riguarda invece le situazioni in cui i provvedimenti di sfratto sono stati emessi da febbraio a settembre 2020, la proroga è estesa fino a fine settembre 2021. Per i provvedimenti presi da ottobre a giugno 2021 bisognerà aspettare la fine dell'anno per poter procedere con gli sfratti.

Sicuramente questi tipi di misure vanno a favore degli inquilini, che trovandosi in difficoltà economica non riescono a provvedere al pagamento del canone di locazione.

Chi difende le categorie di proprietari di immobili, si aspettava che insieme a queste misure venissero introdotte anche delle agevolazioni a sostegno degli stessi proprietari, almeno nello snellimento della tassa IMU sulle abitazioni.

Ma così non è stato, e Confedilizia non si ritiene soddisfatta. L'associazione tutela da sempre i proprietari di casa, e il prolungamento del blocco degli sfratti non è stato preso con positività da questa categoria.

Il parere di Confedilizia sul blocco sfratti

Secondo Confedilizia, chi non ha pagato il canone continua grazie al blocco sfratti ad occupare la casa che è stata messa in affitto dai proprietari, come abbiamo visto sopra. Dall'altro lato i proprietari si trovano a dover pagare l'IMU e tassazioni correlate come se continuassero a ricevere il pagamento degli affitti dagli inquilini. Siamo di fronte in questo caso, secondo Confedilizia, ad un vero e proprio paradosso.

Il pagamento dell’IMU è previsto per i proprietari di immobili entro il 16 giugno, almeno per quanto riguarda la prima rata. C’è chi si appella nuovamente al governo, chiedendo che vengano presi provvedimenti per fermare quella che viene vista come una vera e propria ingiustizia.

Secondo chi tutela i proprietari, la beffa la si può ritrovare su diversi fronti: primo tra tutti il pagamento imminente dell’IMU, ma non è l’unica preoccupazione. L’altro problema è quello che riguarda l’impossibilità di proporre l’immobile a nuovi inquilini, proprio a causa del blocco sfratti.

Il presidente di Confedilizia ha dichiarato:

“Ci saremmo aspettati una qualche forma di aiuto così come era stato annunciato. Invece non c'è né un risarcimento né uno sgravio fiscale e qualcosa che sconcerta.”

IMU 2021: le esenzioni

L’attuale governo Draghi tuttavia ha garantito alcune esenzioni in più dal pagamento dell’IMU per l’anno corrente, in particolare sugli immobili ad uso di imprese. La prima rata non verrà pagata da alcune specifiche categorie, indicate in questo articolo.

Tra gli esonerati dal pagamento dell’IMU ci sono i proprietari di immobili utilizzati per stabilimenti termali, sale da ballo, agriturismi, villaggi, case vacanza, e immobili legati ad attività e manifestazioni. Rimangono esclusi dal pagamento anche gli immobili come la prima casa, quelli di cooperative in casi particolari.

Tuttavia le esenzioni non prendono in considerazione i proprietari di immobili ad uso di locazione di inquilini. Come spiega Tg24.sky.it per i proprietari si avvicina la prima rata dell’IMU:

“A pagare la prima rata saranno i proprietari di prime case comprese nelle categorie catastali A1- A/8 e A/9, ovvero le cosiddette case di lusso, e i proprietari di immobili diversi dall'abitazione principale.”

Il calcolo della tassa IMU inoltre non viene variato dagli anni precedenti, e vengono applicate le aliquote specifiche per ciascun comune.

Aumentano le segnalazioni dei proprietari sugli affitti non pagati

I proprietari di immobili continuano a segnalare casi di mancato pagamento del canone di locazione degli immobili posti in affitto, e la situazione si collega direttamente alla crisi economica da cui ancora l’Italia non è uscita, nonostante le riaperture.

Il paradosso dei proprietari che continuano a pagare per gli immobili da cui non ricevono rendita da mesi è definito come illegittimo dalle associazioni di categoria, che cercano soluzioni per il problema, chiedendo anche un nuovo supporto dal governo.

La situazione è delicata, anche perché la soglia di povertà nel nostro paese purtroppo si è alzata drasticamente a causa della pandemia. E spesso non bastano i sostegni erogati dal governo.

Tuttavia il Decreto Sostegni bis ha introdotto numerose misure per poter sostenere la ripresa delle attività, ripresa che possa garantire una stabilizzazione economica che va a favore dei cittadini italiani, anche nel pagamento dei canoni di affitto.

Bonus affitti 2021: non solo blocco sfratti

Oltre al blocco sfratti prorogato, il governo aveva introdotto già con il primo Decreto Sostegni il bonus affitti per chi dichiara di trovarsi in affitto in una abitazione considerata prima casa.

Il bonus affitti di fatto è un contributo, a fondo perduto, rivolto ai proprietari che riducono la somma del  canone di affitto agli inquilini. Sono stati stanziati per il bonus affitti 50 milioni di euro, a cui il proprietario può attingere per la somma complessiva annua massima di 1.200 euro per ogni locatore.

La rinegoziazione dei canoni degli affitti deve essere alla base del bonus affitti, e comporta di fatto una riduzione del canone, non un suo annullamento. Questo vuol dire che nel caso di mancato pagamento, il proprietario si trova ancora senza soluzioni, permanendo il blocco sfratti.

Le associazioni di categoria accolgono le segnalazioni dei proprietari e stanno portando avanti le richieste soprattutto per ottenere un’esenzione almeno parziale dell’IMU sugli immobili posti in affitto, tuttavia la situazione rimane ancora molto incerta.

Blocco sfratti: morosità antecedenti il Covid-19

La prospettiva di Confabitare, associazione a difesa dei proprietari di immobili, riguarda anche la differenza tra morosità causate dalla pandemia e morosità antecedenti:

“Così facendo, però, si sceglie di mettere sullo stesso piano le c.d. “morosità incolpevoli” (fra le quali rientrano a pieno titolo quelle dovute al Covid) dalle morosità senza giustificazione.”

Secondo l’associazione, il problema riguarda anche le morosità antecedenti l’arrivo della pandemia, messe sullo stesso piano di quelle causate inevitabilmente dalla crisi conseguita con la diffusione del virus.

Il rischio quindi sarebbe quello di non veder tutelati i proprietari degli immobili indipendentemente dal tipo di morosità e dal periodo di riferimento. I proprietari degli immobili generalmente possono essere disposti a ricontrattare il canone di affitto, o a venire incontro alle esigenze degli inquilini, nel caso in cui l'impossibilità di pagare gli affitti sia da ricondurre alla crisi conseguente alla pandemia.

Ma si può dire la stessa cosa su quei canoni non pagati antecedenti allo scoppio della pandemia, e quindi senza giustificazione?