Il bollo auto è la tassa automobilistica che più di tutte divide gli italiani, tantissimi sono contrari ad essa e a discapito delle innumerevoli sanzioni a riguardo molti non pagano regolarmente il dovuto e si ritrovano a dover ricevere, in alcuni casi, perfino una cartella esattoriale in merito. 

Il pagamento del bollo auto è diventato un argomento virale anche a seguito della decisione intrapresa dal governo di fare un taglio alle cartelle esattoriali dell’Agenzia delle entrate, cartelle che coprono un lasso di tempo che va dal 2000 al 2010 e nella quale rientrano anche i pagamenti insoluti del bollo auto. 

Nelle ultime settimane quest’argomento è stato molto dibattuto, soprattutto anche per via del suo inserimento all’interno della Legge di Bilancio 2022 e nonostante le voci che erano arrivate purtroppo il bollo auto non sparirà come si aveva preannunciato, si pensa principalmente per problemi legati al budget. 

Sicuramente la decisione di non sospendere il bollo auto è stata molto discussa e sarà dipesa da molti fattori, uno può essere stato il fatto che nel 2020 le entrate dell'erario italiano sono diminuite drasticamente, una dimininuzione pari al 5,3%.

Abbiamo visto che il bollo auto rimarrà ancora anche nel prossimo anno ma subirà delle modifiche; si sta discutendo proprio negli ultimi giorni sull’opzione di cancellare le esenzioni che esistono ancora sul pagamento del bollo auto, per esempio in merito alle auto storiche oppure ai guidatori con disabilità.

Per fortuna non tutte le categorie sono interessante a questi cambiamenti, ma vediamo assieme cosa è stato inserito nella bozza della Legge di Bilancio 2022 in merito al bollo auto, cosa cambierà davvero e cosa invece resterà tale, il tutto nel corso di quest’articolo. 

Bollo auto: come funziona la tassa automobilista italiana

Il bollo auto è il tributo che devono pagare tutti coloro che possiedono un veicolo, che sia auto o motociclo, importante è che sia immatricolato in Italia

La scadenza per il proprio bollo auto fa riferimento in esclusiva alla data di immatricolazione e alla tipologia di veicolo, di conseguenza non esiste una data uguale per tutti ma occorre informarsi in base al proprio veicolo. 

Il bollo auto viene calcolato in base al proprio veicolo, in particolare si calcola a seconda della potenza del proprio veicolo, l’importo da pagare varia quindi in base ai kilowatt (kW) del proprio veicolo, che sono indicati sul libretto di circolazione. 

Assieme ai kilowatt l’altro elemento che serve per calcolare l’importo da pagare del proprio bollo auto è la classe ambientale del proprio veicolo. 

Le classi ambientali dei veicoli in Italia si suddividono in Euro 0, 1, 2, 3, 4, 5 e 6; a seconda della classe alla quale si appartiene vi è poi un costo a kilowatt, e ovviamente più la vostra macchina apparterà ad una classe ambientale bassa, meno sarà costoso il vostro bollo auto. 

Un metodo molto comodo e veloce per sapere a quanto corrisponde l’importo da pagare del nostro bollo auto è quello di utilizzare la procedura online dedicata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per scoprire l’importo vi basterà inserire il numero di targa del proprio veicolo sul sito e dopo pochi semplici passaggi vi verrà fornita la cifra da pagare dell’anno corrente. 

Ricordiamo sempre che assieme alla cifra da pagare è importante tenere sempre sott’occhio le varie scadenze, onde evitare di incorrere in sanzioni, multe o addirittura il ritiro del proprio veicolo. 

Bollo auto: a quali sanzioni si può andare incontro?

Come abbiamo visto nel capitolo precedente se non viene pagato il bollo auto si può incorrere in sanzioni o multe anche piuttosto consistenti, vediamo assieme quali sono. 

La cosa più comune che può succedere è quella di dimenticarsi di pagare la tassa automobilistica entro i termini prescritti, in questo caso si può comunque procedere al pagamento in ritardo, aggiungendo una percentuale in base al numero di giorni di ritardo

Le sanzioni sono articolate in questo modo: 

  • Pagamento del bollo con 15 fino a 30 giorni di ritardo + 1,5%;
  • pagamento del bollo con 31 fino a 90 giorni di ritardo +1,67%;
  • pagamento del bollo con 90 giorni fino ad 1 anno di ritardo +3,75%;
  • pagamento del bollo con oltre 1 anno di ritardo +30%.

Cosa succede se si va a tardare ulteriormente il pagamento? Dopo i tre anni di ritardo sui pagamenti arriva l’avviso da parte dell’Agenzia delle Entrate, la famosa casella esattoriale, nel caso in cui non si proceda al pagamento si diventa soggetti a riscossione coattiva.

Questo significa che si può arrivare al fermo amministrativo del proprio veicolo e, nella peggiore delle opzioni, al pignoramento del proprio conto corrente, nei casi più estremi si può arrivare alla cancellazione del veicolo presso il Pubblico registro automobilistico (PRA) questo significa che bisognerebbe immatricolare di nuovo il proprio veicolo per poter circolare ancora. 

Bollo auto: i cambiamenti previsti nel 2022

Quello che abbiamo già annunciato è che il governo di Mario Draghi ha preso la decisione nel corso della legge di Bilancio 2022 di porre alcune modifiche nei confronti delle normative che riguardano la regolamentazione del bollo auto. 

La prima modifica della quale si è molto parlato riguarda i veicoli storici che attualmente possiedono un’esenzione pari al 50% per tutti coloro che possiedono un’automobile o motociclo che è stato immatricolato tra 20 e 29 anni fa. 

È bene sottolineare cosa si intende per veicolo storico, in quanto un veicolo per essere definito tale, non deve solo essere “datato” ma anche avere i se un interesse da un punto di vista storico o collezionistico, e soprattutto non essere utilizzato per scopi lavorativi o di impresa. 

Bisogna poi possedere un attestato, che può essere rilasciato solo da enti qualificati, che testimoni il fatto che il veicolo in questione sia effettivamente classificato come veicolo storico. 

Tale attestato sarà poi certificato anche sul libretto di circolazione del veicolo stesso. 

In ogni caso non sono interessati a questo taglio tutti i possessori dei veicoli storici che hanno più di 30 anni, per questi l’esenzione è ancora assicurata. 

A quanto pare quest’esenzione può ritenersi a rischio per l’anno 2022, anche se sappiamo che nei prossimi 5 anni molti possessori di particolari veicoli potranno non dover più pagare il bollo auto. 

Bollo auto: cosa cambierà per i possessori della legge 104 

Un'altra esenzione che potrebbe essere a rischio per il 2022 è quella legata ai possessori della legge 104, anche se riguarda solo delle particolarità. 

Vogliamo ricordare prima di tutto che l’esenzione del pagamento del bollo auto si riferisce ai possessori della legge 104 solo se:

  • Il veicolo è intestato direttamente alla persona disabile;
  • il veicolo è intestato ad un famigliare che è a carico o si fa carico fiscalmente del soggetto disabile. 

Quando parliamo di famigliare a carico ci riferiamo solo a soggetti che hanno un proprio reddito inferiore a 2.840,51 euro, nel caso in cui il famigliare in questione sia un figlio, il reddito può arrivare a 4.000 euro

Esistono poi delle categorie specifiche di soggetti possessori della legge 104 che possono ottenere l’esonero ovvero:

  • I soggetti sordi al 100% e non vedenti;
  • i soggetti con problemi a deambulare molto gravi;
  • i soggetti che portano un handicap mentale. 

Esistono delle specifiche che riguardano anche la tipologia di veicolo, infatti, i possessori di legge 104 per avere l’esonero devono possedere un veicolo che presenta queste caratteristiche:

  • Deve avere una cilindrata non superiore ai 2,000 cc se benzina;
  • deve avere una cilindrata non superiore a 2,800 cc se diesel;
  • non può superare i 150 Kw se mezzo elettrico. 

Inoltre, i veicoli che beneficiano dell’esenzione possono esclusivamente essere automobili, autocaravan, motoveicoli ed autoveicoli. 

Tutti i soggetti sopra indicati saranno nuovamente interessati all’esonero del pagamento del bollo auto anche nel prossimo anno, il 2022. 

Per poter usufruire dell’esenzione bisogna sempre comunicare entro 90 giorni dalla scadenza all’ufficio Aci del proprio paese o comunque nella propria regione, la richiesta di esonero. 

Bollo auto: dal 30 novembre al via alla rottamazione dei bolli non pagati

La data del 30 novembre è davvero molto attesa per tantissimi, può essere definita come la data della pace fiscale, in quanto è stata scelta per dare il via alla rottamazione di tantissime cartelle esattoriali. 

In particolare le cartelle della quale stiamo parlando sono quelle notificate dall’Agenzia delle entrate con un importo inferiore ai 5.000 euro e che sono state inviate e notificate nel lasso di tempo che va dal 2000 al 2010. 

Questa cancellazione è stata decisa nel corso dei decreti di sostegno bis e appunto vi rientrano anche tutti i bolli auto che non sono stati pagati in quel periodo di tempo descritto. 

La decisione è stata presa in quanto si è voluto sostenere i cittadini che hanno avuto gravi problemi durante la crisi dovuta alla pandemia da covid-19, e quindi alleggerirli dai pensieri di questi debiti che molte volte sono stati causati dalla crisi stessa. 

Un altro motivo è sicuramente quello di aiutare il compito dell’Agenzia delle entrate, dove molte volte il costo nella gestione di determinate cartelle esattoriali è superiore all’importo che il contribuente dovrebbe versare allo stato. 

Un fatto importante è quello legato al reddito, infatti quest’annullamento è rivolto solo ai cittadini che nel 2019 hanno avuto un reddito annuo inferiore a 30.000 euro

La cancellazione delle caselle esattoriali è già iniziata, indicativamente il 20 agosto 2021, i cittadini vedranno concludersi quest’operazione entro il 30 novembre, quindi tra pochissimi giorni.

Come scoprire se si è rientrati nei tagli, nessuno cittadino riceverà alcuna notifica di avvenuta cancellazione, per controllare la propria condizione bisognerà controllare direttamente il proprio fascicolo fiscale, sulla quale non saranno più riportati i debiti insoluti.

La consultazione del proprio fascicolo fiscale può essere eseguita direttamente sul sito dell’Agenzia delle entrate a partire dal 1 dicembre 2021.