La confusione riguardo ad una fantomatica abolizione del bollo auto è dilagata un po’ ovunque su internet nell’ultimo mese. La tassa di proprietà sui veicoli, che colpisce una percentuale altissima degli italiani, non è però in procinto di essere rimossa dal governo. 

Mario Draghi non rimuoverà il bollo auto, ma il suo governo ha effettivamente varato una norma che riguarda il la tassa di proprietà sui veicoli. Esiste infatti una legge che entrerà in vigore il 31 ottobre, e che esenta alcuni contribuenti da pagare il bollo auto, ma non quello dovuto per quest’anno o i successivi. 

Si tratta di un condono, stabilito dal decreto sostegni varato a luglio, che in realtà non riguarda soltanto il bollo auto. Il condono stralcia tutti i debiti con la pubblica amministrazione accumulati tra il 2000 e il 2010 a determinate condizioni di entità del debito e reddito del debitore, sia esso persona fisica o impresa. 

Il bollo auto 2021 andrà quindi pagato regolarmente, secondo quanto prevede la propria normativa regionale. Ecco tutte le indicazioni sul pagamento, online e di persona, sul calcolo, sulle esenzioni e sul condono del bollo auto. 

Bollo auto, cosa è e come funziona

Il bollo auto, più correttamente tassa automobilistica, è una tassa di proprietà che grava su chiunque possieda un veicolo immatricolato in Italia. È a favore delle regioni, e viene pagata in base alla propria residenza. 

L’importo del bollo non è uguale per tutti. Varia da veicolo a veicolo, in base alla potenza, espressa in chilowatt dello stesso. Questo rende la tassa più equa e progressiva, andando a gravare di più su chi possiede automobili più performanti, che sono solitamente più costose. La natura locale della tassa influisce sull’ammontare da pagare, che varia quindi di regione in regione. 

Esistono casi in cui un automobilista può essere esentato dal bollo auto. Quello più comune è l’acquisto di un’auto a basso livello di inquinamento, come quelle a metano o GPL. Diverso il discorso per le auto elettriche, che pagano la tassa per i primi 5 anni dall’immatricolazione e poi hanno uno sconto del 75% sulla tariffa piena. 

Queste esenzioni rivelano anche la funzione ecologica della tassa, che disincentiva l’acquisto di veicoli inquinanti. Difficilmente però queste esenzioni funzionano a livello nazionale. La natura regionale della tassa comporta che ogni ente che la riscuote abbia ampia autonomia nel determinare a chi destinare sconti e incentivi. 

Altri casi in cui si verifica un’esenzione dal bollo auto, in questo caso a livello nazionale, riguardano l’invalidità del possessore del veicolo. In questo caso l’esenzione è totale. Le auto d’epoca ricevono invece uno sconto del 50% sulla tassa regionale. 

Bollo auto, la fake news sull’abolizione 

Il bollo auto è una tassa importantissima per le regioni. È una fonte fondamentale di entrate, e per questo è impossibile che sia abolita. Questo dovrebbe bastare per assicurare che la notizia dell’abolizione circolata in questi mesi sia falsa.  

Oltre all’importanza delle entrate, abolire il bollo auto andrebbe contro agli sforzi per ridurre le emissioni. Come abbiamo visto infatti, la tassa automobilistica è utilizzata per disincentivare l’acquisto di auto più potenti, e quindi più inquinanti. Se invece si acquista un’auto ecologica si va incontro a detrazioni ed esenzioni. 

Ma come è stato possibile quindi che una notizia così assurda si diffondesse così in fretta? C’è fondamentalmente stato un malinteso. Alla fine di questo mese ci sarà una cancellazione che riguarderà il bollo auto, ma non quello da pagare nel 2021. Si tratta di un condono, che in realtà riguarda tutti i debiti con la pubblica amministrazione, accumulati da alcuni contribuenti entro l’anno 2010.

Il bollo auto quindi non è stato cancellato, ed è praticamente impossibile che una cosa del genere succeda in futuro. Al contrario il governo, come vedremo in seguito, ha escogitato nuovi modi per assicurarsi che questa tassa non venga evasa. 

Bollo auto, come funziona il condono

Il 22 luglio del 2021 il governo approvava il decreto Sostegni Bis, al fine di dare un’ultimo aiuto alle aziende e ai privati che avevano sofferto per la pandemia e per le chiusure che essa aveva causato. Tra queste misure è previsto un condono di tutti i debiti con la pubblica amministrazione sotto una certa cifra, accumulati nel decennio 2000-2010. 

Per accedere a questo condono bisogna avere determinati requisiti. Il primo è quello dell’entità del debito, che non deve mai superare i 5000 euro totali, inclusi interessi e multe accumulati negli anni. Il secondo è che il contribuente o l’impresa che vogliono vedersi i propri debiti condonati non devono aver fatturato o guadagnato più di 30.000 euro lordi annui nell’anno fiscale 2019. 

Il condono vale per tutti i debiti contratti con la pubblica amministrazione, quindi in esso ricade anche il bollo auto. Lo stralcio avverrà il 31 ottobre, la data che tanto ha circolato in questi mesi, in maniera del tutto autonoma, senza che il contribuente debba richiedere nulla. 

Questo stralcio rientra nella logica che ha portato i vari governi a favorire la rateizzazione delle cartelle esattoriali e i vari altri piccoli condoni avvenuti nel contesto della rottamazione delle cartelle. Il principio è quello di lasciare da parte l’integrità legale, che vorrebbe che lo stato perseguisse i morosi e i debitori, per far prevalere una logica più economica. 

Riscuotere le cartelle esattoriali costa parecchio. Serve denaro, tempo e risorse umane, e l’Agenzia delle Entrate Riscossione non ha risorse infinite. È inoltre molto più improbabile riuscire a riscuotere piccoli debiti vecchi di dieci anni, che non ottenere qualcosa dalla lotta all’evasione più recente. 

In sostanza, andare a riscuotere questi debiti costerebbe allo stato più di quanto i debiti stessi valgano, e quindi per facilitare il lavoro all’Agenzia delle Entrate e liberare risorse si preferisce condonare. In questo modo si viene anche incontro alle famiglie e alle aziende con piccoli debiti, che si vedono tolto un peso di fatto a costo zero. 

Bollo auto, come pagarlo

Quindi il bollo auto del 2021 bisognerà comunque pagarlo, ecco quindi una rapida guida su come fare. Prima di tutto dato che la tassa è riscossa a livello regionale, anche alcune modalità di pagamento variano a seconda della regione in cui si risiede. 

La prima differenza a livello regionale sta nelle date di pagamento. Quasi ovunque il bollo va pagato un mese dopo l’immatricolazione dell’auto, a scadenza annuale. Questo a meno che non si risieda o in Piemonte o in Lombardia. In questo caso esistono date prestabilite annuali in cui pagare: 

  • entro il 20 gennaio 2021 se il bollo è scaduto a dicembre 2020;
  • entro il 31 maggio 2021 se il bollo scade ad aprile 2021;
  • entro il 30 settembre 2021 se il bollo scade ad agosto 2021. 

Stabilita la data del pagamento, si passa ai metodi di pagamento. Le principali innovazioni in questo campo sono state introdotte all’inizio del 2020, nell’ambito della digitalizzazione della Pubblica Amministrazione spinta dalla pandemia. Oltre ai metodi tradizionali di pagamento, come recarsi nella propria  banca o agli  sportelli ATM abilitati, presso gli uffici postali e punti vendita di SISAL e Lottomatica, è possibile pagare con l’identità digitale. 

Grazie a SPID o alla carta d’identità elettronica CIE, è possibile accedere all’app IO o al sito dell’ente abilitato alla riscossione del bollo. L’unica differenza con il passato è che ora questo è l’unico mezzo di accesso accettato per pagare con PagoPA. 

Un’altra innovazione che riguarda il pagamento del bollo auto è uno strumento contro l’evasione. Dal 2020 infatti a gestire i dati della riscossione della tassa automobilistica regionale è il PRA, Pubblico Registro Aci. Incrociando i dati in possesso di Aci con quelli pubblici sarà possibile scovare evasori e furbetti che non hanno mai pagato il bollo.  

Calcolo bollo auto, come risparmiare il 15%

Tramite alcuni strumenti online è anche possibile calcolare a priori quanto si dovrà spendere. Ci sono infatti alcune variabili, oltre alla regione di residenza. La prima variabile è la potenza della propria auto, calcolata in chilowatt, segue poi il livello di emissioni. Queste sono le tariffe attuali:

  • Euro 0: 3,00 euro/kW fino a 100 kW e 4,50 euro/kW al di sopra dei 100 kW
  • Euro 1: 2,50 euro/kW fino a 100 kW e 4,35 euro/kW al di sopra dei 100 kW
  • Euro 2: 2,80 euro/kW fino a 100 kW e 4,20 euro/kW al di sopra dei 100 kW
  • Euro 3: 2,70 euro/kW fino a 100 kW e 4,05 euro/kW al di sopra dei 100 kW
  • Euro 4: 2,58 euro/kW fino a 100 kW e 3,87 euro/kW al di sopra dei 100 kW
  • Euro 5: 2,58 euro/kW fino a 100 kW e 3,87 euro/kW al di sopra dei 100 kW
  • Euro 6: 2,58 euro/kW fino a 100 kW e 3,87 euro/kW al di sopra dei 100 kW

A queste va poi aggiunto il superbollo, una addizionale che fu introdotta nel 2012 e che comporta un sovrapprezzo di 20 euro per ogni chilowatt di potenza oltre i 185. Per un calcolo completo del bollo della propria auto è possibile consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate o dell’ACI.  

Esistono alcune esenzioni e sconti a livello regionale, che possono comportare una riduzione del bollo. Di queste l’unica a interessare potenzialmente tutti i contribuenti è quella offerta dalla regione Lombardia. I residenti in questa regione possono infatti scegliere di domiciliare presso il proprio conto corrente il pagamento del bollo. In questo modo non solo il pagamento della tassa avverrà in automatico, ma ci sarà uno sconto del 15%.  

Nelle altre regioni gli sconti riguardano soltanto determinate condizioni. In Piemonte si è esentati dal bollo fino al 2022 in caso di acquisto di una vettura Euro 6 sotto i 100 kw con rottamazione di una vecchia auto. In Liguria i veicoli ibridi sono esentati per quattro anni, cinque in Piemonte, tre in Veneto. Le auto elettriche sono completamente esentate dal bollo in Molise per quattro anni, con uno sconto del 75% al quinto anno.