Il Governo Draghi cancella il bollo auto? È una delle notizie del momento, ma espressa così sarebbe una fake news, anche se certamente non dispiacerebbe agli automobilisti, che male la digeriscono, sentendola come una “tassa sul possesso” (un po' come il canone Rai, che va pagato per il solo fatto di avere uno strumento in grado di ricevere i programmi televisivi). Il bollo auto viene cancellato solo per quanto riguarda le quote non pagate a partire da oltre dieci anni fa. E' una delle misure previste dal Decreto Sostegni bis, e a precise condizioni. Tra poco vedremo quali sono.

Quando è nato il bollo auto

Tra l'altro, il bollo auto ha più o meno la stessa età della televisione italiana: come ricorda  il sito Automaurig.it, quella che allora si chiamava “tassa di circolazione” fu introdotta in un progetto di legge nel 1952 che prevedeva anche un testo unico sulle tasse automobilistiche, e fu approvata nel 1953, in un D. P. R. (Decreto del Presidente della Repubblica) del 5 febbraio di quell'anno, che istituiva appunto un testo unico sulle tasse automobilistiche. Forse con l'intenzione che queste servissero a finanziare le infrastrutture legate appunto alla circolazione dei veicoli, come la manutenzione delle strade. Cosa che, almeno secondo il sentire comune, normalmente non avviene. A volere questa misura fu il Governo De Gasperi, mentre Presidente della Repubblica era Luigi Einaudi. Solo dopo il bollo auto divenne tassa regionale (le Regioni furono effettivamente istituite dal punto di vista amministrativo nel 1970).

Il bollo auto non viene cancellato

La tassa “bollo auto”, peraltro di competenza regionale, in realtà non viene eliminata dal Decreto Sostegni Bis (ora convertito in legge) ma viene condonata per quanto riguarda gli arretrati, e a precise condizioni, come ricordano per esempio i siti it.motor1.com e contocorrenteonline.it. Ne ha parlato anche un quotidiano generalista come il Corriere della sera.

Quindi il bollo auto per il 2021 si continuerà a pagare, salvo provvedimenti in senso diverso delle singole Regioni. Non si tratta di un “ristoro” direttamente legato al periodo della pandemia e del lockdown, come quello che avevano escogitato alcune assicurazioni per andare incontro ai loro clienti costretti a lasciare ferma la macchina nei mesi in cui non si poteva nemmeno uscire di casa. 

Condono sul decennio 2000 - 2010

La misura adottata dal Governo Draghi con il Decreto Sostegni bis riguarda invece le quote dovute e non pagate nel periodo 20000 – 2010, per i debiti fino a 50000 Euro calcolati al 23 marzo 2021, compresi interessi e sanzioni. Con due condizioni precise: per individuare se si rientra nel periodo interessato dal condono, il riferimento non è alla scadenza della tassa non pagata, ma alla notificazione della cartella esattoriale. Inoltre occorre che il debitore – persona fisica o giuridica che sia, vale dunque anche per le imprese – abbia dichiarato nel 2020, con riferimento al 2019 – un reddito non superiore ai 30000 Euro

Ci pensa l'Agenzia delle Entrate

La procedura burocratica partirà il 20 agosto prossimo e terminerà a fine novembre. Il singolo cittadino non dovrà fare altro che verificare nell'area personale del sito dell'Agenzia delle Entrate se i propri debiti arretrati saranno stati cancellati. Infatti sarà l'Agenzia delle Entrate a occuparsi della verifica degli aventi diritto al condono, a partire dalla registrazione dei codici fiscali dei contribuenti interessati. E anche a comunicarlo alle Regioni, in quanto il bollo auto è una tassa regionale.

Futuro incerto per il superbollo

Quello che invece potrebbe davvero essere cancellato, ma non c'è nulla di certo, è il “superbollo”, introdotto nel 2011 e poi esteso a tutte le vetture oltre i 185 Kw. il motivo è che si tratta di una tassa per cui “il gioco non vale la candela”: lo Stato fa una gran fatica a riscuotere il superbollo, che dà anche luogo a un introito limitato. Vedremo nei prossimi mesi se l'eliminazione del superbollo rientrerà nella riforma fiscale del Governo Draghi. Intanto, anche il superbollo rientra nel condono concesso dal Decreto Sostegni Bis, alle stesse condizioni descritte in precedenza.

Condonate anche le multe, ma non tutte

Nel condono per gli automobilisti, invece, per lo stesso periodo di bollo e superbollo rientrano anche le multe, escluse quelle collegate a un'infrazione che prevede come sanzione una condanna penale (per esempio, la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolico superiore allo 0,8 grammi per litro) se la sentenza relativa è già passata in giudicato, ossia è definitiva.
Per completezza d'informazione va aggiunta ancora una cosa. Noi qui ci concentriamo sul bollo auto, ma il condono deciso con il Decreto Sostegni bis del Governo Draghi riguarda più in generale le somme iscritte a ruolo, cioè i debiti contratti con lo Stato e non saldati da cittadini e imprese nel periodo 2000 – 2010, entro i 5000 Euro, e per i contribuenti che hanno dichiarato nel 2020 per il 2019 un reddito inferiore ai 30000 Euro.

Agevolazioni regionali

Siccome il bollo auto è una tassa regionale, è opportuno anche verificare le misure prese dalle singole regioni. Per esempio la Lombardia rimborserà il bollo auto 2020 alle imprese iscritte nel Registro delle Imprese, per tutte quelle attività per le quali l'auto è considerato strumento di lavoro (a partire quindi da taxi e NCC e gli autisti di autobus, ma anche tutte le microimprese. Inoltre il bollo auto pagato con domiciliazione bancaria in Lombardia viene scontato del 15%. La Campania per la stessa scelta del contribuente riconosce uno sconto del 10% sull'importo del bollo auto.

Un'idea: il bollo legato all'uso dell'auto

Abbiamo detto che il bollo auto è una delle tasse peggio “digerite” dagli italiani, che non ne capiscono il senso e la considerano penalizzante, una specie di “tassa di possesso”. D'altra parte, per necessità ma anche per passione, sono in pochi a rinunciare ad avere almeno una macchina. E quindi tasse come bollo e superbollo sono per lo Stato una facile occasione per ottenere introiti. 

Difficile quindi pensare a una loro cancellazione in assoluto; potremmo però immaginare una rimodulazione, magari più legata all'uso effettivo del mezzo, come fanno per esempio alcune compagnie di assicurazione. Certo, questo comporterebbe un controllo capillare dei nostri spostamenti, ci vorrebbe un sistema tipo “scatola nera” in tutte le macchine, che rilevi tempi e magari modi dell'effettivo impiego del mezzo. D'altra parte potrebbe essere questa una scelta in direzione della transizione ecologica: meno usi l'auto, meno inquini, meno paghi. Chissà che a qualche Regione, o al Governo stesso, non venga un'idea del genere...

Il resto del Decreto Sostegni bis

Se la sanatoria su multe e bollo auto, oltre che sulle altre somme iscritte a ruolo entro 5000 Euro, è una delle misure del Decreto Sostegni bis del Governo Draghi, su cui ci siamo concentrati in questo articolo, va detto che ce ne sono molte altre: tra l'alto, contributi a fondo perduto per famiglie e imprese, rinvio delle cartelle esattoriali, bonus affitti (sospensione dell'IMU per i proprietari di immobili soggetti al blocco degli sfratti per morosità), e,per restare in tema auto, ecoincentivi per l'acquisto di auto ecologiche – almeno ibride - anche usate, con sconti fino diecimila Euro.

Canone RAI fuori bolletta 

Abbiamo accennato all'inizio un parallelo tra bollo auto e canone RAI. Anche su quest'ultimo ci saranno delle novità Nessuna cancellazione, ma siccome l'Europa non considera lecito abbinarne il pagamento a quello di un altro settore, come quello energetico, il Governo dovrà trovare un altro modo di farcelo pagare senza inserirlo nella bolletta elettrica, come aveva fatto il Governo Renzi nel 2015. Col risultato di ridurre l'evasione al 4%. Sarà interessante vedere quale soluzione verrà adottata per rispettare le indicazioni dell'Unione e non perdere questo risultato.