Il bollo auto smetterà di essere la tassa più odiata dagli automobilisti. Nel 2022 i contribuenti avranno altro di cui preoccuparsi! Quest'anno partiranno i controlli previsti dall'Agenzia delle Entrate e a finire sotto i riflettori non ci saranno solo e soltanto le vetture sulle quali pesa il superbollo. A finire nel trita carte degli agenti del fisco non ci saranno solo e soltanto le vetture con una potenza superiore a 185 Kw, ma ci finiranno un po' tutti i mezzi, anche quelli che pagano il semplice e banale bollo auto.

Inutile negarlo, acquistare una macchina costituisce una delle spese più importanti che una persona possa compiere nella propria vita. Ma non solo: l'auto dovrà anche essere mantenuta e gestita, cosa che andrà a pesare in maniera molto importante nel bilancio familiare. Qui parliamo di tutte le spese che ruotano intorno al mantenimento di una vettura: assicurazione, bollo auto, manutenzione e carburante. Proprio per questo l'Agenzia delle Entrate ha deciso di effettuare delle verifiche.

Bollo auto e non solo: occhio alle spese di gestione!

Tirando un po' le somme di quanto ci può costare ogni anno una vettura, molto probabilmente la spesa del bollo auto non è nemmeno la più alta. Lo sa bene chi fa molti chilometri ogni mese: quanto spende di gasolio o benzina seppellisce completamente il costo della tassa automobilistica. Il discorso cambia se la macchina è alimentata diversamente. Data questa premessa, possiamo quindi affermare che le spese per la gestione di una macchina non siano sempre le stesse, ma cambiano in base al modello e all'utilizzo che se ne fa. Proprio per questo sono previsti dei controlli molto mirati, che possono cambiare a seconda di particolari parametri.

Una delle prime cose che l'Agenzia delle Entrate andrà a verificare è quante vetture siano possedute. Nel caso in cui dovesse registrare una differenza almeno del 20% tra entrate ed uscite, scattano i controlli per ricavi illeciti. Le prime vetture sulle quali gli agenti del fisco metteranno gli occhi sono quelle soggette al superbollo.

Come abbiamo anticipato in precedenza, il superbollo è quella particolare imposta che coinvolge quanti siano proprietari di un veicolo con una potenza superiore a 185 Kw (ossia 251 CV). I diretti interessati, oltre al bollo auto ordinario, devono pagare 20 euro per ogni chilowatt di potenza superiore ai 185. Nel momento in cui siano trascorsi almeno cinque dalla prima immatricolazione, il superbollo si riduce del 40%, dopo 10 del 70%. Una volta passati 20 anni il superbollo sparisce.

Passo successivo: auto d'epoca e storiche sotto controllo!

Chiuso il capitolo del bollo auto e del relativo superbollo, l'Agenzia delle Entrate passerà a concentrarsi sulle auto d'epoca e su quelle storiche. Stiamo parlando di mezzi che siano stati immatricolati da almeno vent'anni e siano iscritti allo Storico della Federazione motociclistica italiana (Fmi), all’Automotoclub storico italiano (Asi) o ai registri Storico Lancia, Italiano Fiat, Italiano Alfa Romeo. In questo caso il compito degli agenti del fisco è molto più semplice, essendo tutti mezzi censiti direttamente nei registri dei vari club storici e nel Pra, dato che hanno il permesso di circolare. Le auto d'epoca, invece, devono essere iscritte in un elenco curato dal Centro storico del Dipartimento per i trasporti terrestri del Ministero delle infrastrutture e della mobilità sostenibili, ma non possono circolare in strada perché non registrate al Pra. 

Ma le verifiche non si chiudono qui. L'Agenzia delle Entrate non si fermerà solo alle spese che devono essere effettuate per acquistare un veicolo. Una particolare importanza sarà assunta anche dai costi di manutenzione e riparazione. Finiranno sotto la lente d'ingrandimento anche le polizze incendio o furto, le Rc auto. Particolare attenzione sarà prestata al canone di leasing e al bollo auto che deve essere pagato anche per le moto, i camper, i minicar ed i caravan. Al Fisco non sfugge nulla, neppure le spese per i pezzi di ricambio di una vettura.

Bollo auto Vs superbollo: più tasse per tutti!

Purtroppo le brutte notizie per gli automobilisti non sono destinate a finire. Presso la Commissione Finanze della Camera dei Deputati è allo studio una proposta di legge che dovrebbe andare a modificare il cosiddetto superbollo. Allo stato attuale questa tassa, invece che portare un aumento delle entrate nelle casse dello Stato, ha sostanzialmente sortito l'effetto contrario. Il superbollo ha fatto crollare del 36% le vendite delle automobili di alta gamma, facendo perdere qualcosa come 60 milioni di euro in termini di entrate di gettito Iva.

La nuova proposta di legge ha l'obiettivo di modificare in maniera molto decisa tutta la disciplina che ruota intorno al superbollo. L'idea è quella di eliminare qualsiasi riferimento alla potenza del veicolo: la tassa sarà vincolata unicamente al prezzo di vendita della macchina, per i due anni successivi alla prima immatricolazione. Il superbollo riguarderà autovetture e autoveicoli con prezzo di vendita superiore a 100.000 euro.