Torna nuovamente in auge il condono del bollo auto e delle multe del passato. All'orizzonte si prospettava una bella cancellazione. Una decisione considerata - giustamente - errata da molti politici, ma anche da parte di quei contribuenti che sono sempre stati onesti e hanno saldato tasse e sanzioni quando era tempo ed ora. La stessa parola condono è stata per lungo tempo antipatica agli stessi politici, anche se è poi tornata di moda in queste ultime settimane quando si presentava il DL Sostegni.

L'intento del nuovo condono era quello di supportare famiglie ed imprese in difficoltà con il coronavirus. In realtà ci troviamo davanti ad una vera e propria sconfitta dello Stato: quello Stato etico che della caccia all'evasore ha fatto il proprio mantra, che introdotto il cashback per tracciare tutti i pagamenti e scovare quanti si dimenticassero di pagare le tasse. Uno Stato che ha dovuto gettare la spugna di fronte a quei contribuenti che hanno evaso nel passato, davanti a quegli automobilisti che non pagavano il bollo auto o la multa per un divieto di sosta. Certo la giustificazione è corretta: sono crediti inesegibili, che non verrebbero mai incassati per i più svariati motivi. Io, invece, mi metto nei panni del contribuente di Voghera, del contadino che lavora il sabato e la domenica sotto il sole e paga tutte le tasse a tempo ed ora. Rinunciando ai fine settimana in montagna. Probabilmente si sente preso un po' in giro. Non tutelato.

Bollo auto e sanzioni condonate, le parole di Draghi!

Mario Draghi, nel momento in cui illustrava il Decreto Sostegni, si era dilungato sulla necessità di supportare le imprese e le famiglie. Il coronavirus ed i lockdown hanno generato un'importante crisi economica: i posti di lavoro sono a rischio, le aziende hanno tirato giù la serranda e in molte difficilmente riapriranno a breve. Mario Draghi aveva dichiarato:

L’obiettivo consiste nel dare più soldi possibili a tutti, il più velocemente possibile.

Ad andare immediatamente sotto i riflettori è stato un punto molto interessante del provvedimento, che avrebbe portato alla cancellazione delle vecchie cartelle esattoriali, purché avessero un valore complessivo inferiore ai 5.000 euro. Nella sanatoria erano compresi anche il bollo auto e le multe non pagate nel corso degli anni passati. Nelle prime bozze che erano circolate inizialmente si parlava di tutte le pendenze fiscali fino al 2015 compreso. In un primo momento non era stato stabilito nemmeno un limite di reddito per quanti avessero beneficiato del condono (Forza Italia e la Lega chiedevano, invece, un tetto massimo di reddito).

Bollo auto, un condono solo a metà!

Quello che alla fine è arrivato è stato un condono un po' differente rispetto a quello che la maggior parte dei contribuenti si stava aspettando. Mario Draghi ha deciso di puntare alla rottamazione delle cartelle esattoriali degli anni tra il 2000 ed il 2010. I contribuenti, per poter accedere a questa sanatoria, devono avere un reddito inferiore ai 30.000 euro. Lo stesso premier ha voluto spiegare e sottolineare che siamo davanti ad 

un condono, ma di multe che risalgono a più di dieci anni fa, che abbiamo contenuto nell’importo di 5.000 euro.

Al netto delle varie sanzioni, come ha spiegato lo stesso Mario Draghi, il condono corrisponde grosso modo a 2.500 euro ed è

dentro un tetto, uno scaglione di reddito per cui questo azzeramento consente all'amministrazione di perseguire la lotta all'evasione in modo più efficiente. Il fatto di accedere a un condono non elimina il problema, permette un piccolo sollievo ma un vero sollievo viene da una riforma del meccanismo.

Ovvamente queste cartelle esattoriali possono contenere anche il bollo auto e le multe. Ricordiamo, poi, che il Decreto Sostegni oltre a prevedere una definizione agevolata degli avvisi bonari per il periodo compreso tra il 2017 ed il 2018 per i contribuenti che abbiano registrato un calo del volume d'affari del 30% rispetto al 2019.

Bollo auto, i beffati dal condono!

Alla fine si vedranno cancellare il bollo auto solo e soltanto i contribuenti che abbiano un reddito inferiore ai 30.000 euro nel 2019. Le cartelle esattorialli cancellate non riguardano unicamente la tassa automobilistica, ma anche Irpef, Imu o Inps. Diciamo che è una vera e propria sanatoria. E come tale ha generato tutta una serie di persone che da questo condono sono state beffate: ossia quelle che hanno pagato onestamente e regolarmente le loro tasse.

Aggiungiamoci ancora che quanti si sono ritrovati i debiti cancellati con un bel tratto di penna non devono fare assolutamente nulla. Il decreto non prevede la presentazione di nessuna domanda. L'Agenzia delle Entrate provvederà a fare tutto in automatico. con buona pace dei contriuenti che pagano un comemrcialista per tenersi in regola con le scadenze fiscali.